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(Ansa)
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Economia

È «boom» per i Discount, grazie all'inflazione

I dati raccolti da Coldiretti negli ultimi due anni raccontano come si è modificata la lista della spesa degli italiani e le priorità d’acquisto

Il conto finale di crisi economica, guerra e inflazione alle stelle arriva sulle tavole degli italiani. Per vedere davvero quanto l’attuale contesto economico incida o abbia inciso sulle abitudini quotidiane della gente secondo Coldiretti bisogna andare a guardare come è cambiato il carrello della spesa delle famiglie. Un carrello che, dati alla mano, si è “alleggerito” del 6,3% per quanto riguarda la quantità di prodotti alimentari acquistati ma che, contestualmente, si è “appesantito” del 6,6% in termini di spesa finale. Questo significa che si compra di meno, ma si spende di più.

Com'è cambiata la spesa degli italiani

Lo scopo del “gioco” per sopravvivere alla tempesta economica perfetta che stiamo attraversando è quello di tentare di ridurre la forbice tra acquisti e spesa e rimanere a galla. Per farlo gli italiani stanno mettendo in atto ogni tipo di stratagemma che ha modificato l’asse degli acquisti e le priorità. In primo luogo, secondo quanto sottolineato da Coldiretti, gli italiani hanno preso l’abitudine a non buttare via niente (pratica che adotta il 58% degli italiani). La cultura degli “avanzi” permette loro di riutilizzare il cibo e ottimizzare i consumi e far sì che quel che resta dalla sera prima venga trasformato nel pranzo del giorno dopo. Inoltre alle note catene di supermercati della grande distribuzione viene preferito l’acquisto al discount e i prodotti di marca restano sempre più spesso sugli scaffali dei supermercati scavalcati dalle sottomarche e dagli alimenti low cost.

Il boom dei discount

Numeri alla mano in un periodo di forte calo economico generalizzato in tutti i settori il giro d’affari dei discount è lievitato del 10,3% nelle vendite e nel valore e al momento le quote di mercato dei discount arrivarono al record storico del 21,3% del totale del comparto della grande distribuzione alimentare.

Secondo i dati raccolti da Coldiretti il 72% degli italiani si reca come abitudine a fare la spesa al discount, mentre l’83% punta su prodotti in offerta o in promozione e l’81% di loro prima di uscire di casa stila una lista della spesa ponderata e ragionata per evitare acquisti d’impulso o spinti da efficaci campagne marketing.

Aumenta la spesa per i generi alimentari

Nonostante questo le famiglie italiane hanno speso quasi 13 miliardi in più rispetto al 2021 per acquistare cibi e bevande. Infatti, come spiega Confcommercio, il modesto incremento congiunturale dei volumi acquistati non attenua la portata negativa del profilo delle vendite al dettaglio. Nei primi undici mesi dell’anno, al netto della variazione dei prezzi, le vendite sono risultate sostanzialmente ferme rispetto allo stesso periodo del 2021, evidenziando una contrazione significativa degli acquisti di alimentari. Tra le categorie di prodotti che hanno pesato di più sugli aumenti nel carrello ci sono la verdura che precede sul podio “pane, pasta e riso” e poi “carne e salumi” mentre al quarto posto la frutta precede il pesce, poi “latte, formaggi e uova” e quindi “olio, burro e grassi”. Seguono le categorie “acque minerali, bevande analcoliche e succhi”, “zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolci”, “caffè, tè e cacao” e sale, “condimenti e alimenti per bambini”.

I numeri dell’ultimo trimestre 2022

Entrando nello specifico nel trimestre settembre-novembre 2022, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio sono cresciute in valore (+0,8%) e calate in volume (-1,4%). Le vendite dei beni alimentari sono aumentate in valore (+1,0%) e diminuite in volume (-2,3%) così come quelle dei beni non alimentari (+0,7% in valore e -0,5% in volume).

Gli italiani, poi, sono tornati a essere attenti ai prodotti a chilometro zero soprattutto per l’acquisto di frutta e verdura. Questo è dovuto anche al fatto che il rallentamento della catena produttiva conseguente alla guerra in Ucraina ha causato aumenti dei costi (sia di produzione sia di vendita) e diminuzione dell’offerta. E’ quindi cresciuta l’autoproduzione (soprattutto nei piccoli centri fioccano gli orti fai da te) e la scelta di rivolgersi ai piccoli contadini e ai conoscenti per avere prodotti cella terra freschi e a basso costo.

Il 69% degli italiani cerca prodotti a chilometro zero e il 50% effettua acquisti nei mercati dei contadini con l’obiettivo di sostenere le realtà locali.

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