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Guardiola, addio al Manchester City: tutti i numeri del suo decennio Blues

Guardiola, addio al Manchester City: tutti i numeri del suo decennio Blues

Arrivato nel 2016, il tecnico catalano lascia con 20 trofei in bacheca e un record di spese sul mercato. Resterà ambasciatore globale del City.

Ora è ufficiale. Pep Guardiola non siederà sulla panchina del Manchester City nella prossima stagione chiudendo così un regno lungo un decennio in cui ha vinto tanto, speso tantissimo e conquistato il cuore dei tifosi del City, innamorati del suo calcio e della sua filosofia di vita. Rumors e voci si sono succedute per mesi e mancava soltanto il sigillo dell’ufficialità che è arrivato dal club con un comunicato sui profili social: “Pep Guardiola lascerà la carica di allenatore del Manchester City quest’estate. Il tecnico catalano, che si è unito al City nel luglio 2016, ha avuto un effetto trasformativo durante i suoi dieci anni alla guida del club e lascerà la squadra con 20 trofei importanti vinti, diventando così l’allenatore di maggior successo nella nostra storia. Nonostante il suo addio alla panchina del Manchester City, Pep continuerà a collaborare con il City Football Group, assumendo il ruolo di Ambasciatore Globale. In questo ruolo, fornirà consulenza tecnica ai club del gruppo e lavorerà a progetti e collaborazioni specifici”.

Vittorie e spese di mercato di un decennio di Guardiola

Arrivato a Manchester nel 2016, Guardiola ha contribuito a scrivere la storia di una società che solo da pochi anni aveva imparato a conoscere la strada della vittoria. In tutto ha conquistato 20 trofei compresa la prima, storica, Champions League vinta nella finale a Istanbul contro l’Inter di Simone Inzaghi. La terza della sua straordinaria carriera dopo quelle alzate al cielo alla guida del Barcellona. E poi è stato per sei volte conquistatore della Premier League (dal 2017 al 2024 con l’unica eccezione della stagione 2019/2020) e ha aggiunto al palmares anche una Coppa del Mondo, tre FA Cup, sei Coppe di Lega inglese e tre Community Shield.

E’ stato anche il tecnico nel mondo che ha avuto maggior supporto dalla proprietà per la quale ha prestato opera. In dieci anni il Manchester City ha fatto acquisti sul mercato per oltre 2 miliardi di euro (fonte Transfermarkt): una montagna di denaro che Pep ha saputo trasformare in spettacolo e risultati sul campo. Già alla fine delle scorse stagioni aveva fatto pensare che fosse vicino il momento dell’addio, ma il dado è stato tratto solo al termine di un’annata in cui il City ha faticato più del solito.

La lettera aperta di Guardiola ai tifosi del City

Questo il messaggio che Pep Guardiola ha voluto riservare ai suoi tifosi: “Quando sono arrivato, la mia prima intervista è stata con Noel Gallagher. Sono uscito pensando: “Ok… Noel è qui? Sarà divertente”. E che bei momenti abbiamo trascorso insieme. Non chiedetemi i motivi della mia partenza. Non c’è un motivo preciso, ma in fondo so che è arrivato il mio momento. Nulla è eterno, se lo fosse, sarei ancora qui. Eterni saranno invece i sentimenti, le persone, i ricordi, l’amore che provo per il mio Manchester City.”

“Questa è una città costruita sul lavoro. Sulla fatica. Lo si vede nel colore dei mattoni. Nelle persone che timbravano il cartellino presto e si fermavano fino a tardi. Le fabbriche. I Pankhurst. I sindacati. La musica. Semplicemente la Rivoluzione Industriale e come ha cambiato il mondo. E credo di averlo capito, e lo hanno capito anche i miei team.

«Abbiamo lavorato. Abbiamo sofferto. Abbiamo lottato. E abbiamo fatto le cose a modo nostro. A modo nostro.»

“Il duro lavoro si manifesta in molte forme. Le trasferte a Bournemouth, quando abbiamo perso la Premier League, e tu eri lì. Le trasferte a Istanbul, quando eri presente anche lì.”

«Ricordate l’attentato alla Manchester Arena, quando questa città ha mostrato al mondo che aspetto ha la vera forza? Non la rabbia. Non la paura. Solo amore. Comunità. Unione. Una città unita.»

“Ricordo la perdita di mia madre durante il COVID e il sostegno che questo club mi ha dato. I tifosi, lo staff, la gente di Manchester, mi avete dato la forza quando ne avevo più bisogno. Cris, i miei figli, tutta la mia famiglia, eravate lì come sempre. Anche tu, Khaldoon, c’eri.”

“I giocatori non dimenticano mai: ogni singolo istante, ogni singolo momento, io, il mio staff, questo club, tutto. Quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto per tutti voi. E voi siete stati semplicemente eccezionali. Non lo sapete ancora, ma state lasciando un’eredità.

“Quindi, ora che il mio tempo sta per finire, siate felici. Gli Oasis sono tornati.”

Signore e signori, grazie per la fiducia che mi avete accordato.

“Grazie per avermi spronato.”

“Grazie per amarmi.

«Tony Walsh ha detto nella sua indimenticabile poesia che questo è il posto. Mi dispiace, Tony: questo è il mio posto.»

“Noel…avevo ragione.

“È stato fottutamente divertente.”

“Vi voglio bene a tutti.”

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