Edoardo Frittoli

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Dall'ingresso trionfale a L'Avana con i padri della Revoluciòn al ritiro dalla scena politica nel 2008 alla morte alla fine del 2016: Cuba è stata l'immagine di Fidel Castro e il Lider Maximo quella degli ultimi sessant'anni dell'isola caraibica, dalla cacciata del dittatore Fulgencio Batista ai primi anni di governo rivoluzionario con Ernesto “Che” Guevara come ministro a L'Avana.

Dalla Revoluciòn de los barbudos alla Guerra Fredda

Un regime durissimo, quello castrista, che fece piazza pulita di tutti gli oppositori e delle libertà di stampa e di opinione.

Fidel Castro guida Cuba all'apice della Guerra Fredda e per ben due volte tra il 1961 e il 1962 trascina il mondo sull'orlo della terza guerra mondiale (tentato sbarco dei controrivoluzionari alla Baia dei Porci e crisi missilistica). Il culto della personalità dell'uomo della rivoluzione, accompagnato da sempre dal fratello Raùl riempie città, strade e campagne dell'Isola caraibica al quale risponde la voce degli esuli dalla vicina Miami, in Florida.

Cuba: l'isola "isolata" da un embargo lungo 50 anni

La Cuba castrista subisce mezzo secolo di embargo economico, alleviato solamente dall'intervento dell'Urss, alla quale il Lider Màximo si legherà a doppio filo, rappresentando la realtà del comunismo a poche miglia nautiche dalla costa degli Stati Uniti.

“Vamos Bien”, andiamo bene, rassicuravano i maxiposter installati ben in vista in tutta l'isola, popolata da gente poverissima ma dignitosa, colpita duramente dalla stagnazione economica che durerà fino a tutti gli anni '70. Molti saranno i boat people che in questo lungo periodo fuggiranno clandestinamente dalla Cuba castrista, formando una nutrita comunità di oppositori nella “Litte Cuba” di Miami, Furono circa 80.000 i Cubani che morirono nel tentativo di raggiungere le coste della Florida. Durante gli anni '70 l'anima internazionalista del comunismo castrista determinò l'intervento cubano nelle guerre africane per il socialismo (Etiopia, Angola, Guinea Equatoriale) e in Nicaragua con l'appoggio ai Sandinisti.

La fame e la disperazione: gli anni '90

Dalla metà alla fine degli anni '80 la Cuba di Fidel Castro soffrì il declino e quindi la fine del principale alleato e fonte primaria di beni: l'Urss. Iniziò negli anni '90 una profondissima crisi economica che portò sull'isola la fame e la disperazione ma anche la speranza degli oppositori del Lider Maximo che quest'ultimo lasciasse la guida dell'isola. Il commercio di Cuba con i paesi del blocco sovietico crollò di oltre l'80%. La prima mossa di Castro per alleviare la pressione dell'embargo fu quella di aprire l'isola al turismo internazionale e a qualche timida e insufficiente forma di economia privata, avendo dall'altra parte l'arma della repressione per reprimere duramente la montante protesta di chi moriva di stenti, mentre continuavano le torture di oppositori, di manifestanti e anche degli omosessuali rinchiusi in campi di lavoro in tutto simili a campi di concentramento. Anche le voci di coloro che all'interno del Partito Comunista cubano chiedevano, alla fine degli anni '90, una serie di concessioni nel campo dei diritti umani furono messe violentemente a tacere.

A mettere la parola fine al lunghissimo regime castrista pensò la malattia, una grave forma di Parkinson che causò le dimissioni dell'anziano leader nel 2008. Prese la guida del paese un altro Castro, suo fratello Raùl, già capo dell'Esercito durante il mezzo secolo di governo di Fidel e al suo fianco dalla rivoluzione del 1959.

Durante la lenta agonia del vecchio capo della Revoluciòn, si allenteranno le briglie del lunghissimo embargo iniziato nel 1962.

Nel 2012 Cuba riceve il Pontefice Benedetto XVI e la prima nave carica di aiuti da parte degli Stati Uniti, mentre i Cubani potranno per la prima volta avere il permesso di visitare paesi stranieri. Nel 2015 sarà la volta di Papa Francesco.  Sotto la presidenza di Barack Obama saranno formalmente restaurate le relazioni diplomatiche tra i due paesi nemici. Poi nel 2016, tutto cambierà: Fidel Castro muore il 26 novembre, mentre alla Casa Bianca viene eletto il principale avversario delle decisioni di Obama in politica estera: Donald Trump. Anche l'ultimo dei Castro e padre della Revoluciòn lascerà la guida di Cuba a Miguel Diaz-Canel. Che ha promesso di andare avanti nel nome dello spirito immortale castrista, anche se è il primo leader ad essere nato dopo il 1959. Ma anche di aprire Cuba al mondo e alle sfide del futuro.

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