“A parità di ruoli e competenze, la maggioranza degli italiani, il 46,5 %, ritiene che non ci sia equità negli stipendi”. Dal sondaggio condotto da Alessandra Ghisleri per l’Associazione Giornaliste Italiane, l’occasione il convegno “Eccellenza Donna. Donne e Lavoro”, che si è tenuto a Milano, nella Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli, emerge un dato indiscutibile: le donne non hanno ancora lo stesso trattamento degli uomini. L’incontro è servito per fare il punto sulla condizione della donna nel mondo del lavoro, un momento di analisi che ha visto tra i protagonisti il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone. “Le donne percepiscono come estremamente complicato l’accesso alla retribuzione adeguata, ma soprattutto la scalata verso le posizioni di leadership. Quando c’è una compromissione della visione e degli obiettivi, nonché l’inserimento lavorativo come un percorso ad ostacoli, c’è una dispersione di energie inaccettabile. È questione di giustizia sociale: non si può lasciare ai margini una compagine, soprattutto quella femminile” ha spiegato il ministro in collegamento da Roma. Il tema della maternità e degli stereotipi è stato affrontato da Fiorenza Sarzanini, condirettore del Corriere della Sera in collegamento da Roma. “Essere mamma non è una diminutio. Una volta si diceva se una donna fa carriera: chissà di chi è l’amante. Siamo noi a dover eliminare questi luoghi comuni. Siamo mamme, siamo lavoratrici, siamo brave. Dobbiamo essere noi a non esasperare queste differenze”.
Come ha spiegato da Maria Elena Viola, direttore di Donna Moderna: “Si sta cercando di cambiare il sistema. Ma ancora c’è tanta strada da fare soprattutto in alleanza con gli uomini. Le donne per necessità sono diventate multitasking. Il lavoro di cura è ancora di competenza delle donne soprattutto al Sud. Gli uomini rispetto alla cura dei figli vorrebbero congedi pari a quello delle donne, ma sono frenati dal fatto che penserebbero di essere penalizzati sul lavoro”.
Un problema culturale
Cristina Scocchia, amministratore delegato di Illy Caffè ha sottolineato: “Questo è un tema cruciale per il nostro Paese, quasi più culturale. Non c è ancora chiarezza sul fatto che uomini e donne abbiano lo stesso diritto nel crescere e fare carriera. La donna è spesso bollata come “ambiziosetta”. Io non mi sono mai considerata una donna nelle aziende, ma una persona. Uomini e donne hanno lo stesso talento, non è equamente distribuita la possibilità. Dobbiamo mettere in campo i migliori, a prescindere dal sesso”. Per Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale ordini professioni infiermieristiche “si stanno femminilizzando tutte le professioni sanitarie. Su tutte le materie scientifiche le ragazze hanno risultati migliori. Vorrebbe dover dire maggiori opportunità, ma non è così. E’ un tema culturale soprattutto delle donne. La cura della famiglia appartiene di default al mondo femminile. Più che asilo nido servirebbero case di cura per anziani” .
All’estero
“La cultura del lavoro all’estero è spesso molto diversa dalla nostra e merita di essere osservata con attenzione” ha spiegato Fiorenza Lipparini, direttore generale Milano & Partners. “Milano ha pregi e difetti: è una città compatta e i servizi essenziali sono efficienti. Resta il tema del costo della vita, che però incide su tutti, uomini, donne, famiglie” ha ricordato. Nel panorama del mondo femminile a parlare di sport è stata Manuela Di Centa, dirigente sportivo e campionessa olimpica. “Lo sport ci spinge a guardare sempre oltre. Dentro e fuori dal campo portiamo avanti il significato di uguaglianza e integrazione. Chi arriva in alto deve dimostrarlo con i fatti: vinciamo, e le Olimpiadi di Milano lo hanno dimostrato, vinte dalle donne”. Donna è anche le nuove professioni e Sonia Peronaci, cuoca, conduttrice televisiva e blogger, ha raccontato la sua esperienza. “Giallo zafferano è stata un’idea nata per poter crescere le mie figlie. Alla base di tutto c’è un problema culturale. Sei fortunata se incontri un uomo al quale è stato insegnato a fare anche le cose che fanno le donne”. Altro punto di vista quello di Carla Morogallo, direttrice generale della Triennale di Milano: “La mia esperienza è aver fatto carriera partendo da uno stage è una cosa rara” ha osservato, ricordando che “sono molte di più le donne che si occupano di cultura perché la cultura viene percepita come intrattenimento”. E a parlare per il mondo dello spettacolo e della televisione è stata Eleonoire Casalegno: “Una donna deve essere libera di scegliere. Credo siano stati fatti progressi significativi, nonostante ci sia qualche retaggio maschilista e a volte la prima diffidenza arriva dalle altre donne” ha detto, ponendo l’accento sul fatto che “la bellezza ha i suo pro e i suoi contro. È un bel biglietto da visita, ma puoi essere anche bollata come poco intelligente”.
