Politica

Elezioni politiche 2018, chi sarà il prossimo presidente del consiglio

Ecco i nomi possibili, nella frenesia della caccia al candidato giusto, con il Pd diviso tra Renzi, Gentiloni e Calenda e il centrodestra che pensa a Tajani

Uomo, dilemma, punto interrogativo

Redazione

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Chi sarà l'uomo del post Gentiloni? Gentiloni stesso? Il 4 marzo 2018 le elezioni politiche porteranno gli italiani alle urne per scegliere il nuovo Parlamento. Mentre stanno delineandosi trame di accordi e coalizioni, ecco chi potrebbe diventare il nuovo presidente del Consiglio.

Uno per uno, scorriamo i vari nomi papabili e snocciolati dai vari schieramenti politici.

 

Centrodestra

  • Antonio Tajani. Classe 1953, giornalista datosi alla politica tra i fondatori di Forza Italia, è presidente del Parlamento europeo dal 17 gennaio 2017. Dal 1994 eurodeputato azzurro, è un fedelissimo di Silvio Berlusconi.
    A chi piace. Proprio Berlusconi è tra i più grandi fan di Tajani in vista di una vittoria del centrodestra o di un governo dalle larghe intese: "Se il centrodestra vincesse le elezioni, Antonio Tajani sarebbe un ottimo premier", ha detto l'ex Cavaliere nel libro Soli al comando di Bruno Vespa. Anche ai microfoni di Rtl ha ribadito recentemente: "Sarebbe una bellissima scelta". Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia invece non lo riconosce come proprio candidato. 
    Tajani finora glissa, dicendosi felice a Strasburgo. 

  • Gianni Letta. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri nei governi Berlusconi, consigliere di fiducia dell'ex Cav, potrebbe essere il premieri giusto non solo nel caso di vittoria del centrodestra ma anche nel caso servisse un governo di larghe intese.
    A chi piace. Da sempre braccio destro di Berlusconi, è il suo sostenitore principale. Ha anche buoni rapporti col Quirinale e coi "poteri forti". Meno gradito, invece, a Salvini.

  • Niccolò Ghedini. Avvocato storico di Silvio Berlusconi, è sempre più in vista all'interno di Forza Italia. 
    A chi piace. Oltre ad avere gli apprezzamenti del leader di Fi, piace alla Lega Nord, anche perché rifiuterebbe le larghe intese, tanto invise a Salvini.

  • Matteo Salvini. Classe 1973, segretario federale della Lega Nord, deputato ed europarlamentare da euroscettico, è la voce da baritono del centrodestra contro Renzi e contro le attuali politiche migratorie. Alle elezioni politiche ci sarà il suo nome sul logo del Caroccio, che reciterà "Salvini premier"
    A chi piace. Nei patti tra partiti è stabilito che se il centrodestra vincesse le elezioni, con la Lega prima della coalizione, Salvini sarà il prossimo presidente del Consiglio. 

  • Franco Frattini. Classe 1957, ex pluri-ministro per Dini e per Berlusconi, soprattutto ex ministro degli Esteri, ha alle spalle un vasto curriculum internazionale. Fuoriuscito nel 2012 dal Popolo della Libertà composto da Forza Italia e Alleanza nazionale, è presidente di sezione del Consiglio di Stato.
    A chi piace. A parere di molti Frattini sarebbe il secondo nome gradito a Berlusconi, dopo Tajani, in veste di premier. Potrebbe aver le doti per tenere unito il centrodestra, avendo lasciato un buon ricordo come capo della Farnesina sia presso Frau Merkel che alla Casa Bianca e al Cremlino. 

  • Silvio Berlusconi. Alle elezioni sarà incandidabile per gli effetti della condanna definitiva nel processo Mediaset e per l'applicazione della legge Severino. Ma la speranza del leader di Forza Italia e dei suoi seguaci è che la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo lo riabilitino in tempo. 
    A chi piace. A tutt'oggi Berlusconi è ancora una delle figure più carismatiche in grado di riunire attorno a sé il centrodestra. Nel frattempo il suo ritorno in politica ha ricevuto anche l'endorsement del Partito popolare europeo di Angela Merkel.

Centrosinistra

  • Matteo Renzi. Classe 1975, ex sindaco di Firenze, ex presidente del Consiglio e guida del quarto governo più longevo d'Italia. Segretario del Partito Democratico in carica, in quanto tale rivendica il suo diritto a essere anche il candidato premier del Pd, pur lasciandosi andare ogni tanto - sotto pressione - ad aperture verso altri nomi. 
    A chi piace. Renzi ha perso l'appeal da nuovo arrivato della politica pronto a cambiare tutto e a portare innovazione. Le primarie del Pd del 30 aprile 2017 hanno dimostrato che è ancora lui il nome forte del centrosinistra (69,2% dei voti, contro Orlando ed Emiliano), ma la sua forza d'attrazione è in calo e anche all'interno del partito in molti sperano in un candidato diverso (meno prepotente). 

  • Paolo Gentiloni. Classe 1954, ex ministro delle comunicazioni del governo Prodi II ed ex ministro degli esteri del governo Renzi, è il premier in carica, l'uomo della misura e del giusto equilibrio, il volto docile del Pd che ha raccolto le ceneri renziane dopo il referendum sulla Costituzione. Dal 16 dicembre 2016 premier, è il traghettatore della Repubblica che sta pacatamente portando a termine la XVII legislatura.
    A chi piace. Con il suo fare conciliante e aperto al confronto, Gentiloni si è guadagnato le simpatie degli italiani. Ha ricevuto anche l'endorsement di Macron ("Mi auguro che potremmo continuare il lavoro che abbiamo cominciato") e nei vertici istituzionali (pure al Colle) in molti fanno il tifo per lui, sperando che Renzi si faccia da parte e che sia Gentiloni l'aspirante premier di un Pd che perde consensi.   

  • Carlo Calenda. Classe 1973, ex viceministro dello Sviluppo economico del governo di Enrico Letta, ministro dello Sviluppo economico in carica, nominato nel governo Renzi e riconfermato nel governo Gentiloni, è l'altro volto del centrosinistra che fa sudare freddo Matteo Renzi. Legato a Confindustria, in passato membro di Scelta civica di Monti, non è iscritto al Pd. Con Renzi non ha nascosto varie divergenze di vedute (l'ultima stoccata è contro la retorica della rottamazione).
    Figlio dell'economista Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini, da bimbetto, a otto anni, ha fatto l'attore nello sceneggiato tv Cuore del nonno Luigi Comencini. 
    A chi piace. Calenda è cresciuto nelle simpatie del Pd nell'ultimo anno grazie alle sue prese di posizione schiette - spesso in contrasto con Renzi - su tematiche economiche come l'Ilva e il canone Rai. Grazie al suo frequente uso di Twitter, manovrato con toni pazienti, si è fatto notare da chi la politica la mastica bene. 

Movimento 5 Stelle

  • Luigi Di Maio. Classe 1986, è il più giovane tra gli attuali aspiranti presidenti del consiglio. Vicepresidente della Camera dei deputati, alfiere pentestellato, è ufficialmente il candidato a premier del Movimento 5 Stelle. Tutti i big grillini, Alessandro Di Battista in testa, gli hanno ceduto il posto. 
    A chi piace. È il volto del Movimento, anche se non è passata inosservata alla base grillina la sua corsa solitaria, che secondo alcuni sarà pagata cara. 

Il premier del presidente della Repubblica

  • Giuliano Amato. Classe 1938, giurista e politico già due volte presidente del Consiglio (dal 1992 al 1993 e dal 2000 al 2001), già ministro del Tesoro e delle Riforme istituzionali, ex socalista, giudice costituzionale dal 2013. Amato potrebbe essere la figura istituzionale di peso a cui potrebbe bussare Mattarella nel caso in cui l'esito elettorale non portasse a una maggioranza.
    A chi piace. Oltre a piacere al presidente della Repubblica, è gradito a Berlusconi e non così indigesto a Renzi (meglio di Mario Draghi che sembrerebbe l'uomo delle banche). 


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