in cucina

Cuciniamo insieme: charlotte di pandoro e scaglie di cioccolato

Tra tre giorni finiscono le feste, ma l'Epifania come rivelazione, manifestazione, apparizione del nuovo anno, per adesso c'impone un esercizio di sano realismo, di sobrietà, anche se con un pizzico di ottimismo. Così mettendo insieme il presente, la tradizione e i significati profondi di questa festa che fa la gioia dei bambini abbiamo pensato a un dolce molto facile da fare, ma che induce alla parsimonia. È sostanzialmente il riciclo di un pandoro che sicuramente avrete come ricordo del Natale e dei cioccolatini delle feste.


Ne approfittiamo per spiegare perché l'Epifania chiede i dolci e chiede anche la frutta secca. Nel nostro dolce potete mettere anche delle noci, o delle briciole di torrone che ha nelle mandorle, e talvolta nelle nocciole, uno suo costituente precipuo. La tradizione di regalare dolci per l'Epifania viene dai tempi in cui questa festività pagana era legata al culto di Diana e di Cerere. Cerere era la dea dei campi, Diana quella della natura e la dodicesima notte dal Sol Invictus se ne andavano volando sui campi a distribuire sementi e frutti per risvegliare la natura. Nei campi si facevano roghi sia per guidare il volo delle dee seminatrici sia per eliminare l'anno vecchio. Ora sapete perché si regala carbone ai bimbi discoli e perché la Befana - che è rappresentata come un'arzilla nonnina proprio in ricordanza dell'anno appena trascorso - se ne va in giro volando e distribuendo dolcetti. In senso Cristiano invece l'Epifania è la manifestazione del Cristo nato e si dice che la Befana altro non sia che una vecchia che interpellata dai Magi indicò la via di Betlemme senza però volersi unire al corteo perché troppo indaffarata.

L'importanza della dodicesima notte (l'arco temporale che corre tra il 25 dicembre e il 6 gennaio) è fortissima nelle regioni del Nord Europa dove l'Epifania continua ad avere una valenza magica ed esoterica. Pensate che in Inghilterra si fa la torta della dodicesima notte, o pensate a Shakespeare e alla sua commedia La Dodicesima notte ispirata a una novella senese Gl'ingannati di Ludovico Castelvetro che a sua volta s'ispirò a Plauto. È una magia l'Epifania e noi ne abbiamo fatta una minima in cucina!

Ingredienti - Mezzo pandoro avanzato (circa 500 grammi), tre uova (userete tre rossi e due chiare) 250 grammi di Mascarpone di ottima qualità, una generosa tazza di caffè (se la torta la offrite anche ai bambini meglio decaffeinato) zuccherato, tre cucchiai colmi di zucchero, due cucchiai di cacao in polvere, 4 o 5 cioccolatini meglio se fondenti, 80 grammi di noci sgusciate (facoltative). Potete realizzare questa charlotte anche con dei savoiardi.

Procedimento - Tagliate dal pandoro tre fette orizzontali alte circa un centimetro. Bagnate la più larga di circonferenza uniformemente con il caffè e ponetela sul fondo di una tortiera a cerniera di circa 20 centimetri. Tagliate le altre due fette in quattro e lasciando le punte in alto foderata la circonferenza interna della tortiera rincalzando i pezzi lungo la circonferenza della fetta di Pandoro che fa da base. Separate i tuorli e gli albumi. I tre tuorli montateli a bianco con lo zucchero. Due dei tre albumi montateli a neve. Tritate grossolanamente i cioccolatini. Ora aggiungete ai rossi d'uovo montati a bianco il mascarpone e dopo avere delicatamente incorporato il formaggio alle uova aggiungete le chiare montate a neve ben ferma avendo cura ci mescolare dal basso verso l'alto per non perdere la morbidezza del composto. Ora incorporate nel composto le scagliette di cioccolatino e volendo le noci.Come detto potete sostituire tutto questo con scagliette di torrone, meglio se al cioccolato.Ora riempite la tortiera dove avete sistemato il Pandoro con il composto. Livellate bene e
andate in frigo per almeno un paio d'ore. Tirate fuori dal frigo e spolverizzate la charlotte con la polvere di cacao, sformatela e legatela con un nastro di raso rosso.

Come far divertire i bambini – Fate fare a loro le scagliette di cioccolato magari battendo con il batticarne e poi fate versare a loro il composto nella tortiera. Si sentiranno provetti pasticceri.

Abbinamento - Vano bene tuti i passiti a base di uva moscato, va bene anche il Moscato mosso o spumante. Potete optare però anche per vini più "resinati" l'importante è che siano passiti: come un Sauvignon o un Traminer. Oppure rivolgetevi a un Vinsanto toscano.

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