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Difesa e Aerospazio

Così i Navy Seals hanno colpito gli Houthi

Droni, visori notturni, elicotteri d'attacco, preparazione fisica estrema. I dettagli dell'operazione che ha portato i Seals ad intercettare e sequestrare un'imbarcazione carica di armi dall'Iran diretti agli Houthi

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), i due Navy Seal statunitensi assegnati al supporto della Quinta flotta scomparsi da ormai cinque giorni nel Golfo di Aden, al largo della Somalia, erano in missione per salire a bordo di un’imbarcazione che ha portato al sequestro di componenti balistici e di missili da crociera di fabbricazione iraniana diretti ai militanti Houthi nello Yemen.

L’operazione, molto rischiosa, è avvenuta nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 gennaio. Dalle informazioni diffuse dal Centcom, durante l’abbordaggio uno dei due è caduto in acqua e il secondo si sarebbe tuffato per soccorrerlo. Motivo per il quale sarebbero ancora in corso le operazioni di ricerca e soccorso con aerei e navi della Marina americana. La stessa fonte ha fatto sapere che in segno di rispetto per le famiglie colpite, per il momento “non saranno rilasciate ulteriori informazioni sul personale scomparso”. L’equipaggiamento del Seal prevede differenti dotazioni per la sopravvivenza – come barrette altamente vitaminiche e pastiglie per la depurazione dell’acqua - e altre per la segnalazione della propria posizione (razzi, torcia, unità elettroluminescenti).

Fisicamente sono preparati e allenati a resistere a situazioni molto difficili, ma seppure la temperatura dell’acqua nella zona dell’evento accaduto nei giorni scorsi sia alta (12-15 °C), l’area è ricca di diverse specie di pesce soprattutto sotto costa, inclusi gli squali. Tutto era nato da una ricognizione del dieci gennaio scorso che ha portato all’identificazione di uno scafo di tipo dhow, ovvero una barca in legno con albero per vela latina, i cui movimenti facevano sospettare attività di contrabbando d’armi di fabbricazione iraniana ai ribelli Houthi.

Nonostante l’incidente ai due Navy Seal, nella giornata del 12 gennaio la Marina ha completato il sequestro e riscontrato la presenza a bordo di componenti di razzi e missili destinati a un nuovo attacco nei confronti delle navi mercantili. Questi comprendevano elementi per la propulsione e per la guida di vettori, diverse testate di missili balistici a medio raggio e alcune da crociera del tipo antinave. Una seconda squadra di Seal è decollata in elicottero dalla nave USS Lewis B. Puller, un mercantile convertito con la dotazione di ponti d’atterraggio per elicotteri e in grado di varare rapidamente piccole imbarcazioni utilizzate dalle squadre speciali. Contemporaneamente alcuni droni da ricognizione hanno permesso di mantenere in osservazione il dhow e localizzare costantemente la posizione dell’equipaggio dell’imbarcazione, mentre il comando dell’operazione informava i soldati in modo che potessero decidere la migliore posizione per l’abbordaggio.

Dal novembre 2019 è la prima volta che le forze Usa attuano un sequestro di armi destinate agli Houthi. I 14 marinai a bordo del dhow si sarebbero arresi e sono quindi stati presi in consegna dalla nave appoggio dei Seal. Sono ora sotto la custodia degli Stati Uniti e il loro futuro resta da definire, poiché potrebbero dare informazioni utili per ricostruire le rotte e i traffici delle armi. Mentre lo scafo, ritenuto non sicuro, è stato affondato dalle forze navali statunitensi una volta terminata l’operazione. Quanto all’incidente, gli abbordaggi notturni in barca, effettuati nel buio totale e con onde oceaniche alte anche quattro o cinque metri, sono estremamente complessi anche per unità molto addestrate come i Navy Seal.

Il rischio più concreto è che sotto l’aria prodotta dall’elicottero lo scafo si ribalti, oppure che non si riesca ad agganciare bene la scala per salire, o ancora che la barca d’appoggio si scontri contro quella da attaccare. Riguardo al materiale bellico sequestrato, il comandante del Centcom, generale Michael Erik Kurilla, ha dichiarato: “È chiaro che l’Iran continua a inviare aiuti letali agli Houthi. Questo è un ulteriore esempio di come l’Iran semini attivamente instabilità in tutta la regione in diretta violazione della risoluzione di sicurezza n° 2216 delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. Continueremo a lavorare con i nostri partner regionali e internazionali per smascherare e interdire questi traffici e, in definitiva, per ristabilire la libertà di movimento della navigazione.”

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Sergio Barlocchetti

Milanese, è ingegnere, pilota e giornalista. Da 30 anni nel settore aerospaziale, lo segue anche in veste di analista. Docente di materie tecniche presso la scuola di volo AeC Milano è autore di diversi libri.

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