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(Ansa)
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Economia

Il Pil in Italia corre, ma è presto per cantare vittoria

Il +2,7% in un trimestre è un dato molto forte, ma per il futuro si vede un rallentamento per motivi sanitari ed economici

Pil in crescita nel secondo trimestre dell'anno per l'Italia, ma per i prossimi mesi è previsto un rallentamento. Questo dicono le stime preliminari pubblicate dall'Istat che sottolineano come il prodotto interno lordo sia aumentato del 2,7%, rispetto al trimestre precedente. Dati che hanno spinto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, a dichiarare come: "L'Italia sta vivendo una vera e propria fase di boom economico, come certificato dagli ultimi dati sul Pil pubblicati oggi dall'Istat''. Bisogna rivedere le stime verso il +6%". E continua sostenendo come: "Dopo essere cresciuta del +0,2% nel primo trimestre, un dato che già aveva sorpreso positivamente gli analisti, l'economia italiana ha infatti fatto registrare una crescita del +2,7% nel secondo, un tasso addirittura doppio rispetto a quello che si attendevano gli analisti (+1,3%). Grazie allo sprint del secondo trimestre, la crescita su base annua si è così attestata al +17,3%".

Positivo anche Paolo Gentiloni, Commissario europeo all'Economia, che su Twetter ha scritto: "Le prime stime Eurostat sul secondo trimestre danno una crescita superiore alle previsioni e trainata da Spagna e Italia". E dunque sembrerebbe dipingersi un quadro più che roseo per il nostro Paese e la sua ripresa economica. Ma siamo proprio sicuri?

Secondo Paolo Mameli, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, è possibile che si registrerà una crescita meno vivace nei prossimi trimestri, per due motivi. Il primo è legato al fatto che l'effetto-riaperture "dovrebbe essere stato massimo nel secondo trimestre (come suggerisce la variazione degli indici di mobilità verso gli esercizi commerciali e ricreativi diffusi da Google), che si è confrontato con un primo trimestre nel quale si è raggiunto il picco delle restrizioni durante la seconda e terza ondata della pandemia", si legge dall'analisi di Mameli.

Il secondo motivo, per il quale la crescita nei prossimi mesi potrebbe essere meno forte, è legato all'aumento dei contagi. Se infatti si dovessero registrare aumenti nelle ospedalizzazioni, tanto da costringere le autorità a nuove chiusure (anche se più blande), l'economia potrebbe rallentare e spostarsi sulla cautela. "Ad oggi, sembra di poter dire che l'impatto potrebbe vedersi più nel trimestre autunnale che in quello estivo, ma le prossime settimane saranno decisive per capire se l'avanzamento della campagna vaccinale sarà in grado di contenere le pressioni sul sistema sanitario, scongiurando quindi restrizioni con effetti significativi sull'attività economica. Pertanto, pensiamo che la crescita del Pil possa rimanere ampiamente positiva nei prossimi trimestri, ma sia destinata a rallentare gradualmente (su base trimestrale) dopo il balzo registrato nei mesi primaverili. In ogni caso, difficilmente le nuove preoccupazioni relative alla situazione epidemiologica potranno impedire un rimbalzo del Pil superiore al 5% quest'anno", spiega Mameli.

Da sottolineare inoltre come il balzo del Pil nel secondo trimestre dell'anno è stato trainato, molto probabilmente, dal settore terziario, grazie alla rimozione delle restrizioni su alcuni attività, che avevano toccato un picco (dopo la prima ondata) proprio alla fine del trimestre precedente. La conferma di ciò la si potrà avere solo il 31 agosto quando l'Istat pubblicherà i dettagli sulle componenti economiche della domanda e dell'offerta.

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