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Politica

L'eterna guerra tra Nord e Sud agita il Pnrr

Alcuni sindaci e governatori attaccano: «il Pnrr è solo per il sud». Ma a guardare carte e progetti si scopre una realtà differente

La guerra del campanile per spartirsi i fondi del Pnrr è rimasta latente fin quando non è stato tirato fuori il fuori onda del sindaco di Milano Beppe Sala con il presidente Fontana: “sud sud sud”.

La risposta del Ministro Carfagna non si è fatta attendere, ma è stata più demagogica che concreta: “se cresce il sud cresce tutto il Paese”. Si ma come?

Sarebbe stato più utile riuscire a rispondere con l’esempio concreto dei progetti fin qui approvati, cosa che ancora non si riesce a fare. Lo stesso ministro Franco in conferenza stampa a domanda diretta ha risposto “va anche considerato un divario amministrativo tra nord e sud che dobbiamo riuscire a colmare”.

E infatti basterebbe guardare i progetti presentati al sud e quelli al nord per vedere chi scippa a chi.

Ma questo purtroppo ancora oggi non è possibile farlo.

Ogni ministero infatti negozia con la Regioni gli interventi sulle singole missioni, e il sito messo a disposizione dalla cabina di regia riporta missioni e capitoli, ma non una mappa con i progetti così come divisi sulla cartina geografica.

Questo comporta ancora un vulnus di informazione e conoscenza che impedisce di effettuare una valutazione sulla bontà delle opere fin qui messe in cantiere o almeno a bando.

Sommariamente sappiamo che alle regioni del Mezzogiorno vanno 37,3 miliardi (43%), al Nord 36 miliardi (41%) e 14 miliardi (16%) a quelle del Centro Italia.

Provando ad analizzare le opere stanziate nel mezzogiorno, l’unico elenco effettivo di progetti è quello della Basilicata che troviamo sul sito del ministero delle infrastrutture: 7,35 milioni per rinnovo del materiale rotabile con autobus TPL urbano ad emissioni zero (elettrici/idrogeno); 20,93 milioni per rinnovo del materiale rotabile con autobus alimentati a metano e relative infrastrutture di alimentazione, adibiti al trasporto pubblico locale extraurbano; 28,28 milioni totali per rinnovo parco autobus, 9,4 milioni per Treni ad alimentazione elettrica o ad idrogeno per il rinnovo delle flotte del materiale rotabile ferroviario utilizzato per servizi di trasporto regionale; 5,9 milioni per ciclovia della Magna Grecia; 2, 83 milioni per Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese; 8,82 milioni totali per sviluppo mobilità ciclistica; 26 milioni per il programma "Safe, green and social" per l'edilizia residenziale pubblica: Riqualificazione alloggi ERP.

Altri 43 milioni sono stati finanziati alla Basilicata per i consorzi di bonifica. I progetti ammessi riguardano: 1) “Il miglioramento dell’efficienza funzionale delle reti di distribuzione irrigua, finalizzato al risparmio idrico” per un importo pari a 10 milioni di euro; 2) “Adeguamento migliorativo dei canali irrigui consortili – ripristino della tenuta e della capacità di vettoriamento dei canali irrigui sinistra Agri (Recoleta -San Basilio) per un importo di 24 milioni di euro; 3) “Completamento adduttore Missanello (derivazione Don Paola – Caprarico) per un importo di 9 milioni di euro. L’obiettivo dei progetti candidati e approvati riguarda il risparmio della risorsa idrica e l’efficientamento della rete di distribuzione per il settore agricolo.

Un quarto progetto “Misurazione e Monitoraggio sulle reti irrigue collettive” è in fase di istruttoria da parte del Ministero, a seguito di richiesta di riesame da parte del Consorzio di Bonifica della Basilicata.

Anche per la Sicilia un quadro complessivo è più o meno stato dato con le slide presentate nel tour di Italia Domani che a Palermo è stato presentato dal ministro Orlando con il Capo del Dipartimento per la Programmazione economica della Presidenza del Consiglio, Marco Leonardi.

Slide che però non sono state pubblicate sul sito. Dei 3,5 miliardi spettanti alla regione sicilia, 956,4 milioni sono dedicati per il trasporto rapido di massa, 718,1 mln per ferrovie, 455,6 mln per interventi portuali, 279,4 mln per gli autobus, 265,9 mln per edilizia pubblica e 239,6 mln per invasi e la gestione sostenibile delle risorse idriche. Sulla missione salute, la Sicilia ha a disposizione 780 milioni di euro: il programma prevede la realizzazione di 39 ospedali, 146 “case della comunità” e 49 centrali operative con 5-6 infermieri.

In Sicilia ammonta a 8,432 miliardi di euro il plafond degli investimenti finora “territorializzati” del Pnrr legati al settore delle costruzioni, per volume degli importi l’isola è terza, dietro alla Campania (10,4 mld) e alla Lombardia (10 mld).

Per la Puglia invece sappiamo che sono 21 i progetti per la missione 5 di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica che saranno finanziati grazie ai fondi del Pnrr, per quasi 400 milioni di euro. 30 milioni alla provincia di Taranto, per Foggia 56 milioni, 54 per quella di Lecce, 50 per Brindisi, 73 milioni per la provincia BAT e 126 per quella di Bari.

Qui possiamo andare un pò più nel dettaglio: la riorganizzazione del nodo ferroviario di Bari, con interventi di ricucitura urbana tra il centro storico e i tre quartieri Carrassi, San Pasquale e Madonnella, che da solo vale 100 milioni di euro ed è inserito tra gli otto "progetti pilota" ad alto rendimento. Anche il comune di Bari è risultato assegnatario di 20 milioni di euro che finanzieranno la realizzazione del grande parco cittadino nell’area della ex Fibronit e delle aree limitrofe e la riqualificazione e pedonalizzazione di alcune strade del Municipio 1, tra cui una porzione di via Argiro, di via Putignani e via Calefati. In provincia particolarmente interessante l’intervento finanziato a Mola dove al posto di una schiera di villette abusive, complesso abbandonato da quasi 30 anni, sarà realizzato un parco urbano fronte mare; fondi anche per Altamura, Adelfia, Monopoli e Gioia del colle. Sempre a Bari sarà finanziato il progetto "Made in San Pio": demolizione dei corpi di fabbrica destinati a commercio oggi abbandonati, riqualificazione energetica degli edifici e aumento degli alloggi sociali. Nell'area metropolitana tre progetti coinvolgono 39 Comuni per il recupero di 53 immobili dismessi, orti urbani e giardini di quartiere e la ristrutturazione di un migliaio di alloggi popolari. Altri tre progetti ad Altamura prevedono la riqualificazione di piazze e il recupero edifici storici da adibire a hub di formazione digitale, housing sociale e botteghe artigiane. Nella provincia BAT, ad Andria sarà realizzato un sistema edilizio a destinazione residenziale pubblico nell'area della nuova stazione ferroviaria, a Trani sarà recuperato l'ex Macello comunale per realizzare alloggi e valorizzata la fascia costiera con un parco attrezzato.

Nel Foggiano con "Il mosaico di San Severo" sarà realizzato un percorso ciclopedonale green e un contenitore sociale. Nella periferia del capoluogo dauno, a Borgo Croci, si procederà alla ristrutturazione completa degli immobili esistenti e alla realizzazione di servizi di quartiere (scuole materne, biblioteche, centri sociali per anziani). Per Taranto il progetto "RInaTA Paolo VI" consentirà il recupero di 96 alloggi e la riqualificazione degli spazi pubblici con orti urbani, serre e percorsi ciclopedonali. "Ri-Abitare la città vecchia" si pone invece l'obiettivo di rivitalizzare una porzione del centro storico in gran parte disabitata, recuperando immobili degradati. Nel tarantino invece piccoli interventi saranno realizzati nei comuni di Grottaglie, Manduria, Martina, Sava, Palagiano, Castellaneta e Massafra.

Alla città di Lecce, capoluogo del Salento, sono stati assegnati 20 milioni di euro e gli interventi principali riguarderanno la riqualificazione ecologica della circonvallazione cittadina con la piantumazione di nuovi alberi e arbusti, nuovo arredo urbano, piste ciclabili, attraversamenti pedonali, segnaletica luminosa, marciapiedi, fermate del trasporto pubblico; rifacimento dei viali storici come viale Gallipoli, dell’Università, Calasso, De Pietro, via XXV Luglio, viale Lo Re; la rigenerazione di spazi pubblici degradati nel centro storico e di alcune delle vie storiche; la riqualificazione ambientale via San Nicola, il viale che porta al Cimitero Monumentale, interventi al Parco di Belloluogo, recupero della stazione ex Agip di fronte a Porta Napoli, che sarà destinata all’accoglienza turistica e l’efficientamento energetico delle case popolari di Via Terni. Un complesso di interventi che, in particolare per ciò che riguarda i viali e la circonvallazione, ridisegnerà completamente la città, modificandone dal profondo la viabilità e l’aspetto.

Nella provincia leccese, interventi sono previsti a Gallipoli, Copertino, Galatina, Nardò, Tricase, Galatone e Casarano.

Per la provincia di Brindisi i 50 milioni di euro sosterranno i progetti avanzati dalle amministrazioni comunali del capoluogo, di Francavilla Fontana, Mesagne, San Vito dei Normanni, Ceglie, Ostuni, Carovigno e Fasano. Per Brindisi città le somme serviranno per zona Sciaia con l’allargamento del ponte di via Materdomini e la viabilità interna alternativa per decongestionare il traffico e per la rigenerazione del fascio di binari dismessi della stazione ferroviaria prospicienti via Tor Pisana. Sarà riconfigurata quell’area, ricavando circa 600 posti auto all’ingresso del centro cittadino da utilizzare anche come parcheggio di scambio.

Quanto alla missione Sanità, per la Puglia i fondi saranno distribuiti nella misura di 177 milioni per le Case di comunità; 7 milioni alle Centrali operative territoriali; 2,8 milioni di euro per le risorse di interconnessione aziendale; 3,8 milioni di euro per i device; 79 milioni per gli ospedali di comunità; 114 milioni per la digitalizzazione; 94 milioni per le grandi apparecchiature; per adeguamento sismico e strutturale 50 milioni; 114 milioni per il piano nazionale complementare; 2,3 milioni per i flussi informativi; 3 milioni per i corsi di formazione per un miglioramento dei percorsi di sanità.

Sono 9 al momento i progetti ammessi ai finanziamenti del Pnrr sanità per la Campania per un totale di quasi 134 milioni di euro.

Quanto alla rigenerazione urbana invece i progetti che beneficeranno delle risorse europee sono: comparto sud del territorio di Caserta,Rione Acquaviva ed area ex Saint Gobain, proposto dal Comune di Caserta (il finanziamento ammesso è pari a 14.525.359,85 euro); Abitare il territorio periurbano, progetto della Regione per i comuni di Castel Volturno, Cellole, Mondragone e Sessa Aurunca (finanziamento 15milioni); Realizzazione di nuovi alloggi; Ripopolamento e resilienza aree Alta Irpinia, progetto della Regione Campania (15 milioni); Riqualificazione quartiere Savorito proposto dal Comune di Castellammare di Stabia (15 milioni); Riqualificazione immobili comunali ex Orsoline e mercato commestibili-galleria Malies proposto dal Comune di Benevento (euro 14.407.686,96); Recupero Rione Salicelle, progetto del Comune di Afragola (15 milioni); Riqualificazione quartiere Chiaiano, progetto del Comune di Napoli (15 milioni); Progetto per area nord Napoli e area casali di Marianella e Piscinola, proposta del Comune di Napoli (finanziamento ammesso 15 milioni).

La Sardegna ha ottenuto oltre 1,2 miliardi di euro dal ministero delle Infrastrutture. Le risorse riguardano i progetti di digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo per un ammontare di 62 milioni, rivoluzione verde e transizione ecologica per 455,4 milioni, infrastrutture per una mobilità sostenibile per 628,2 milioni e programmi di coesione e inclusione per 56,4 milioni.

Nel dettaglio sulla prima misura il progetto prevede investimenti per percorsi nella storia e turismo lento per tutto l’ammontare del finanziamento previsto; sulla misura due 138,2 mln per rinnovo parco autobus, 15,2 milioni per i treni e 42,4 milioni per la mobilità ciclistica. Poi ancora 56,3 milioni per l’edilizia residenziale pubblica, 203,2 milioni per gli invasi e la gestione sostenibile delle risorse idriche; sulla missione 3 (infrastruttura), ci sono 458 milioni per le ferrovie, sistemi di controllo e upgrading tecnologico, 170,2 milioni per interventi sui porti e cold ironing; infine sul fronte della coesione e inclusione (missione 5), sono previsti 42,2 milioni per il programma innovativo per la qualità dell’abitare (Pinqua), 10 milioni per la Zes (zona economica speciale, di recente istituzione) e 4,2 milioni per le aree interne.

Infine Sono 7 i progetti di rigenerazione urbana e di edilizia residenziale pubblica presentati da enti calabresi che figurano tra i primi 159 approvati oggi con decreto del ministro delle Infrastrutture per il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PinQua). Tra i lavori finanziati, c’è anche il progetto pilota “Lamezia Spazio-Generazione 2021″ che punta a contrastare il fenomeno dello spopolamento di alcuni quartieri recuperando abitazioni da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà e migliorando la fruibilità di spazi e servizi sociali. Gli altri sei progetti riguardano Corigliano Rossano (3) e Reggio Calabria (3).

Per Corigliano Rossano la proposta “SchiavoNEA – Nuove Energie per l’Abitare” (14,7 milioni di euro) punta all’incremento dell’offerta abitativa e il miglioramento della dotazione di servizi e attrezzature per il quartiere e la città. C’è poi una proposta (14,9 milioni) il cui ambito ricade nel quartiere “dei Vasci”, Centro Storico di Corigliano, segnato da spopolamento e abbandono, ma che ha caratteri di “cerniera” e per questo strategico. Previsti interventi di bonifica e consolidamento di alcune aree, di rigenerazione di aree e spazi già costruiti e di recupero e riciclo delle acque meteoriche. Il terzo progetto (14,5 milioni) ha come ambito il Centro Storico di Rossano. Proposti interventi sull’ex Carcere Giudiziario, destinato a Polo Tecnologico delle Scienze, con foresteria con alloggi temporanei, e Palazzo Francalanza per un centro residenziale per studenti in difficoltà e meno abbienti, con aule studio, biblioteca, area ristoro e area relax.

Per Reggio 3 le proposte ammesse: “A M.E.N.O.C.H.E… – A Mali Estremi … Nuova Organizzazione di Comunità in Habitat Essenziali” (14,9 milioni) per il Quartiere di Arghillà; “E.S.S.E.R.E. a Ciccarello: Equità Sociale, Sostenibilità Ecologica Residenziale” (14,9 milioni) per restituire al quartiere un parco attrezzato e la riqualificazione di 72 alloggi sociale; “R.E.G.I.A.: Rigenerazione Ecologica Grandi Interventi Ambientali” (15 milioni) rigenerare spazi pubblici da destinare a attività sportive, centri di trasformazione delle capacità, spazi naturali e servizi.

Aspettiamo di poterli tutti vedere almeno segnati all’interno di una cartina geografica, prima della realizzazione entro il 2026, insieme a quelli di tutti i ministeri e missioni che ancora non hanno presentato neppure una slide.

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