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Andrea Ariano
Musica

Ecco come sono le canzoni di Sanremo 2024: l'ascolto in anteprima

I nostri giudizi sui trenta brani che si contenderanno la vittoria al Festival dal 6 al 10 febbraio: poche emozioni e tanta dance. Anche troppa...

Abbiamo ascoltato in anteprima negli studi Rai di Milano le trenta canzoni in gara al Festival di Sanremo 2024. Tanti nomi nuovi, ma anche molti habituè dell'Ariston in un mix che vorrebbe rappresentare le diverse sfaccettature della musica italiana.

Una precisazione: le versioni che vengono fatte ascoltare in anteprima (un ascolto per ogni brano) ai giornalisti sono ovviamente quelle registrate in studio, quelle che poi verranno trasmesse dalle radio e caricate sulle piattaforme streaming. Altra cosa saranno le esibizioni live sul palco dell'Ariston con tanto di orchestra e backing vocal.

La prima impressione è che lo schema dance con la cassa in battere sia inflazionato oltre misura. L'effetto finale è un appiattimento monocorde del sound dei brani che alla fine si muovono sulla stessa falsariga rendendo opache le differenze tra un artista e l'altro. Non vale per tutti ma per molti, forse troppi. Fatta eccezione per Diodato e i Negramaro, il resto è più che altro routine.

Clara - Diamanti Grezzi

Da Sanremo Giovani: sfavillio d'archi, seguito da ritmica "urban", poi entra la cassa in quattro e tutto fila via esattamente come ti aspetti. Appeal commerciale senza originalità.

Diodato - Ti muovi

Un fuoriclasse in questo tipo di brani, ballad ( in questo caso molto 70's) che crescono piano e poi esplodono in una melodia potente ed intrigante. Voce sempre a fuoco e scrittura che vola alto in questo tempo di canzonette copia e incolla.

Mahmood - Tuta Gold

Voce filtrata, ritmo a volontà, qualche spunto melodico e una spruzzatina di rap. Effetto fritto misto.

Sangiovanni - Finiscimi

Piacerà sicuramente ai più giovani questa ballata atipica, forse un po' troppo generazionale. Parte bene ma non decolla.

Loredana Bertè - Pazza

La prima chitarra elettrica del festival su una ritmica strabordante. Un brano rock pulsante in cui il ritornello, pur non esssendo memorabile, colpisce nel segno. Il testo è una carezza che la Bertè dedica a se stessa.

BNKR44 - Governo Punk

Ancora Sanremo Giovani. Potrebbe diventare una hit dance anche se al primo ascolto quel che resta davvero impresso è il numero elevato di "eh eh eh eh" disseminati nel pezzo.

Alessandra Amoroso - Fino a qui

Cinque autori per il testo e cinque per la musica per questo brano che parte pianoforte e voce e poi, come da manuale, si apre potente e arioso. Di sicuro una delle cose migliori della vocalist.

Fred De Palma - Il cielo non ci vuole

Partenza slow. e poi vai di cassa e Auto-Tune. Di canzoni così ce ne sono già anche troppe e non è che siano capolavori. Detto questo, ha tutto quel che serve per fare il botto in streaming.

Fiorella Mannoia - Mariposa

Peccato per la ritmica troppo martellante perché la musica e le parole con qualche lontano eco di De Andrè non sono male. "Modern Mannoia": piacerà?

The Kolors - Un ragazzo una ragazza

Funk disco potente con suoni che "spaccano". Se non fosse che la strofa è decisamente meglio del refrain...

Emma - Apnea

Un uptempo efficace con una bella linea melodica su una storia di coppia. Tutto bene fino al ritornello che non convince del tutto al primo ascolto. Con tutta evidenza quello del 2024 è un Sanremo in chiave dance.

Santi francesi - Amore in bocca

Il pezzo migliore tra quelli arrivati da Sanremo Giovani. Anche qui la cassa va dritta mentre la melodia si libera senza cadute di stile. Un potenziale singolo da classifica.

Rose Villain - Click Boom!

La sensazione che molti brani del Festival 2024 dal punto di vista ritmico si assomiglino molto e anche troppo prende corpo durante l'ascolto di questo pezzo che nel chorus rovina quel poco di buono che c'era prima. Piatto.

Negramaro - Ricominciamo tutto

Quando una band ha un cantante vero, si sente. Un gran bel brano con aperture epiche e vibranti. Nettamente la cosa più emozionante ascoltata fino a questo punto.

BigMama - La rabbia non ti basta

Tutto cassa e basso. Ancora l'effetto martello che impazza. Buona l'interpretazione, ma alla fine non resta molto da salvare.

Renga & Nek - Pazzo di te

Dopo i Negramaro, il pezzo migliore. Pop rock altisonante, ben prodotto e arrangiato. La conferma che chi sa cantare fa ancora tutta la differenza.

Ghali - Casa mia

Aveva un altro piglio agli inizi: In questa canzone tra dance e pop la sua personalità si diluisce. Noia.

Irama - Tu no

Un pò troppo urlata,, ma la ballad c'è. Ariosa, con un crescendo carico di pathos. Potrebbe sorprendere dal vivo.

Angelina Mango - La noia

Una delle interpretazioni più originali tra folk e dance "a palla". Il pezzo non è epocale, ma nella media di quanto ascoltato finora è tra quelli con una marcia in più.

Geolier - I p' me, tu p'te

Tre autori per il testo, cinque per la musica. Risultato? un pezzo dance urban in chiave partenopea senza infamia nè lode. Nel mare di canzoni che hanno queste sonorità potrebbe funzionare bene.

Maninni - Spettacolare

Una ballad standard con un arrangiamenti niente male. Il refrain è discreto e la voce pure. Passa e va.

La Sad - Autodistruttivo

Tiene alto il livello del ritmo questo pezzo dance pop che a tratti ricorda i Coldplay più caciaroni e corali. Innocuo.

Gazzelle - Tutto qui

Una canzone pop non eccezionale ma che si stacca nettamente dagli standard del classico pezzo sanremese. Buono l'arrangiamento, ricco, ma non eccessivo.

Annalisa - Sinceramente

La regina delle classifiche prosegue nella sua fortunata scia di tormentoni pop martellanti. Lo stile del pezzo è quello con cui ha trovato il successo su larga scala. Potrebbe anche vincere, ma non è scontato.

Alfa - Vai!

Chitarra, percussioni e batteria in evidenza in uno dei pezzi più allegri e gioiosi del Festival. Nulla di rivoluzionario ma ha un suo perché.

Il Volo - Capolavoro

Meno lirici e più pop del solito. Un pezzo perfetto per lo stile dei tre che il Festival l'hanno già vinto una volta. E che con questa canzone hanno buone chance di finire nelle zone alte della classifiche finale.

Dargen D'Amico - Onda alta

L'intro epico introduce una tempesta ritmica intrigante ma che alla lunga non regge del tutto. Una filastrocca con un testo intelligente che di sicuro piacerà agli appassionati del suo autore.

Il Tre - Fragili

Tra rap e aperture melodiche. La base sonora sorregge il tutto, ma la prima sensazione è che di brani così ce ne siano in giro anche troppi. Anche no.

Mr. Rain - Due Altalene

Una ballad pop orecchiabile, ma che in realtà non spicca il volo. Da riascoltare in gara

Ricchi e Poveri - Ma non tutta la vita

Vista la loro storia possono fare quello che vogliono. Anche un pezzo danzereccio così, quasi latin pop, talmente straniante da essere subito "cult".


















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Gianni Poglio