Cronaca

Perché in Italia calano i reati, ma aumenta il senso d'insicurezza

Secondo i dati di Federsicurezza il 39% degli italiani vorrebbe criteri meno rigidi per il possesso di un'arma da difesa personale

Censis: calano i reati, aumenta il senso d'insicurezza

Barbara Massaro

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Paura, insicurezza, poca fiducia nelle istituzioni. Sono queste le cause che spingono il 39% degli italiani a chiedere norme meno rigide per il possesso di armi da fuoco da difesa personale.

I dati arrivano dal Censis che insieme a Federsicurezza, ha realizzato il primo primo Rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia. Solo tre anni fa, nel 2015, a invocare il metodo della giustizia fai da te era il 26% degli italiani.

Di cosa hanno paura gli italiani

Nel frattempo, però, sono aumentate la diffidenza verso lo straniero e la paura che possa succedere qualcosa alla propria famiglia e ai propri cari.

Il clima che si respira a livello europeo non aiuta a stemperare questa emergenza e, anzi, sembra che il pericolo sia sempre dietro l'angolo.

Eppure i reati stanno drasticamente diminuendo.

I numeri del crimine in Italia

Il rapporto parla di 2.232.552 reati denunciati nel 2017 con una diminuzione del 10,2% rispetto all’anno precedente.

Nello specifico si sono quasi dimezzati gli omicidi che sono passati dai 611 del 2008 ai 343 dell’ultimo anno (-43,9%).

Le rapine sono scese da 45.857 a 28.612 (-37,6%) e i furti sono passati da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%).

Inoltre la criminalità sembra piuttosto concentrata in zone specifiche. In sole quattro province italiane, dove vive il 21,4% della popolazione, si consuma il 30% dei reati.

La Gotham City italiana è Milano con 237.365 reati commessi nel 2016 (il 9,5% del totale); seguono Roma (con 228.856 crimini, il 9,2%), Torino (136.384, pari al 5,5%) e Napoli (136.043, pari al 5,5%). 

Perché tanta voglia di far west

Nonostante questa sensibile diminuzione dei reati la gente ha sempre più fame di far west.

Secondo l'indagine del Censis sono, però, soprattutto le persone meno colte (il 51% dei favorevoli ha solo la licenza media) e gli anziani (il 41% degli over 65) a spingere perché il possesso d'arma da fuoco sia più semplice.

Alla base della richiesta ci sono la scarsa fiducia nelle forze dell'ordine (e del resto i tagli alla spesa pubblica hanno portato a una diminuzione di 22.000 agenti in 7 anni tra le forze dell'ordine con un invecchiamento sensibile degli agenti in servizio) e nella giustizia.

Il tema dell'assenza di certezza della pena tra i fautori della giustizia fai da te è particolarmente sensibile e sventolato come vessillo che giustifica il desiderio di farsi giustizia da sé. Proprio per questo sono in costante aumento le richieste di porto d'armi

Aumenta la richiesta di porto d'armi da fuoco

Nel 2017 in Italia 1.398.920 di persone aveva la licenza per porto d'armi, con un incremento del 20,5% dal 2014 e del 13,8% solo nell'ultimo anno.

Per lo più si sceglie la licenza per il tiro a volo (poco meno di 585mila, +21,1% in un anno) che è più facile da ottenere.

Ad oggi 4,5 milioni di italiani possiedono un'arma da fuoco e la stragrande maggioranza di essi sarebbe pronta a usarla se sentisse minacciata la sicurezza personale. Alla luce di questi dati il Ministro dell'Interno Matteo Salvini ha rispolverato una delle battaglie leghiste della prima ora e via Facebook ha scritto: "Una nuova legge che permetta la legittima difesa delle persone perbene nelle proprie case è una nostra priorità".

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