Calcio

Serie A 2017-2018, la griglia del campionato: Juve e Napoli davanti

Pronostico alla vigilia del via della stagione (ma a mercato aperto). Sarri più vicino ad Allegri, le altre staccate dietro

Juventus

Giovanni Capuano

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Avvertenza necessaria. La griglia del campionato fatta a calciomercato aperto (chiude il 31 agosto ore 23) rischia di essere superata dai fatti, perché le ultime due settimane di trattative storicamente riservano sorprese e colpi di scena che qualche volta hanno ribaltato le gerarchie.

Alla vigilia del via della stagione, però, il giochino è troppo intrigante per non essere fatto. E, allora, via al pronostico per cercare di capire chi parte davanti a tutti e chi arranca dietro. Seconda avvertenza: sarà una Serie A diversa dal solito perché si gioca per obiettivi diversi, non legati solo al tradizionale scudetto o alla salvezza.

La riforma della Champions League che spalanca le porte dell'Europa che conta alle prime quattro squadre è destinata a creare un campionato nel campionato. Non tutti lo vinceranno e, anzi, guai a chi tra le grandi starà fuori. Perché in molti hanno investito forte e si aspettano grandi ritorni: chi avrà sbagliato sul mercato rischia di rimanere bruciato.

 

La prima fila scudetto: Juve e Napoli

In prima fila scattano Juventus e Napoli. Con un discreto vantaggio rispetto alla concorrenza e con la Juventus davanti, perché dopo aver conquistato gli ultimi sei Gp si è guadagnata il diritto alla pole position. L'estate ha dato, però, qualche segnale contraddittorio per la squadra di Allegri e la sconfitta nella Supercoppa contro la Lazio ha alimentato i dubbi. Il finale di mercato sarà decisivo per completare il puzzle, non ancora compiuto.

Sarri ha chiesto e ottenuto da De Laurentiis ha conferma in blocco del suo Napoli. Il motivo? Provare a replicare i 48 punti dello scorso girone di ritorno e dargli continuità nell'arco di una stagione. La macchina è (quasi) perfetta con i pregi e i limiti. Per migliorarla, più che il mercato, servono convinzione e qualche alternativa anche tattica al piano A. Milik da recuperare e Ounas da pesare ad alti livelli.

 

Seconda fila: ecco le milanesi

Dietro a Juventus e Napoli ecco le milanesi. Con qualche distinguo e più di un dubbio, visto che le scommesse fatte dalle due società sono numerose. L'Inter ha il vantaggio di aver affidato l'ennesima ripartenza dopo il tracollo dell'anno scorso a Luciano Spalletti. L'affidabilità del nuovo tecnico (133 punti in un campionato e mezzo con la Roma prima dell'addio) e l'estate vissuta senza scossoni portano serenità e punti. 

Il mercato ha deluso le attese dei tifosi, illusi dalle promesse mediatiche dell'inverno, ma è stato riempito di giocatori funzionali. Se sarà completato (un centrale difensivo, un centrocampista e l'investimento su Schick) merita un voto ampiamente sufficiente. Il Milan dei fuochi d'artificio della nuova società rappresenta la vera scommessa: se ha centrato la maggior parte delle scelte è da Champions, altrimenti sono dolori.

Bonucci, Biglia e l'annunciato Kalinic rappresentano le garanzie. Conti, Rodriguez, Kessie e Andrè Silva sono le incognite, ma se dovessero esplodere tutt insieme Montella si troverà un tesoro da gestire. E l'entusiasmo ritrovato dei tifosi darà una spinta in più.

 

Terza fila: Roma e Lazio (o viceversa)

Sulla carta le milanesi hanno scalzato le romane, ma si tratta di un sorpasso virtuale. La distanza è minima e la lotta per i posti Champions League sarà serrata con due delle big costrette a fine anno a restare fuori dal giro che conta. A mercato ancora aperto, però, la Roma sembra meno competitiva di quella che ha chiuso con il record di punti (87) e in scia alla Juventus.

Pesano le partenze eccellenti di Szczesny, Rudiger, Paredes e Salah oltre che i dubbi fisiologici che accompagnano Di Francesco nel suo debutto sulla panchina di una grande. E' il primo anno P.T. (post Totti). L'estate è stata contraddittoria, la sensazione è che ci sia ancora lavoro da fare e che Monchi debba completare un quadro meno scintillante di quello che ha ereditato.

Il successo sulla Juventus nella Supercoppa dell'Olimpico ha messo sotto i riflettori la Lazio di Inzaghi. Guai a sottovalutarla. Il mercato porta via Biglia e (quasi certamente) Keita, ma Lucas Leiva potrebbe non far rimpiangere l'argentino. Sulla carta parte dietro, ma di pochissimo, alle altre grandi. Come un anno fa quando, però, ha fatto corsa quasi alla pari...

Quarta fila: Atalanta e Torino

La corsa alla Champions finisce qui. Le altre non sembrano attrezzate per andare a caccia dei primi quattro posti, anche se ogni anno c'è una squadra sorpresa. Sulla griglia, dietro a Juve-Napoli, milanesi e romane parte l'Atalanta di Gasperini. Ha perso molto sul mercato e dovrà suddividere le energie con l'Europa League, però alcuni pilastri sono rimasti e il gioco che ha incantato l'anno scorso (72 punti, record) non può essere svanito.

Il Torino, se dovesse rimanere Belotti, ha alle spalle un anno di apprendistato con il metodo Mihajlovic e ha inserito giocatori potenzialmente sicuri in difesa e a centrocampo. Si fa preferire alla Fiorentina, ricostruita completamente da Corvino e dai Della Valle nell'estate della rottura con Firenze, e alla Sampdoria senza Schick, Skriniar, Bruno Fernandes e Muriel ma con un'impronta di gioco conosciuta a memoria e qualche scommessa interessante.

La zona calda della lotta salvezza

E dietro? Sono salite dalla Serie B squadre che hanno l'ambizione di aprire un ciclo nella massima divisione. Sulla carta il Verona è la più attrezzata per la salvezza con giocatori pratici della A come Verdi, Cerci, Heurtaux e Caceres (da verificarne il recupero atletico). Benevento e Spal scommettono sull'entusiasmo: la Spal ha inserito in ogni reparto uomini d'esperienza.

L'estate ha bocciato il mercato del Bologna, ma è presto per giudicarla come possibile retrocesso. Il Crotone della rincorsa primaverile ha cambiato faccia e non è detto che si sia rinforzato. Anzi. Dovrà lottare fino in fondo.

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