Giuseppe Conte
(Ansa)
Giuseppe Conte
Politica

L'ennesima falsa promessa di Conte: ora blinda il Natale

Su come sarà il nostro 25 dicembre il governo ha dato l'ennesima dimostrazione di incapacità e indecisione. Sulla nostra pelle, sulle nostre vite come mai prima d'ora

Tra i mille e più errori, figuracce, passi avanti e due indietro con il governo ha compiuto nella gestione della pandemia quanto sta accadendo sul Natale è forse la pagina più buia, triste, assurda.

Da settimane infatti il paese è in attesa di capire come sarà il suo 25 dicembre e come saranno queste festività. Ecco, siamo un paese in attesa. Per colpa di un premier ed un esecutivo che sanno solo creare caos, che rinviano, che non hanno il coraggio di decidere.

Quando ad inizio novembre con l'immancabile conferenza stampa delle 20.15 Conte ci divise in colori, giallo, rosso, arancione, ci disse anche che questo ci avrebbe permesso un Natale normale, in famiglia, forse anche in vacanza. La gente e le regioni hanno fatto il loro, le cose sono migliorate e la curva è scesa. Venne così, con il giallo predominante, l'idea del CashBack: «signori, uscite, comprate, spendete». E gli italiani hanno obbedito.


Conte: «Se a novembre rispettiamo le regole, Natale sarà piu sereno» www.youtube.com


Le immagini degli affollamenti nel centro delle grandi città hanno però fatto tornare indietro l'esecutivo in fretta e furia: «italiani, chiusi in casa, ma siete matti? Ma cosa fate tutti in giro?»

Per gli esperti dovremmo chiudere tuti, sempre (cosa volete che dica un medico? Che non c'è nulla di meglio che restare chiusi in casa). Ma il politico deve pensare ad altro: alla salute mentale della gente, agli affetti, all'economia, il lavoro, la vita di tutti i giorni. Anzi, la sopravvivenza.

È a questo punto che tutto si arena. perché Conte ed i suoi sono divisi, come su tutto il resto. Ci sarebbero i ministri Pd pronti alla linea durissima ("come in Germania, tutta zona rossa»). Ci sarebbero quelli del M5S e di Italia Viva un po' più tolleranti (spaventati dall'impopolarità di un Natale blindato e dai suoi risvolti elettorali). E c'è soprattutto un presidente del Consiglio che non decide. Che vorrebbe, dopo averci fatto attendere settimane, lasciare l'ultima parola al Parlamento. Ponzio Pilato era un dilettante a confronto.

Mentre perdono tempo albergatori, ristoratori ad esempio si chiedono che sarà del pranzo di Natale: si può? Non si può? In 6? No, massimo in 8?, no solo la cena del 24…? Come se si potesse organizzare una cucina per un lavoro del genere svegliandosi un po' prima la mattina stessa e non ordinando cibo, bevande, e avvisando personale e clienti con un preavviso naturale e di buon senso.

Il Presidente della Repubblica, Mattarella, poco fa per provare ad indorarci la pillola ci ha spiegato che «questo Natale con le limitazioni è più autentico». Non ce ne voglia il Quirinale ma cosa ne sa delle nostre vite? Cosa ne sa di quello che c'era dentro il Natale di tutti noi e che quest'anno non ci sarà? Soprattutto ci dovrebbe spiegare, lui e soprattutto il premier Conte, come mai in tutto il resto d'Europa, alle prese oggi con restrizioni più dure di quelle italiane, per il 25 dicembre sono previste deroghe, libertà, concessioni.

La verità è che il Natale è rovinato e non è colpa del Covid, ma colpa vostra.

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