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(Nasa)
Difesa e Aerospazio

Starliner, corsa contro il tempo per riparare una valvola difettosa

Missione rinviata al 10 maggio

I problemi di Boeing nel settore dell’aviazione commerciale – tra quelli veri, quelli inventati e i “gialli” delle morti di alcuni ex dipendenti - nulla hanno a che vedere con quanto sta accadendo al razzo del veicolo Crew Space Transportation (Cst)-100 Starliner, il cui lancio è stato rinviato al 10 maggio (salvo complicazioni) a causa di un problema tecnico.

Starliner avrebbe dovuto essere lanciato lunedì sera (6 maggio) per la missione Crew Flight Test (Cft) della durata di circa dieci giorni. Questa prevede il trasporto di due astronauti della Nasa alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) per poi fare ritorno. Essendo un “Test”, esso serve per validare le procedure e i metodi di condotta del nuovo veicolo spaziale, dunque, ricopre particolare importanza per il futuro. Durante le ultime verifiche prima del “Go-volo”, circa due ore prima del lancio, le squadre dei tecnici hanno identificato una valvola di sfogo dell'ossigeno difettosa sullo stadio superiore del volo del razzo, un Atlas V della United Launch Alliance (Ula). Tale valvola risultava rumorosa e si apriva e chiudeva rapidamente senza controllo, producendo la segnalazione d’allarme. A quel punto la Nasa, Ula e Boeing avevano inizialmente espresso ottimismo sul fatto che il problema potesse essere risolto rapidamente, forse anche in tempo per un altro tentativo di lancio nella serata di ieri (martedì 7 maggio), ma seppure l’intervento tecnico sia stato eseguito lavorando ininterrottamente, nella serata di ieri è stato annunciato che il decollo non potrà avvenire prima di venerdì 17 maggio.

Con un aggiornamento sui canali media ufficiali, la Nasa ha comunicato: “Il ritardo consente ai tecnici di completare l'analisi dei dati su una valvola di regolazione della pressione sul serbatoio di ossigeno liquido dello stadio superiore del razzo Centaur Atlas V e di determinare se sarà necessario o meno sostituire tale valvola.” Ciò significa, in pratica, che al momento non è possibile sapere se lo Starliner potrà volare venerdì o sabato, anche perché la sostituzione del componente non potrebbe essere eseguita lasciando il razzo sulla rampa di lancio, ma occorrerebbe riportarlo alla struttura d’assemblaggio. Per evitare questa opzione, che causerebbe un ritardo di settimane, i tecnici stanno creando speciali attrezzature e una procedura che consenta di lasciare l’Atlas sulla rampa, rimuovere la valvola dopo aver tolto pressione all’impianto del combustibile e quindi di installarne una nuova. I membri dell'equipaggio della Cft (la capsula) sono gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams, che sono ovviamente stati sbarcati per tornare ai loro alloggi presso il Kennedy Space Center.

La Starliner è la concorrente di casa Boeing della Crew dragon prodotta dalla SpaceX di Elon Musk, che tuttavia è già stato ampiamente utilizzato. Entrambi i veicoli spaziali possono trasportare fino a sette astronauti oppure un misto di equipaggio e carico, con l’obiettivo di costituire il nuovo modo per fornire il trasporto verso la Iss dopo che lo Space Shuttle era stato ritirato e gli americani dovevano ricorrere al noleggio della Soyuz russa. La vicenda, ancora una volta, dimostra come nel settore spaziale sia necessario mantenere e sviluppare continuamente sia nuove tecnologie, sia le conoscenze. Dopo il ritiro degli Shuttle la ripartenza della Nasa è stata tardiva a vantaggio della neonata SpaceX di Elon Musk, che da azienda privata e snella ha avuto mano libera nel reclutamento dei migliori tecnici. Secondo Boeing la sua capsula Starliner, seppure più costosa, può essere utilizzata fino a dieci volte, con un tempo di rimessa in servizio di sei mesi tra una missione e l'altra. Il copilota della capsula, l'astronauta Sunita “Suni" Williams”, ha battezzato questa capsula con il nome di Calypso in omaggio al suo amore per l'oceano e per l'esplorazione, in onore della nave oceanografica del francese Jacque Cousteau (1910 – 1997), studioso ed esploratore del ventesimo secolo. Quella nave è ricordata per la sua camera d’osservazione subacquea e per essere stata equipaggiata con un elicottero e un sommergibile utili nelle spedizioni scientifiche.

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Sergio Barlocchetti

Milanese, è ingegnere, pilota e giornalista. Da 30 anni nel settore aerospaziale, lo segue anche in veste di analista. Docente di materie tecniche presso la scuola di volo AeC Milano è autore di diversi libri.

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