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Salute

Ebola, il vaccino funziona

Secondo i risultati dei primi test, riesce a conferire una protezione totale contro il virus

Il vaccino fornisce un’alta protezione contro Ebola: sono i risultati che tutti speravano, appena annunciati in uno studio pubblicato su Lancet.

Quello noto con la sigla SV-ZEBOV, sviluppato dall’agenzia di sanità pubblica del Canada e da NewLink Genetics, e prodotto dalla Merck è uno dei due principali vaccini in corso di sperimentazione contro il virus che ha causato l’epidemia in Africa Orientale, e che ha fatto temere il mondo. Il vaccino è stato realizzato inserendo in un virus del tutto innocuo un gene di Ebola, che in questo modo suscita la risposta immunitaria dell’organismo. I test clinici fino ad ora avevano dimostrato che il vaccino non provocava effetti collaterali gravi e che produceva una importante risposta immunitaria. Restava da vedere se nella pratica funzionava, quello che è stato ora verificato.

La sperimentazione ha avuto luogo in Bassa Guinea, l’unica area della Nuova Guinea dove all’inizio di aprile l’epidemia non era ancora del tutto domata e si stavano ancora verificando nuovi casi di infezione.

Appena diagnosticato un nuovo caso, i ricercatori hanno tracciato tutte le persone che sono venute a stretto contatto proponendo il vaccino, che è stato somministrato in un gruppo subito, in un altro a distanza di 21 giorni. Delle oltre 4mila persone (4.123 per la precisione) venute a contatto con un malato di Ebola e vaccinate immediatamente, nessuna ha sviluppato la malattia. Tra le circa 3.500 vaccinate dopo 21 giorni, sedici hanno contratto Ebola.

Margaret Chan, direttore dell'Organizzazione mondiale della Sanità, che ha tenuto una conferenza stampa per illustrare i dati, ha definito questi primi risultati “promettenti ed entusiasmanti, e ha dichiarato che il vaccino “eè destinato a rappresentare un punto d svolta nella gestione dell'attuale epidemia di Ebola e nelle eventuali future".

Alcuni ricercatori hanno criticato la progettazione dello studio: per venire incontro alle preoccupazioni di chi giudicava non etico condurre una sperimentazione in cui un gruppo di pazienti avrebbe ricevuto il vaccino e un gruppo no – considerato lo standard migliore per gli studi clinici – tutti i pazienti hanno ricevuto la vaccinazione, seppure in momenti diversi. Non è neppure scontato avere in tempi brevi risposte definitive, dato che l’epidemia si sta esaurendo e sono pochi i nuovi casi. I primi risultati, però, sono probabilmente migliori di quello che ci si aspettava.

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