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Intelligenza artificiale a scuola, quasi 100 milioni alle scuole italiane: ecco cosa cambierà davvero nelle classi

Intelligenza artificiale a scuola, quasi 100 milioni alle scuole italiane: ecco cosa cambierà davvero nelle classi

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il decreto che assegna quasi 100 milioni di euro a 2.100 scuole italiane per portare l’intelligenza artificiale nella formazione scolastica. Dai corsi per docenti agli “snodi digitali”, ecco cosa cambierà davvero nelle classi con i fondi del PNRR.

L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nella scuola italiana con quasi 100 milioni di euro di fondi PNRR destinati a 2.100 istituti scolastici tra scuole statali e paritarie non commerciali. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il decreto direttoriale n. 34 del 19 maggio 2026 che assegna le risorse per creare percorsi di formazione dedicati all’uso dell’IA nella didattica e nella gestione scolastica.  

Il piano vale complessivamente 99.961.489,60 euro e rappresenta uno dei passaggi più concreti della trasformazione digitale prevista dal PNRR nel mondo dell’istruzione. Non si tratta soltanto di acquistare strumenti tecnologici o software, ma di creare veri e propri “snodi formativi” dedicati all’intelligenza artificiale, con corsi e percorsi di aggiornamento rivolti al personale scolastico.  

Dietro il linguaggio tecnico del decreto si intravede però un cambiamento molto più profondo: l’IA non sarà più un tema da convegni o sperimentazioni isolate, ma entrerà stabilmente nella quotidianità delle scuole italiane. Dalla preparazione delle lezioni all’organizzazione amministrativa, fino all’uso di strumenti generativi e piattaforme intelligenti per supportare l’apprendimento, il sistema scolastico si prepara a convivere con una tecnologia che sta già trasformando il lavoro e la società.

Oltre 2.100 scuole finanziate: fondi assegnati in ordine cronologico

Le risorse sono state assegnate attraverso una procedura “a sportello”, cioè seguendo l’ordine cronologico di presentazione dei progetti sulla piattaforma “Futura PNRR – Gestione progetti”.  

L’elenco allegato al decreto contiene 145 pagine con i nomi delle scuole finanziate in tutta Italia, dagli istituti comprensivi ai licei, passando per tecnici e professionali.  

Tra le prime scuole finanziate compaiono il liceo scientifico “Scorza” di Cosenza, l’Istituto di Inveruno in Lombardia, il liceo artistico “Enzo Rossi” nel Lazio e numerosi istituti del Sud Italia. I contributi oscillano generalmente tra i 40 mila e i 50 mila euro per progetto.  

Il dato politico più rilevante riguarda però il Mezzogiorno: quasi la metà delle risorse, pari a 48,39 milioni di euro, è destinata alle regioni del Sud, che ricevono il 48,4% del totale dei fondi disponibili. Una scelta che si inserisce nella strategia del PNRR per ridurre il divario digitale territoriale e rafforzare le competenze tecnologiche nelle aree considerate più fragili.  

Cosa cambierà davvero nelle scuole con l’intelligenza artificiale

La parte più interessante del provvedimento riguarda però gli effetti concreti nelle classi. Perché il vero tema non è più se l’intelligenza artificiale entrerà nella scuola, ma come verrà utilizzata.

Negli ultimi mesi docenti e dirigenti scolastici si sono trovati davanti a un cambiamento rapidissimo: studenti che usano chatbot per fare ricerche, testi generati automaticamente, traduzioni istantanee, sintesi di libri e persino supporti per esercizi matematici o coding. In molti casi le scuole hanno reagito in modo disordinato, oscillando tra entusiasmo e paura.

Il decreto prova invece a creare una struttura stabile di formazione, con l’obiettivo di insegnare al personale scolastico come utilizzare l’IA in modo consapevole, etico e integrato nella didattica.

Non si parla soltanto di competenze tecniche. Nel testo del decreto vengono richiamati anche temi come cittadinanza digitale, protezione dei dati personali, formazione permanente dei docenti e utilizzo responsabile degli strumenti digitali.  

Il riferimento normativo più importante è quello al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, già inserito tra le basi legislative del provvedimento.   Un segnale chiaro: l’IA nella scuola dovrà svilupparsi seguendo criteri di sicurezza, trasparenza e controllo umano.

Il PNRR accelera la rivoluzione digitale della scuola

L’investimento rientra nella Missione 4 del PNRR dedicata a istruzione e ricerca, all’interno della linea “Didattica digitale integrata e formazione alla transizione digitale per il personale scolastico”.  

Negli ultimi anni il sistema scolastico italiano ha già attraversato una profonda digitalizzazione accelerata dalla pandemia, dalla diffusione della didattica a distanza e dall’arrivo delle piattaforme collaborative. Ora però il salto è diverso: l’intelligenza artificiale non è soltanto uno strumento operativo, ma una tecnologia capace di modificare il modo stesso in cui si studia, si insegna e si valutano le competenze.

Per questo il decreto sta attirando grande attenzione non solo tra i docenti, ma anche tra famiglie, studenti e professionisti del settore educativo. L’IA viene percepita contemporaneamente come opportunità e rischio: da una parte può personalizzare l’apprendimento e semplificare molte attività; dall’altra apre interrogativi enormi su verifica delle competenze, creatività, dipendenza tecnologica e capacità critica.

La scuola italiana, nel frattempo, ha già iniziato il suo esperimento più grande: insegnare a convivere con un’intelligenza artificiale che, per milioni di studenti, è ormai parte della vita quotidiana.

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