reddito di cittadinanza
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Politica

Il Reddito di Cittadinanza discrimina i poveri del Nord | i dati

La provincia di Napoli riceve più assegni di Lombardia e Veneto messi insieme, ma non perché è più povera

In Italia si è poveri solo al meridione. Ad analizzare i dati Istat circa la distribuzione del Reddito di Cittadinanza, la deduzione più evidente è che nel "ricco" nord le famiglie bisognose sono di meno. Eppure non è così.

Perché il RdC discrimina il Nord

Ogni macro-area dell'Italia conta circa 2 milioni di persone che vivono in povertà - cioè sotto quel livello di dignità sociale ed economica che permette di arrivare a fine mese senza eccessive privazioni - tanto al nord, quanto al centro e al sud, ma i criteri di accesso al RdC sono differenti e, a causa di uno sbilanciato rapporto tra stipendio e costo della vita, è molto più semplice entrare nei parametri del Reddito nel meridione d'Italia.

Una famiglia con due bambini, ad esempio, per accedere al Reddito di Cittadinanza al sud non deve superare un reddito spendibile di 1.351 euro al mese, al nord invece la cifra sale a 1.720 euro al mese, ma qui si ferma. Peccato che sopravvivere dignitosamente in una grande città come Milano, Torino o Venezia sia complesso per una famiglia con due figli anche se il reddito mensile disponibile arriva a quota 2.000, 2.500 euro.

Se i parametri di accesso al reddito offrissero la stessa copertura tanto al nord quanto al sud 1,2 milioni di abitanti di Piemonte, Valle D'Aosta, Lombardia, Trentino, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna avrebbero diritto a ricevere l'assegno statale di sostegno al reddito.

"Povero Nord"

Paradossalmente, dunque, dopo un anno di sperimentazione dell'RdC, ci sono più poveri al Nord che al Sud.

Analizzando i dati Istat sulla distribuzione dei poveri "assoluti" si scopre che nel 2019 i poveri erano 447 mila in meno rispetto al 2018, ma a causa della pessima distribuzione del Rdc la mappa della povertà risulta rovesciata. Per due terzi, infatti, il calo dell'indigenza è stato concentrato a Mezzogiorno, mentre a Nord-Est la quantità di persone in povertà assoluta l'anno scorso è paradossalmente aumentata.

Al Nord, spiega Istat, vive il 43% dei poveri italiani, ma di questi solo il 20% è riuscito a intercettare il Reddito.

Da Roma in giù la quasi totalità dei poveri è coperta dal RdC. Su 2 milioni di "poveri assoluti", 1,9 milioni ricevono l'assegno dello Stato.

Napoli regina di RdC

La provincia di Napoli è, in assoluto, quella dove si concentrano più famiglie aventi diritto, cioè 166mila per un totale di mezzo milione di persone coinvolte; un numero che, da solo, supera quello complessivo di tutta la Lombardia (112.939 per quasi 241.000 persone coinvolte) e il Veneto (36.820 per quasi 76.000 persone coinvolte).

In pratica 1 cittadino che vive in Campania su 5 percepisce il Reddito.

A guardare la distribuzione provincia per provincia oltre a Napoli sono Crotone e Palermo le città con la maggiore distribuzione di assegni con oltre 150 persone coinvolte ogni mille abitanti; quelle con il minor tasso di inclusione sono Bolzano e Belluno con meno di 10 persone coinvolte ogni mille abitanti.

Inps: da gennaio RdC a +25%

Ai dati Istat si aggiungono i numeri diffusi ieri da Inps secondo cui nel mese di settembre 2020 il numero dei nuclei familiari beneficiari di Reddito o Pensione di Cittadinanza, al netto di quelli decaduti dal diritto, è stato pari a 1,328 milioni (+25% rispetto a Gennaio 2020). In particolare, l'incremento raggiunge il +31% nei nuclei familiari con un solo componente.

L'Inps, da aprile a oggi, ha accolto 1,5 milioni di domande di reddito di cittadinanza per altrettante famiglie e, di queste, 166mila sono decadute dal diritto.

I nuclei restanti (1,3 milioni) sono costituiti per 1,2 milioni da percettori di Reddito di Cittadinanza, per un totale di 3 milioni di persone coinvolte, e per 137 mila da percettori di pensione di cittadinanza, con 156 mila persone coinvolte.

L'Inps segnala anche che a settembre il beneficio è scaduto per 376.000 nuclei, quelli che lo hanno ricevuto continuativamente per 18 mesi. L'assegno può tuttavia essere rinnovato dopo un mese di intervallo presentando una nuova domanda. L'importo medio mensile erogato è pari a 526 euro.

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