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(Ansa)
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Politica

Governo salvo per un voto sul catasto. Si potrà aumentare le tasse sulla casa

Bocciato l'emendamento del centrodestra 23 voti contro 22. Draghi prova a rassicurare sull'oggi, ma domani?

23 voti a 22. Il Governo si salva di un soffio sul catasto ma la maggioranza ancora una volta si dimostra più spaccata che mai. I fatti; la Commissione Finanze della Camera ha bocciato l’emendamento presentato da Alternativa che modifica la delega fiscale del catasto e sottoscritto fin da subito dalla Lega e nelle ultime ore (non senza una profonda riflessione( anche da Forza Italia. Così il voto si è deciso sul filo del rasoio.

Determinanti i 5 membri del gruppo misto, soprattutto quello di Nadia Aprile che giorni fa aveva sottoscritto l’emendamento ma che poi, davanti ad un voto che avrebbe messo in grossa difficoltà il governo, ha cambiato idea salvando l’esecutivo. «Anche oggi abbiamo registrato un secco ‘no' da parte del governo - dicono da Forza Italia - Abbiamo offerto una via d'uscita (accantonare l'articolo sei e partire dall'uno) che tuttavia non è stata volutamente imboccata. Non possiamo che rammaricarci dell'accaduto e rimarcare la nostra posizione: la riforma del catasto, così come concepita, è il passepartout per qualsivoglia aumento, diretto o indiretto, della tassazione sulla casa. Anche se tale prospettiva non riguarderà il futuro prossimo, ciò non toglie che forgiare uno strumento così pericoloso e metterlo poi nelle mani sbagliate, quali ad esempio quelle della sinistra più ortodossa, potrebbe determinare la fine del ceto medio del Paese»

Si, perché il voto di oggi di fatto darà la possibilità ai governi futuri (come a quello attuale) di aumentare le tasse sulla casa, cosa che il centrodestra ha sempre dichiarato inaccettabile.

Draghi ha provato fino all’ultimo ad evitare il muro contro muro ed il voto incerto. Ha prima provato a rassicurare gli alleati con la frase ripetuta più e più volte in queste settimane: «Le tasse non aumenteranno», poi ha cercato attraverso i suoi una mediazione; niente da fare. Si è andati alla conta e l’esecutivo se l’è cavata per la seconda volta in meno di una settimana per il rotto della cuffia.

È evidente però che il cammino del Governo da qui e fino al prossimo voto sarà costellato di tensione e divisioni con i partiti che saranno sempre meno disposti ad accettare compromessi in piena campagna elettorale.La guerra in Ucraina sta distraendo tutto e tutti ma non durerà in eterno

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