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L'elicottero Bell UH-1 rubato da Robert Preston per l'assalto alla Casa Bianca crivellato dai colpi degli agenti di sicurezza il 17 febbraio 1974. (Getty Images)
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Attacchi al Campidoglio e alla Casa Bianca: i precedenti storici

Dal 1814 ad oggi sono stati numerosi gli assalti individuali o collettivi alla residenza dei Presidenti degli Stati Uniti e alla sede del Congresso. Una sintesi cronologica dei principali assalti ai due edifici simbolo degli Usa

Ripercorriamo, dopo l'assalto del 6 gennaio 2021 al Campidoglio, i principali attacchi alla Casa Bianca, simbolo del potere politico degli Stati Uniti d'America.

24 agosto 1814

Durante la guerra tra gli Stati Uniti e l'ex madrepatria Inghilterra i soldati britannici irruppero all'interno della Casa Bianca. Dopo aver consumato il pasto, saccheggiarono la residenza dell'allora presidente James Madison dandola successivamente alle fiamme. Fortunatamente il presidente e la moglie Dolley avevano già trovato rifugio in Maryland. La first lady salvò il ritratto di George Washington dall'incendio. In quell'occasione i rivoltosi incendiariono anche l'edificio del Campidoglio.


16 agosto 1841


Durante una fase di profonda crisi economica e bancaria che si era accompagnata a fenomeni di corruzione, il presidente John Tyler annunciò la propria volontà di riforma radicale della Banca Centrale degli Stati Uniti. I lobbisti e gli azionisti dell'istituto centrale di credito, infuriati, assediarono la Casa Bianca lanciando pietre e brandendo un effigie del presidente con il cappio al collo che fu in seguito incendiata. A partire da questo episodio il District of Columbia decise di fondare un proprio corpo di Polizia.

2 luglio 1915

Erich Muenter, professore tedesco dell'Università di Harvard, piazzò un ordigno al piano terra del Campidoglio, che per fortuna non colpì nessuno. Arrestato, dichiarò di aver agito per la "pace nel mondo". Durante la custodia in carcere morirà suicida.

1 marzo 1954

Un gruppo di nazionalisti portoricani aprì il fuoco nella zona riservata ai visitatori del Campidoglio, ferendo quattro menbri del Congresso.

1 marzo 1971

Un gruppo di estremisti piazzò una bomba al di sotto di un bagno del Campidoglio in segno di protesta contro l'invasione del Laos. L'esplosione dell'ordigno generò ingenti danni ma fortunatamente nessuna vittima.


17 febbraio 1974


Il giovane soldato Robert Preston, dopo essere stato respinto al corso per pilota di elicotteri, rubò un Bell UH-1 "Iroquois", volò sino alla Casa Bianca e si fermò in hovering sopra la zona meridionale del giardino. Gli uomini dei Servizi Segreti indirizzarono un fuoco intenso verso l'elicottero costringendo il pilota ad atterrare. Leggermente ferito e sotto choc, l'assalitore fu arrestato e ospedalizzato nel reparto di psichiatria.

25 dicembre 1974


A pochi mesi di distanza dall'incursione di Preston, il giorno di Natale del 1974 il venticinquenne Marshall Fields si gettò alla guida della sua Chevrolet Impala contro uno dei cancelli d'ingresso della Casa Bianca arrivando fino al portico settentrionale dell'edificio presidenziale. Circondato dagli agenti, dichiarò di essere il Messia e minacciò di fare esplodere un ordigno che teneva fissato al torace. Fields si arrese soltanto dopo ore di trattative, e fortunatamente si scoprì che l'ordigno era stato confezionato con semplici fuochi d'artificio.

16 marzo 1984

David Mahonski era un elettricista affetto da gravi disturbi psichici e un passato da tossicodipendente. Era ossessionato dalla figura di Ronald Reagan, al quale aveva già fatto recapitare minacce di morte. L'FBI lo controllava da tempo, dato che spesso si aggirava lungo il perimetro della Casa Bianca. Un notte fu visto dagli agenti di guardia lungo la cancellata meridionale. Quando questi si avvicinarono all'uomo, improvvisamente si accorsero che nelle mani aveva un fucile a canne mozze. Uno degli agenti lo colpì sparandogli al braccio che reggeva l'arma neutralizzandolo e arrestandolo.

22 marzo 1984

Il disoccupato ventiduenne Antony Holbert, vestito con una vistosa giacca a vento a scacchi e gli occhiali scuri, dopo aver parcheggiato nei pressi dell'ala Nord-est della Casa Bianca in Pennsylvania Avenue, si avvicinò ad uno degli ingressi brandendo una spada da samurai. Pretendeva un colloquio immediato con il presidente Ronald Reagan che si trovava all'interno assieme al collega francese François Mitterrand. Ne seguì una lunga trattativa fino al cedimento e alla neutralizzazione di Holbert.

12 settembre 1994


Devastato psicologicamente dall'esito del recente divorzio e sotto effetto di stupefacenti, il camionista e veterano dell'esercito Frank Eugene Corder dopo aver rubato un aereo da turismo Cessna si schiantò contro l'ala meridionale della Casa Bianca, morendo nell'impatto. Per fortuna né il presidente Bill Clinton né i suoi familiari erano presenti in quanto l'edificio presidenziale era in quei giorni interessato da lavori di restauro. L'episodio generò forti polemiche sulla sicurezza dello spazio areo attorno alla Casa Bianca.

29 ottobre 1994


Pochi giorni dopo l'impatto dell'aereo di Corder, Francisco Martin Duran riuscì ad eludere la vigilanza e ad entrare armato all'interno della Casa Bianca con l'intenzione di uccidere il presidente Clinton, che era intento a seguire un match di football nelle stanze a lui riservate. Fu solo l'intervento pronto degli uomini dei Servizi ad evitare il peggio, che riuscirono a placcare e a immobilizzare il potenziale assassino. Un colpo fu sparato e colpì una finestra dell'ala ovest che fortunatamente non colpì nessuno. Duran è attualmente detenuto in Florida dove sconta una pena di 40 anni di reclusione.

23 maggio 1995


L'anno successivo all'irruzione di Duran, il presidente Bill Clinton fu nuovamente oggetto di un attacco da parte di un uomo armato che era riuscito a penetrare all'interno della Casa Bianca. In questo caso si trattava di Leland William Modjieski, un ex studente di psicologia al momento occupato come delivery man di una pizzeria. Anche in questo caso la sicurezza del presidente agì in tempo. L'assalitore fu colpito al braccio e durante la sparatoria uno degli uomini di guardia rimase leggermente ferito dal colpo esploso da un collega. Riconosciuto mentalmente infermo, Modjieski ha passato quattro anni in un ospedale psichiatrico.

7 febbraio 2001


Il neoeletto presidente George W. Bush si era da poco insediato alla Casa Bianca quando l'ex impiegato dell'Agenzia delle tasse Robert W. Pickett si mise a minacciare armato di pistola i passanti e i poliziotti all'ingresso della Casa Bianca. L'uomo, già noto come psichiatrico con diversi tentativi di suicidio alle spalle, sparò numerosi colpi fino a che un agente dei Servizi Segreti riuscì a colpirlo dalla distanza ad un ginocchio. Arrestato, passerà due anni in un carcere psichiatrico.

Altri incidenti e intrusioni si verificarono negli anni successivi, come quello del 4 dicembre 2005 quando Shawn Cox fece irruzione nella Casa Bianca convinto che Chelsea Clinton, la figlia dell'ex presidente Bill, vivesse ancora all'interno. Oppure come accadde l'11 settembre 2014, anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle, quando il ventiseienne Jeffrey Grossman scavalcò il recinto della Casa Bianca con un pupazzo di Pikachu e con un cappello della forma dello stesso eroe dei Pokemon (fu diagnosticata in seguito la sua schizofrenia). Nel luglio del 2017, sotto la presidenza di Donald Trump, I Servizi Segreti arrestano Travis Reinking trovato in una zona interdetta della Casa Bianca intenzionato ad avere un colloquio con il presidente. Arrestato e rilasciato, il 22 aprile del 2018 sarà l'autore del massacro della Waffle House di Nashville (4 morti e 4 feriti) uccisi a freddo con il suo fucile d'assalto AR-15.

L'incendio di Washington del 1812 per mano inglese. Sullo sfondo la Casa Bianca (Getty Images)

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