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(Ansa)
Tasse

Entrate fiscali in crescita, merito dell'inflazione che fa volare il gettito iva (ma non solo)

Nei primi 6 mesi del 2022 gli italiano hanno versato all'erario oltre 18mld di euro in più rispetto ad un anno fa

La ripresa delle attività di riscossione e l’inflazione che continua a salire fanno crescere le entrate fiscali nello casse dello Stato. Stando all’ultimo bollettino pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze nei mesi da gennaio a maggio 2022 le entrate tributarie erariali sono ammontate a 188.674 milioni di euro, facendo quindi registrare un incremento di 18.562 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+10,9%).

Secondo il Mef questo maggiore gettito è legato a tre fattori: lo stop delle varie proroghe fiscali, la ripresa dei versamenti con la possibilità di rateizzare e l’aumento dei prezzi che ha fatto lievitare l’Iva. Se infatti si vanno ad analizzare i dati di raccolta delle imposte indirette troviamo come queste siano aumentate del 16,9% (+13.395 milioni di euro), arrivando a 92.735 milioni. All’andamento positivo ha contribuito, per la maggior parte, l’Iva con un gettito di 10.199 milioni di euro (+19,8%). In particolare, la componente relativa agli scambi interni ha evidenziato un incremento di 6.927 milioni di euro (+15,1%), mentre quella sulle importazioni ha visto una crescita di 3.272 milioni di euro (+59,9%). Quest’ultimo risultato è legato, in larga parte, all’andamento del prezzo del petrolio che è risultato in crescita.

Da ricordare come non è la prima volta, nel 2022, che l'erario a causa dell’inflazione ha delle entrate maggiori, rispetto all’anno precedente. Ad aprile l’Esecutivo grazie all’extragettito dell’Iva aveva infatti prolungato lo sconto di 25 centesimi sulle accise di benzina e gasolio. Sconto che visto l’andamento dell’inflazione e il continuo aumento dei prezzi è stato aumentato a 30 centesimi fino al 2 agosto. Intervento necessario, visto che il prezzo della benzina ha superato i 2 euro al litro ed a fronte di cospicue entrate fiscali.

Da sottolineare poi come stando all’ultimo bollettino di Banca d’Italia, questa situazione economica di rialzo dei prezzi sarà una costante almeno fino alla fine del 2022: “l’inflazione al consumo si collocherebbe al 6,2 % nella media di quest’anno, sospinta dagli effetti del forte rincaro dei beni energetici e delle strozzature all’offerta; scenderebbe al 2,7 % nel 2023 e al 2 %nel 2024. Il ridimensionamento dell’inflazione riflette l’ipotesi che le pressioni derivanti dall’aumento dei prezzi delle materie prime rientrino progressivamente dal prossimo anno”, scrive Banca d’Italia. Una situazione che vede nell’energia il bene che ha subito un'impennata maggiore di prezzi passando da un +42,6% di maggio a un +48,7% di giugno. Male anche i beni alimentari, sia lavorati (aumento da un +6,6% a +8,2%) che non (da +7,9% a +9,6%), e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. La cui crescita è passata dal +4,4% a +5,0%, secondo il bollettino Istat di Giugno. Una situazione di forte tensione economica, che mette a dura prova le finanze degli italiane e la loro solidità economica.

Se dunque da una parte i cittadini stanno tirando la cinghia per far fronte ai continui rincari, dall’altro lo Stato incassa un maggiore gettito fiscale. Oltre all’Iva, per quanto riguarda le altre imposte indirette, andamenti positivi si sono registrati anche sull’imposta di bollo (+678 milioni di euro, +21,2%) e su quella di registro (+243 milioni di euro, +11,9%).

Altro tassello molto importante, per le entrate dello Stato, è la ripresa della riscossione. Nel 2020 e 2021 con i vari decreti si era messo un freno all’attività di riscossione, ma con l’arrivo del 2022 l’Agenzia delle entrate ha ripreso il suo lavoro a pieno regime inviando massivamente lettere e accertamenti fiscali. Le entrate fiscali derivanti da controlli si attestano infatti a 5.043 milioni di euro (+2.090 milioni di euro, +70,8%) di cui: 2.881 milioni di euro (+1.510 milioni di euro, +110,1%) sono affluiti dalle imposte dirette e 2.161 milioni di euro (+580 milioni di euro, +36,7%) da quelle indirette.

Sempre in tema di entrate fiscali, non si possono non considerare le imposte dirette, che secondo il Mef, nei primi cinque mesi dell’anno sono arrivate a 95.939 milioni di euro (+5.167 milioni di euro, +5,7%).Nel dettaglio il gettito Irpef si è attestato a 81.566 milioni di euro con un aumento di 1.818 milioni di euro (+2,3%). Qui guidano le ritenute effettuate sui redditi da dipendente del settore privato (+1.413 milioni, +3,9%) e quelle fatte sugli autonomi (+359 milioni di euro, +7,1%). Per quanto riguarda invece il pubblico si può notare come le ritenute siano diminuite di quasi un punto percentuale, facendo registrare un - 318 milioni di euro (-0,9%). Infine focus le imprese si segnala una diminuzione dell’Ires pari a 126 milioni di euro (-6,9%) e l'aumento delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche che hanno un gettito di 297 milioni di euro (+32,1%).

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Giorgia Pacione Di Bello