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Politica

La riforma del catasto passa per un solo voto

Saltata la mediazione portata avanti del centrodestra con il governo: maggioranza spaccata.

Per un solo voto passa l’articolo 6 sul catasto all’interno della delega fiscale. È dunque saltata la mediazione portata avanti del centrodestra con il governo. Questo pomeriggio Forza Italia, Lega, Coraggio Italia e Noi con l’Italia hanno presentato un nuovo articolo 6, che scardina la logica della mappatura a 360° decisa dal governo e punta il faro maggiormente sulle case fantasma e quelle attualmente non censite o che non rispettano la reale consistenza di fatto.

Ma non solo perché nel testo è stato anche inserito come: «Le informazioni rilevate (...) non sono utilizzate né per finalità fiscali né per il computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente, né in ogni caso per incrementare il gettito fiscale totale, fatta salva l’emersione di base imponibile per effetto delle attività di accertamento ed emersione». Un articolo di mediazione dunque, tra la volontà del governo di voler mappare tutti gli immobili in Italia e quella del centrodestra di voler abolire l’articolo 6 della delega fiscale. E che soprattutto risponde a una minaccia portata avanti dal governo nei giorni scorsi, di voler far cadere l’esecutivo, se i partiti non avessero ritirato tutti gli emendamenti sul catasto.

Un nuovo testo che dunque vede compatto tutto il centrodestra che governa: «La Lega, insieme agli alleati di centrodestra di governo, ha lavorato a una mediazione per riformulare la norma sul catasto contenuta nella legge delega. Obiettivo primario: non aumentare le tasse sulla casa agli italiani e far emergere gli immobili fantasma, recuperando così gettito. Confermiamo la nostra volontà di arrivare a una soluzione condivisa che tuteli la casa degli italiani».

Così i capigruppo della Lega delle commissioni Finanze e Bilancio, Giulio Centemero e Massimo Bitonci e il vicepresidente della VI commissione Alberto Gusmeroli. La proposta non piace però alla sinistra. Pd, M5S, Leu e Italia Viva non sono infatti per niente soddisfatti del nuovo articolo 6 perchè è stata del tutto tolta la mappatura dei valori di mercato. La spaccatura all’interno della commissione Finanze alla Camera era talmente forte che i lavori sono stati sospesi per ben due volte e sono state convocate altrettante riunioni di maggioranza che hanno dato esito negativo sulla mediazione.

Dopo il secondo no, da parte del governo, la Lega ha dunque rotto definitivamente l’intesa dichiarando di aver «tentato fino all'ultimo la mediazione: non accettiamo l'aggiornamento costante dei valori di mercato che significa più tasse, hanno deciso loro di rompere la trattativa. Chiediamo il voto sul nostro emendamento soppressivo dell'articolo sul catasto» spiegano i deputati della Carroccio in commissione Finanze dopo la seconda riunione di maggioranza. La sinistra e il governo da parte loro hanno insistito sulla loro posizione, che prevede l’inserimento della mappatura del catasto.

Questa spaccatura ha dunque fatto mettere ai voti l’articolo 6 che con 23 contrari alla sospensione dell’emendamento e 22 favorevoli ha visto la sua approvazione. La maggioranza spaccata sul catasto «non è un fatto di poco rilievo». Lo afferma il deputato di Iv, Luigi Marattin, presidente della commissione Finanza, dopo il voto. «Su un provvedimento così importante ci sta una dialettica di maggioranza accentuata. Sicuramente - aggiunge - non è di poco conto il fatto che abbiano votato contro due partiti di maggioranza, di cui uno aveva votato a favore in consiglio dei Ministri. Questa commissione ha cominciato a parlare di riforma fiscale più di un anno fa, mi auguro che questo sia un incidente e rimanga tale, e che dalla prossima settimana possiamo ricominciare».

Se fosse passato l'emendamento si sarebbe dimesso il premier Mario Draghi? «È quello che ha detto ieri la sottosegretaria Guerra». Il voto sul catasto è dunque andato ad accentuare le divergenze tra i vari partiti della maggioranza. Lega e Forza Italia accusano la sinistra di voler aumentare le tasse in un momento così delicato: «Con i costi dell'energia alle stelle e l'inflazione ai massimi storici, in un momento di grande preoccupazione per la guerra alle porte e con il Covid che ancora fa paura, la sinistra impone al governo di aumentare le tasse sulla casa. Non abbiamo parole».

Invece il Pd punta il dito sul centrodestra accusando di aver cercato la crisi del governo: «Il centrodestra ha appena tentato di far cadere il governo Draghi sul riordino del catasto. Non vi è riuscito per un soffio. Abbiamo tenuto. Sembra una fake news, in uno dei giorni più drammatici della nostra storia recente. Purtroppo è una notizia vera. Sono senza parole». Così il segretario del Pd, Enrico Letta, su Twitter.


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