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Addio Conte-Bis, non ci mancherai

I Dpcm, le conferenze stampa con Casalino protagonista, Colao, Arcuri, i banchi a rotelle. Cosa non dimenticheremo del secondo governo dell'Avvocato del popolo

Addio Conte Bis: non ci mancherai. La seconda stagione della fiction si è conclusa, con un finale aperto che lascia tutti un po' sulla corda. L'attore protagonista sale al Quirinale puntando a farsi rinnovare il contratto per la terza serie: se nella prima ha interpretato la parte del sovranista, e nella seconda dell'europeista, abbiamo quasi paura a immaginare il ruolo che potrà ricoprire nella sua eventuale terza vita professionale.

Il conte Bis è stato un cortometraggio stilisticamente ben fatto, con sapiente regia curata da Rocco Casalino, che ha curato per l'occasione anche la sceneggiatura, portando a palazzo Chigi i riflettori della casa del Grande Fratello. Alcuni fotogrammi resteranno impressi nella memoria: le dirette facebook a tarda notte, le conferenze stampa dei Telegatti, il gran galà degli Stati Generali a Villa Pamphilj, le recite infinite delle consultazioni con le parti sociali.

La trama del film è stata decisamente confusa: un premier con superpoteri d'emergenza combatte contro il virus sparando Dpcm a casaccio sul Paese, e bonus fotonici sugli elettori. Chi ha ucciso l'economia? E' giallo. Ma anche rosso, e arancione: dipende da come si svegliano gli esperti del comitato tecnico scientifico.

Il premio per l'attore non protagonista spetta di diritto a Domenico Arcuri, che lascia in eredità una partita di banchi a rotelle, una serie di ricche provvigioni sulle mascherine sulle quali occorre ancora far luce, e una campagna vaccinale al rallenty nella quale mancano all'appello siringhe ed infermieri.

Guest star di questa stagione, il manager Vittorio Colao, il Principe della «Task Force». Doveva essere uno dei protagonisti: alla fine ha fatto da comparsa. La scena in cui si esibisce al suo famoso "piano" economico, è stata un'apparizione fugace: una colonna sonora che non è mai partita.

Del resto, cosa volete: è solo cinema. Di reale, in questo governo, non c'è mai stato nulla. Al di là dell'estenuante, quotidiana, ricerca del consenso, l'impatto con la realtà è ben riassunto dall'ultimo dato Istat: più di un milione di lavoratori stanno ancora aspettando la cassa integrazione Covid del 2020. Sono i titoli di coda di un film dell'orrore. Ma a spaventare, in queste ore, è soprattutto l'idea che possa arrivare un sequel.

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