Salute

Infettivologo: se morsi da un topo, subito al pronto soccorso

Dopo l'emergenza a Tor Bella Monaca, Carlo Vittorio Resti spiega come comportarsi dopo il contatto con un roditore

Ratti

Jacopo Ligozzi, Tavole naturalistiche - I Mammiferi e i Rettili - Topo quercino (Eliomys quercinus) e talpa (Talpa sp.) 1577-1587 ca pietra nera e pigmenti policromi su carta con imprimitura a bianco di piombo – Credits: Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

L'emergenza topi a Roma comporta inevitabili rischi per i cittadini, rappresentati in primis dalla possibilità "di essere attaccati e quindi morsi dall'animale, oppure di entrare in contatto con suoi liquidi biologici infetti (urine, feci). Nel caso ciò avvenga è necessario recarsi subito al Pronto soccorso". È quanto consiglia all'Adnkronos Salute l'infettivologo Carlo Vittorio Resti, che interviene sull'allarme giunto in particolare da Tor Bella Monaca, dove oggi si è recata anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, promettendo immediato intervento.

I rischi sanitari legati alla presenza di topi per strada, accanto ai cassonetti strapieni di rifiuti o nelle vicinanze del fiume Tevere, "sono di vario tipo e dipendono dal tipo di animale - spiega Resti - se si tratta di piccoli topolini non dovrebbero essere pericolosi, ma nel caso di topi di fogna il discorso cambia: è molto ampia la gamma di infezioni che possono trasmettere attraverso il morso o i liquidi biologici. La più 'famosa' è la leptospirosi, che si manifesta con febbre alta e disturbi renali acuti".

L'esperto paragona il morso di uno di questi roditori "a quello di un cane, randagio, o al graffio di un gatto randagio. Per fortuna non esiste quasi più il pericolo legato alle pulci del topo, portatrici della peste".

In caso di morso o contatto con urine o feci "occorre comunque andare subito al Pronto soccorso - raccomanda - dove i medici provvederanno a eseguire la vaccinazione antitetanica, a medicare la ferita e ad avviare adeguata terapia antibiotica. Non si pensi che basta recarsi dal medico di famiglia: solo in ospedale è possibile ricevere adeguata assistenza sanitaria".

L'infettivologo ricorda che si tratta di "un problema di igiene e sanità pubblica di cui si devono occupare le Asl, incaricando le ditte appaltanti di una derattizzazione urgente, con l'obiettivo di ridurre il numero complessivo di topi".

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