Sanremo 2020: ha vinto Diodato e Amadeus può puntare al Festival bis
Ansa/Ettore Ferrari
Sanremo 2020: ha vinto Diodato e Amadeus può puntare al Festival bis
Televisione

Sanremo 2020: ha vinto Diodato e Amadeus può puntare al Festival bis

Francesco Gabbani deve accontentarsi del secondo posto, terzi i Pinguini Tattici Nucleari. I momenti più belli del Festival 70, con Fiorello e Tiziano Ferro mattatori assoluti

«Sarà un Festival imprevedibile», aveva detto Amadeus. E così è stato fino all'ultimo secondo di questo Sanremo 2020, che si è chiuso con un colpo di scena, l'ennesimo di questa 70esima edizione: intorno alle due del mattino, il tg di Sky ha infatti spoilerato il nome del vincitore, il cantautore Diodato, dato per super favorito della vigilia. In pochi secondi la notizia inizia a circolare sui social con un effetto valanga immediato mentre in tv lo show continua come se nulla fosse successo. Fino alle 2.35 del mattino, quando il conduttore dello show evento ufficializza il podio e chiude l'edizione dei record (di ascolti e polemiche).

Sanremo 2020, ha vinto Diodato (e Sky spoilera il vincitore)

Il televoto ancora una volta ribalta le classifiche delle prime quattro puntate di Sanremo 2020, spazza via alcuni dei super favoriti della vigilia e con un graffio finale a giocarsi la vittoria. Sono Diodato, I Pinguini Tattici Nucleari e poi Francesco Gabbani, con l'ultimo televoto che si apre quando è già l'una del mattino: il verdetto però arriva solo un'ora dopo, a partire dal terzo posto dei Pinguini Tattici Nucleari, ma nel frattempo il tg di Sky viola l'embargo spoilerando il nome del vincitore, che in tv viene annunciato alle 2.30 del mattino.

È Diodato il vincitore di Sanremo 2020, l'edizione numero 70. «Dedico la vittoria alla mia famiglia e poi alla mia città, Taranto, per la quale bisogna fare molto rumore. E la dedico a quel bambino che ero io e che avevo paura del mondo fuori». E dopo la vittoria prepara la valigia per l'Eurovision Song Festival. Intanto la direzione di Sky Tg24 spiega che «per errore è stata pubblicata un'ultima ora sul vincitore: il ticker era stato programmato con i nomi di tutti e tre i finalisti, per errore è stato pubblicato il nome di Diodato e poi cancellato».

Il Festival imprevedibile di Amadeus

C'hanno provato a farlo inciampare (e ci ha messo qualcosa di suo con la frase sul famoso "passo indietro"), con una vigilia zeppa di polemiche e di defezioni al limite del clamorose. Eppure Amadeus è riuscito a condurre la nave in porto, dribblando intoppi e imprevedibilità (dalla lite tra Fiorello e Ferro al caso Morgan-Bugo, non è si è fatto mancare nulla), giocando a fare la spalla di lusso al sodale Fiorello e incassando ascolti record. Ora la domanda che tutti si fanno è: la Rai gli proporrà il bis? Le qualità le ha dimostrate sul palco, dove si è tolto i galloni del mediano di successo per fare l'upgrade e entrare di fatto tra i big della tv, dunque potrebbe tranquillamente tornare a Sanremo nel 2021. Anche se bissare questo successo, è un'impresa.

Il mattatore Fiorello

«Sono il Lexotan di Amadeus», dice Fiorello ma in realtà lo showman sa benissimo di essere stato l'integratore multivitaminico che ha garantito la sferzata ironica al Festival, mordendo il palco, divertendosi, travestendosi (anche da Maria De Filippi), cantando e giocando a fare il battitore libero. L'improvvisazione è il suo habitat naturale, qualche numero gli riesce meno bene, ma si conferma un numero uno assoluto e rarissimo. «Questo Festival non sarebbe stato così se non avessi avuto al mio fianco il mio amico da 35 anni», spiega il conduttore. L'alibi dell'ansia è svanito dopo questa maratona infinita.

Tiziano Ferro, il valore aggiunto

I medley dei suoi brani più famosi, gli omaggi alla storia del Festival, i duetti. La scelta di Amadeus di includere nel suo Sanremo Tiziano Ferro si è rivelato strategicamente perfetta. Ferro ha fatto Ferro, ha scelto di non "sporcarsi" le mani con la conduzione (non ha mai fatto un lancio, per dire) ma ha trasformato in mini-show ogni sua performance. Emoziona e si emoziona, spesso fino alle lacrime, come quando canta Portami a ballare (dedicata alla mamma). È la chicca cult, il valore aggiunto del Sanremo 70.

Ansa/Ettore Ferrari

Diletta Leotta

Le clamorose performance di Achille Lauro

Che performer pazzesco Achille Lauro. Dopo Giotto, David Bowie e la Marchesa Casati, il rapper romano porta sul palco il suo omaggio a Elisabetta I Tudor, trasformando la sua apparizione sul palco in un quarto clamoroso mini-show. «Achille è così avanti che è già lunedì», ironizza Fiorello. Ogni esibizione diventa racconto e provocazione (e no, non per il bacio con il chitarrista Boss Doms), dove la canzone è solo uno degli elementi di un progetto più articolato. Per qualcuno è il nuovo Renato Zero, per altri il paragone non regge, ma cambiando gli addendi il risultato non cambia: spariglia le carte, non si omologa, turba, osa fino all'inosabile. Così fanno gli artisti.


Achille Lauro e Boss Doms Ansa/Ettore Ferrari

Leotta e le altre donne del Festival

Dopo la botta di «monologhismo» spinto delle prime due puntate, la scaletta monstre della finale dell'8 febbraio costringe gli autori a tagliare lo show con l'accetta e così le donne tornano allo schema classico festivaliero: scale, gara fashionista di outfit e lancio delle esibizioni (con lettura ferocissima del gobbo e immancabili errori). Diletta Leotta è decisamente più sciolta e convincente della prima serata, Sabrina Salerno esibisce sorrisi (e scollature epiche) con l'entusiasmo della debuttante che si godendo questa opportunità, mentre Francesca Sofia Novello pare "non pervenuta". Nel complesso, a brillare sono state soprattutto la star della tv albanese Alketa Vejsiu – che potenza, una bella rivelazione – Rula Jebreal (al netto delle valutazioni politiche, il suo monologo sulla violenza contro le donne è stato uno dei momenti più emozionanti di questo Festival 70) e Antonella Clerici, che ha sfoderato mestiere e senso dello spettacolo.

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