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(Ansa)
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Tasse

Evitata all'ultimo la tassa occulta sulle «case in diritto di superficie»

Una norma inserita nel Decreto Ucraina aumentava di 6 volte il costo dell'acquisto delle piena proprietà; poi la modifica al Senato

Una beffa con un probabile lieto fine per i proprietari di case in diritto di superficie, che pochi giorni fa avevano ricevuto una spiacevole notizia. Solo a Milano sono quasi ottomila le famiglie che hanno comprato appartamenti realizzati in edilizia convenzionata con la formula del diritto di superficie e che ora potrebbero riscattarle: fino a pochi anni fa queste case venivano comprate e rivendute sul mercato, ma dal 2011 possono essere vendute liberamente, senza vincoli di prezzo, soltanto trasformando questo diritto in piena proprietà. Si tratta di alloggi realizzati grazie alla legge 167 del 1962, in base alla quale diversi Comuni italiani misero a disposizione di operatori privati – in genere cooperative – alcune aree pubbliche per costruire edifici di edilizia economica e popolare (Peep) e cedere il relativo diritto di superficie ai cittadini per una durata di 90 anni.

Per diventare titolari a tutti gli effetti della piena proprietà dell’immobile i proprietari devono ora pagare ai Comuni di residenza un corrispettivo, stabilito dagli stessi uffici e “calcolato sulla base di criteri oggettivi e trasparenti che incrociano il valore di mercato attuale delle aree, la metratura degli appartamenti, la dotazione di eventuali box e le somme pagate all’epoca dell’acquisizione del diritto di superficie aggiornati in base agli indici Istat”, come indicava il Comune di Milano nell’ultima comunicazione relativa alle aree Peep, con cui nell’ottobre 2019 è stata avviata la nuova fase di cessione per 287 aree della città, che comprendono appunto quasi ottomila appartamenti. Non si tratta comunque di piccole cifre: per riscattare la piena proprietà di un appartamento di poco più di 100 metri quadri il corrispettivo calcolato dai tecnici di Palazzo Marino si aggirava poco sopra i ventimila euro.
Fino al luglio del 2021, quando una legge – la n.108 all’articolo 22 – ha stabilito che il limite massimo per i corrispettivi doveva essere di 5000 euro per gli appartamenti sotto i 125 metri quadri e di 10mila per le case di metratura superiore. Una boccata d’ossigeno per i proprietari interessati: i milanesi hanno ricevuto lo scorso settembre la relativa comunicazione dagli uffici comunali, che li invitavano a sospendere le pratiche di pagamento in attesa del ricalcolo.

E qui entra in gioco la beffa: nei dieci mesi trascorsi tra la legge 108 e il maggio di quest’anno una “manina” ha introdotto nella legge 51 del 2022 – meglio nota come decreto Ucraina – una modifica sostanziale. All’articolo 10 quinquies la legge concepita per supportare il Paese invaso dalla Russia si occupa di “disposizioni in materia di alloggi di edilizia residenziale pubblica” sopprimendo tout court il limite introdotto dalla norma del 2021. E così, in forza di una legge pensata per l’emergenza ucraina, i proprietari milanesi di case in diritto di superficie si sono visti recapitare dal Comune una nuova valutazione del corrispettivo, in alcuni casi persino superiore alla precedente.

La mossa non è piaciuta però a tutti: il Comune di Rimini, che con altre amministrazioni locali si era fatto promotore della legge del 2021, ha commentato così: “Tale disposizione normativa costituisce un autentico ed evidente corpo estraneo rispetto al decreto legge recante misure per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina, ma soprattutto ha la diretta conseguenza che i residenti nei Peep che volessero acquistare la piena proprietà e/o liberarla dai vincoli di alienabilità dovrebbero versare cifre superiori ai tetti massimi di 5000 e di 10mila euro fissati appena 10 mesi fa”.
La protesta ha dato i suoi frutti: il 22 maggio è stato infatti approvato in Senato un emendamento al decreto Pnrr2, a firma dei senatori Daniele Manca e Antonio Misiani, in base al quale viene introdotto un periodo transitorio: così tutti i cittadini che prima del 20 maggio (data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'ultima norma) avevano in corso una procedura per il riscatto delle aree, potranno avvalersi della precedente disciplina del luglio 2021. Per il Comune di Rimini si tratta di “una notizia molto positiva. Finalmente, grazie a un lavoro sinergico con le forze politiche in Parlamento e con gli onorevoli firmatari, viene ridata giustizia ai residenti del Peep”. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno: per i proprietari di immobili in diritto di superficie con le pratiche di riscatto già avviate è in vista quindi un nuovo ricalcolo. E forse si tratterà del lieto fine tanto atteso.

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