Gianni Poglio

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Sono passati 35 anni dall'uscita di uno dei dischi più misteriosi e per certi versi incomprensibili della storia del rock.

Stiamo parlando di The Elder, il concept album dei Kiss pubblicato nel 1981 e basato sull'epica avventura di un giovane eroe impegnato in un viaggio iniziatico che lo porterà a combattere le forze del male.

Niente di più di lontano da quello che i Kiss avevano inciso negli otto album precedenti. Il tutto avallato da uno dei più grandi producer musicali di tutti i tempi, Bob Ezrin, reduce dai fasti con Alice Cooper e soprattutto da The Wall, l'opera monumentale dei Pink Floyd.

C'è pure lo zampino di Lou Reed che ai tempi mise il suo sigillo scrivendo i testi per tre brani. Mr. Blackwell (pezzo "legnoso" quanto ipnotico e affascinante) A world without heroes e Dark Light.

Cori maestosi, atmosfere medioevali, archi, arrangiamenti orchestrali, cavalcate hard metal e piglio epico nelle linee vocali. Questo quel che arrivò nei negozi e alle orecchie dei fan dei Kiss. Che, come i critici, rimasero sconcertati.

Era il 1981 e l'ultimo disco della band era Unmasked, un album "leggero" tra rock e disco music. Peter Criss non era più nel gruppo ed Ace Frehley stava per lasciare.

La batteria di The Elder è suonata da Eric Carr e Allan Schwartzberg. Il contributo di Frehley, stando ai racconti dell'epoca, avvenne a distanza senza che il chitarrista partecipasse mai di persona alle session d'incisione. Persino il producer, Bob Ezrin (che con i Kiss aveva lavorato al best seller Destroyer) non si fece vedere più di tanto in studio preferendo lavorare da casa.

Risultato? Un flop monumentale in classifica: numero 75 in America, numero 51 in Inghilterra, numero 23 in Italia e numero 11 in Australia. Uscito a novembre 1981, l'album sparì dalle chart nel febbraio 1982.

Detto questo, ci sono molte ragioni per riscoprire e rivalutare THE ELDER: la prima sono le canzoni.

The Oath è una cavalcata hard rock leggendaria sorretta da un riff micidiale di chitarra e da una linea vocale di rara potenza. Just a boy, voce e chitarre cristalline, potrebbe stare in un album dei Jethro Tull, Odissey è una epic ballad straordinaria, potente ed evocativa con Paul Stanley al massimo della sua estensione vocale, mentre I è un gospel-funk hard rock di grande impatto.

Brillano anche la slow song cantata da Simmons, A world without Heroes e il dirty rock and roll di Dark Light con Ace Frehley alla voce. Ottima anche la strumentale Escape from Island, adrenalinica e ruggente. Senza dimenticare l'atmosfera ipnotica di Mr Blackwell, l'incedere epico di Under The Rose e la bellezza di Only You, un mid tempo memorabile magistralmente interpretato da Simmons.

A ottobre di quest'anno, edito da Kiss Faq Publishing, uscirà Odissey, il libro che si pone come obiettivo quello di fare piena luce sui segreti di The Elder.


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