vaccino covid pfizer
(Jakub Porzycki/Getty Images)
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Salute

Ora che ha vinto Biden si può annunciare l'arrivo del vaccino

L'annuncio della Pfizer fa il giro del mondo. Ma anche altre aziende farmaceutiche sono pronte con la produzione, come diceva Trump. Ma la notizia che avrebbe cambiato le sorti delle presidenziali Usa è stata data apposta dopo il voto

«Il vaccino contro il Covid funziona». Il presidente del colosso farmaceutico americano Pfizer, Albert Bourla, ha annunciato con un comunicato stampa che il vaccino contro il virus Sars-CoV2 sviluppato dalla sua azienda e realizzato insieme alla tedesca BioNTech ha dimostrato durante la fase 3 della sperimentazione (ancora in corso) un'efficacia del 90% nel proteggere le persone dall'infezione.

Per renderci conto della portata dell'annuncio, basta pensare che - se i risultati venissero confermati - sarebbe un livello di protezione pari a quello che hanno i vaccini contro il morbillo e altre malattie infantili. Oltre al fatto che già un'efficacia di più del 50% sarebbe stata ritenuta sufficiente per l'approvazione.

Riguardo ai tempi, le due aziende chiederanno alla Food and Drug Administration degli Stati Uniti l'autorizzazione alla produzione d'emergenza già alla fine di questo mese: in caso di esito positivo, secondo i dirigenti Pfizer, cinquanta milioni di dosi potrebbero essere già disponibili entro il 2020. Essendo un vaccino da somministrare in due dosi, la produzione basterebbe per venticinque milioni di persone.

Una notizia che ha anche risvolti politici. In molti hanno fatto notare come, guarda caso, l'annuncio di Pfizer sia stato arrivato proprio pochi giorni dopo la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali. Fosse stato fatto prima del voto forse il risultato sarebbe stato diverso dato che Trump aveva fatto dell'arrivo del vaccino una delle armi della sua campagna elettorale oltre che della lotta alla pandemia.

Una conferma che la principale difesa contro il Covid stia davvero per arrivare giunge dal prof. Fauci, il principale virologo degli Usa, che ha annunciato per la fine dell'anno la distribuzione di diverse decine di milioni di dosi.

Il vaccino Pfizer-BioNTech utilizza una tecnologia innovativa con nanoparticelle lipidiche e una striscia di materiale genetico, il mRna messaggero che "istruisce" le cellule a costruire la proteina Spike: in questo modo, insegna al sistema immunitario come riconoscere e bloccare il coronavirus. L'approccio è uguale a quello utilizzato da un altro vaccino candidato, quello sviluppato dall'azienda statunitense biotech "Moderna", che quindi potrebbe a breve ottenere risultati simili: mentre proprio il fatto che entrambi i vaccini utilizzino mRNA porrà notevoli difficoltà logistiche nella distribuzione, dato che le dosi devono essere mantenute a una temperatura costante molto bassa. Pfizer, comunque ha già progettato uno speciale refrigeratore datato di gps per il trasporto delle dosi.

Ma sempre oggi arriva un'altra ottima notizia anche dalla società farmaceutica AstraZeneca, il cui vaccino – sviluppato assieme all'Università di Oxford - è anch'esso in fase tre ed è considerato il candidato leader nella corsa della scienza al rimedio che salverà il pianeta dal Covid-19: grazie a un accordo con il governo australiano, proprio oggi inizia la produzione di circa 30 milioni di dosi di AstraZeneca AZD1222 (questo il nome completo) nella sede di Melbourne del colosso della biotecnologia CSL.

Anche questo vaccino richiede una somministrazione di due dosi, e nella ricerca e preparazione c'è anche una partecipazione italiana: l'azienda Irbm di Pomezia è infatti al fianco dei ricercatori di Oxford fin dall'inizio di questa grande impresa scientifica.

Oltre ai vaccini fin qui citati, altri 11 in tutto il pianeta sono già nella terza fase di sperimentazione: tra questi, anche i cinesi Sinovac e CanSino Biologics, oltre al candidato Johnson & Johnson che però ha subito una battuta d'arresto a seguito di un effetto collaterale riscontrato in un partecipante al trial.

Il mondo intero corre verso il vaccino, e non stupisce il fatto che le notizie odierne, con il loro carico di speranza nella lotta contro Sars-CoV2 abbiamo subito influito positivamente sulle Borse di tutto il mondo, con Milano che tocca un rialzo del 6% del FtseMib e Parigi e Madrid già oltre l'8% di crescita.

E con i titoli delle compagnie aeree statunitensi che –è proprio il caso di dirlo- volano dal +15% di Delta al +19% di United fino al+25% di American Airlines: voglia di tornare alla normalità, ai viaggi, alla vita.

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