Il ruolo della scuola ai tempi del coronavirus
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Il ruolo della scuola ai tempi del coronavirus
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Il ruolo della scuola ai tempi del coronavirus

Consigli per studiare da casa: 10. Docenti maestri di vita

Pillole quotidiane per aiutare studenti (e famiglie) a organizzare lo studio in tempi di Covid-19, che nel mondo ha confinato in casa un miliardo di ragazzi. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Ogni mattina alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per alunni di tutte le età.

È terminata la quarta settimana di scuole chiuse, senza vita ordinaria, ma fatta di didattica a distanza. L'Italia si è fermata, dalla produzione all'economia, dai bar allo sport. Nella nostra società sembrava impossibile potesse fermarsi il campionato di calcio, o una gara di Formula 1. Sembrava impossibile fermare macchinari, annullare riunioni, rinunciare a qualcosa, ma tutto è rimandato, superato dall'emergenza e dalla rincorsa degli ospedali a convertire reparti, dare istruzioni, smistare malati.

Nel tempo sospeso, le lezioni proseguono pressochè ovunque, tra audio, video, lezioni in diretta e anche adempimenti formali, dal saldo dei debiti ai consigli di classe. Non in presenza, ma dalle case di ognuno, come se stessimo vivendo un sobbalzo temporaneo alla nostra quotidianità, fino a nuovo, prossimo ordine.

Ma questo non basta e non può bastare. La scuola, capillarmente inserita nei computer e quindi nelle case di milioni di studenti ogni mattina, può e deve incaricarsi di fornire agli studenti di ogni età gli strumenti per interpretare questo tempo. Senza scacciarlo, ma cercando di affrontarlo, per porsi le domande di senso necessarie per sentirsi vivi, anche in casa, per tutto questo periodo, in questo quadro in cui la curiosità, l'incredulità e lo stupore dei primi giorni hanno lasciato spazio al nervosismo, per alcuni, e al senso di impotenza e fragilità in tutti.

Qual è il senso della scuola, e quello dell'insegnamento, se non curare l'aspetto della comprensione della realtà nel senso più profondo e a cui il coronavirus ci sta esponendo con tanta rapidità e tanta durezza? Non può certo ridursi a diluvi di nozioni e risultati da verificare e mettere a registro. Sicuramente questa componente è una parte tangibile della scuola ed è anche necessaria, ma non è sufficiente a rendere l'insegnamento davvero utile, e questo mese difficile ne è una prova. Ora sono necessarie le relazioni, tra le persone e con i grandi testi, con i pensatori, con i maestri.

Per i più piccoli, è necessario il rapporto con maestre e maestri che possano accogliere le grandi domande dei bambini cercando di trattarle, anche documentandosi e confrontandosi. Per i più grandi serve la relazione con docenti che sappiano mostrarsi capaci di comprendere la delicatezza di questo momento, in tutta la sua storicità. Capaci cioè di mostrare strade culturali da percorrere, libri da leggere, pensieri da confrontare, per decifrare questi mesi che sembrano proprio prospettare un cambio d'epoca.

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