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L'Inter e la Champions League: adesso Suning può mostrare davvero i suoi piani

I soldi Uefa, un mercato più ricco e la possibilità di programmare investimenti per la crescita. Zhang finalmente senza paletti: che idee ha la proprietà cinese?

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Giovanni Capuano

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Il ritorno dell'Inter in Champions League dopo un'assenza lunga sette stagioni rappresenta una buona notizia per i tifosi nerazzurri e una nuova frontiera per il calcio italiano. Dopo un lungo e travagliato periodo di gestazione, fallimenti tecnici e difficoltà economiche, è il bivio che consentirà di pesare le reali intenzione della proprietà Suning su un club da troppo tempo lontano dai vertici del pallone, in Italia ed Europa.

Quali piani ha Suning per far crescere il club? Quale politica verrà adottata adesso che il circolo virtuoso della Champions, con i suoi soldi garantiti, consente di respirare fuori dall'emergenza? Si andrà avanti a piccoli passi o ci sarà un'accelerazione per cercare di colmare il gap interno con la Juventus? Non per vincere subito, sfida al limite del possibile, ma per dare la sensazione di una potenza fin qui solo intuita e descritta senza trovarne poi traccia convinta.

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Mauro Icardi - 22 maggio 2018 – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

I soldi Uefa per avvicinarsi ai top club

Dal giorno del passaggio di consegne Moratti-Thohir il destino dell'Inter è stato legato al ritorno in Champions League. Troppo importanti i soldi dell'Europa che conta per farne a meno, adesso che il tempo dei mecenati è finito e le società italiane si confrontano in una competizione impari con i denari provenienti dal petrolio e dalla Russia.

Fin qui l'obiettivo era stato mancato, per errori di programmazione e sbagli di gioventù. Una spirale interrotta nella notte dell'Olimpico e che solleva l'ultimo velo. E' vero che l'Inter sarà ancora sotto scacco Uefa fino al giugno 2019 in virtù del settlemente agreement firmato all'epoca di Thohir, però è indubbio che la prospettiva di accedere al jackpot Uefa funziona da acceleratore e chiama la proprietà cinese allo scoperto.

Non è lecito né giusto attendersi follie di mercato (la strada scelta è quella della crescita passo dopo passo), ma l'alibi della lontananza dalla Champions è caduto e la famiglia Zhang può davvero lanciare la sua sfida alla Juventus e al suo dominio su territorio nazionale.

La politica dei prestiti da Nanchino

L'Inter in Champions League vale certamente di più di quanto sia stato fin qui. Avrà maggiore appeal anche a livello commerciale e sarà utile a Suning per andare a caccia di accordi al di fuori del proprio perimetro societario, quell'arco dentro cui sono stati ricavati fin qui i denari necessari per rispondere alle esigenze di bilancio.

Resta sempre la coabitazione con il socio di minoranza e presidente Thohir che appare un freno allo sviluppo. E rimangono i dubbi legati alla politica dei prestiti e debiti scelta da Zhang nella prima fase della sua gestione. Adesso che l'obiettivo Champions è stato raggiunto è lecito attendersi qualcosa di diverso e più aggressivo, che renda anche più leggera la gestione economica della società.

L'esempio della Roma indica come si possa fare un progetto sportivo anche attraverso la strada del trading sul calciomercato: comprare, vendere, fare plusvalenza e reinvestire. Suning non ha mai dichiarato apertamente a quale modello intenda rifarsi, persegue legittimamente l'autofinanziamento ma ha anche un potenziale proprio e della piazza superiore a quello dei giallorossi, dunque ha anche strumenti differenti e obblighi maggiori.

Fin qui mancava la scintilla. Il gol di Vecino all'Olimpico ha spazzato via sette anni di vivacchiamenti. Da oggi è lecito attendersi non più la gestione del presente, ma un approfondito ragionamento sul progetto con sguardo al futuro. E' l'eredità lasciata dalla notte che ha riportato l'Inter nella Champions League quasi con l'animo (e l'entusiasmo) del debuttante.

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