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(Ansa)
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Politica

La cappa di silenzio attorno all'inchiesta sul capo delle forze armate

Le indiscrezioni pubblicate da «La Verità» sulle accuse di corruzione verso il Gen. Vecciarelli sono passate sotto silenzio. E non si capisce il motivo. A meno che...

C'è qualcosa di strano, anzi di misterioso, in quello che sta succedendo nel mondo dell'informazione da qualche giorno. I fatti, innanzitutto. Il quotidiano «La Verità» ha aperto due giorni fa con la notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati per Enzo Vecciarelli, anzi, il Generale Enzo Vecciarelli, attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma, denominata «operazione Minerva» su presunte tangenti e corruzione legate ad alcune forniture agli apparati militari italiani.

L'accusa per Vecciarelli, lo ripetiamo, Capo di Stato Maggiore della Difesa, è corruzione. A fare il suo nome una imprenditrice, arrestata, che avrebbe raccontato ai magistrati di un giro di «mazzette», anzi, di un «sistema in cui se non ti adeguavi non lavoravi». L'ammontare delle tangenti si aggirerebbe attorno ai 18,5 mln di euro.

L'inchiesta era nata nel 2020 quando, a luglio di quell'anno, vennero applicate 31 misure cautelari, indagate altre 49 persone e coinvolte una quindicina di ditte. Vecciarelli chiamato in causa ha affidato ai suoi legali una replica, confermando il provvedimento a suo carico, spiegando di «essere stato interrogato due volte e di aver risposto alle domande dei magistrati ribadendo la sua totale estraneità ai fatti contestati». per il resto dalla Procura come da altre persone coinvolte, nessuna smentita alle indiscrezioni di stampa diffuse da La Verità. Quindi una inchiesta seria, anche circostanziata si direbbe.

Ma la cosa strana cui accennavamo in principio e di cui vogliamo parlarvi però non è l'inchiesta, le accuse, le difese. Ma il silenzio.Di questa inchiesta infatti ieri i grandi telegiornali nazionali come i principali quotidiani non hanno dato notizia. Alcuni si sono limitati, soprattutto sulle edizioni online, a offrire ai lettori una ripresa, senza approfondimenti, senza dargli troppo peso. Eppure, lo ripetiamo, stiamo parlando di un'inchiesta per corruzione, da milioni di euro, che coinvolge il numero 1 della scala gerarchica dell'Esercito Italiano, il soldato più importante, più potente, più in vista. Non uno qualunque. Una figura che inevitabilmente per il suo prestigio ed importanza, coinvolge il mondo politico ed istituzionale. Eppure, niente. Il silenzio.

Unica scusante per i nostri colleghi è che, come capita, ci sia una concomitanza di notizie di rilevanza superiore da far passare anche un'inchiesta come questa in secondo piano. In effetti ieri abbiamo letto con profonda preoccupazione del fatto che un'ex Miss Italia con una rapida carriera da soubrette televisiva si sia presa il Covid o che un noto chef fatichi a trovare cuochi e camerieri per il suo ristorante. Scelte private, anzi, linea editoriale.

L'alternativa è che certe cose non siano state raccontate ai lettori perché sarebbe meglio non farle uscire, per non infastidire qualcuno o qualcosa. Una terza ipotesi, un'altra ragione plausibile per non parlare di questa inchiesta, non c'è.Ma per fortuna c'è chi, fosse anche l'unico, ne continuerà a parlare

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