Nelle carte dell’inchiesta sul mondo arbitrale c’è un’intercettazione in cui, con al telefono l’ex designatore Gianluca Rocchi, si fa riferimento a un tesserato dell’Inter. Si tratta di Giorgio Schenone che nel club nerazzurro è l’addetto agli arbitri.
E’ il 2 aprile 2025, il giorno in cui secondo la ricostruzione del pubblico ministero Maurizio Ascione, Rocchi avrebbe parlato nel ventre di San Siro con altri esponenti arbitrali delle designazioni delle successive partite dell’Inter e della scelta di “schermare” lo sgradito Doveri evitando che potesse poi essere designato per l’eventuale finale di Coppa Italia e nei match della volata scudetto con il Napoli e di mandare in campo il più gradito Colombo.
Le designazioni di Doveri e Colombo con l’Inter
A svelarlo è Repubblica. Il dialogo non sarebbe diretto tra il designatore e Schenone, soltanto evocato, ma tra Rocchi e un suo collaboratore arbitrale. Secondo il pm Ascione c’è questo alla base dell’ipotesi di frode sportiva in concorso con altre persone che compare nell’avviso di garanzia inviato al capo degli arbitri lo scorso 25 aprile.
Va ricordato che Doveri arbitrò successivamente non solo il derby della semifinale di ritorno di Coppa Italia Inter-Milan il 20 aprile, ma anche Parma-Inter di campionato il 5 aprile, tre giorni dopo l’intercettazione di San Siro, e che era stato designato da Rocchi poco prima (1 marzo) per il match scudetto Napoli-Inter e qualche settimana precedentemente per Fiorentina-Inter: in tutto 4 presenze con i nerazzurri più quella di Coppa Italia. Una rotazione normale per qualsiasi club.
Colombo, invece, considerato dal pm Ascione gradito all’Inter, ha arbitrato la squadra di Inzaghi due sole volte in campionato. Meno della media per un fischietto top nelle graduatorie e nella considerazione del designatore. In ogni caso la rivelazione della presenza del nome di un tesserato Inter fornisce una prima risposta a una delle domande fin qui inevase dell’inchiesta. Va chiarito che Schenone non risulta indagato.
