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Contro Nordio la vera opposizione. Quella fatta con il solito mix di giudici e stampa amica

La polemica di parte della magistratura contro lo stop agli abusi voluti dal Guardasigilli è l'ennesima riprova della stortura costituzionale esistente in Italia dove tutto è modificabile, tranne la giustizia

Si dice che una vera opposizione a questo governo non ci sia affatto, perché il Partito Democratico è troppo occupato a chiedersi che ne sarà di lui. In realtà la vera opposizione, che supplisce a quella parlamentare, cresce fuori dalle istituzioni, passa per certi comparti dell’informazione e della magistratura uniti come un sol uomo. E agisce nel campo di gioco cruciale della giustizia.

A dimostrazione che la vera opposizione porta questi vessilli, basta studiarsi la reazione scomposta alle parole del Ministro Nordio sulle intercettazioni. In senato a relazionare sullo stato della giustizia, il Ministro Nordio ha semplicemente detto che sulla riforma delle intercettazioni “andremo avanti sino in fondo, non vacilleremo e non esiteremo. La rivoluzione copernicana sull'abuso delle intercettazioni è un punto fermo del nostro programma”. E’ una posizione già espressa da Nordio, quella che punta ad intervenire sugli eccessi selvaggi di uno strumento utile, ma di cui troppo spesso si abusa, con la complicità di giornali compiacenti e politicamente orientati.

Ma nella traduzione che se n’è fatta, sembra quasi che Nordio voglia radere al suolo le intercettazioni. Tanto è bastato a “La Repubblica” per titolare a caratteri cubitali, e con una certa disinvoltura: “Nordio, schiaffo all’Antimafia”. Sottotitolo: “Il Guardasigilli sfida i magistrati che lottano contro le cosche”: il modo più veloce per strumentalizzare la cattura di Messina Denaro in chiave antigovernativa. Il “Fatto Quotidiano”, fedele alla sua linea manettara, titola: “Riforma di impunità: la Costituzione è sotto attacco”. E giù a ricalcare lo stesso concetto, quello di un ministro della giustizia che vorrebbe mettere a piede libero corrotti e corruttori.

Come abbiamo visto, Nordio si è limitato a ribadire una linea di pensiero di fondo, così riassumibile: nelle indagini di mafia e terrorismo le intercettazioni sono indispensabili, ma “altra cosa sono quelle giudiziarie che coinvolgono persone che non sono né imputate né indagate e che attraverso un meccanismo perverso e pilotato finiscono sui giornali e offendono cittadini che non sono minimamente coinvolti nelle indagini”. Insomma, ancora una volta Nordio precisa che la necessità di condurre indagini spedite non può travolgere, nella foga giustizialista, cittadini innocenti.

Parole quasi scontate, che però nella miseria dell’oggi sono diventate scomode. E fu così che l’ex pm trevigiano oggi Guardasigilli divenne il ministro più coraggioso del governo, per aver saputo dire e ripetere concetti che negli altri paesi sarebbero delle banalità. E per aver saputo sfidare la vera opposizione. Un muro di gomma che sulla giustizia rema in una sola direzione: la conservazione dello status quo, con tutte le storture che ne derivano.

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