mercato vendite auto 2020
(Ansa)
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Economia

Pil e mercato auto. I numeri del disastro del 2020 in Italia

Istat: pil italiano -8,8%. Tra i settori più penalizzati quello automobilistico. Ed il 2021 sarà ancora difficile

Qualcuno addirittura prova oggi a vedere il bicchiere mezzo pieno, spiegando che si è fatto meglio delle previsioni che ci davano a -9%. Ma il dato Istat sul pil del 2020, chiuso con un -8,8% racconta da solo la drammaticità della situazione economica italiana. Un dato molto negativo dovuto al crollo del quarto trimestre che da solo ci è costato un -2%. Numeri che ci pongono come uno dei peggiori paesi al mondo nella classifica del prodotto interno lordo da ottobre a dicembre.

Nessuno in Europa ad esempio ha fatto peggio di noi e sono molte le nazioni che hanno fatto segnare addirittura una crescita del pil, paesi anche loro alle prese con la pandemia.

Di sicuro a peggiorare le cose in Italia la sottovalutazione della seconda ondata. Le restrizioni, soprattutto le zone rosse a cui abbiamo fatto ricorso per frenare l'ascesa del virus, ci sono costate caro in termini di produttività economica. Un crollo del pil che non ha risparmiato davvero nessuno.

I DATI ISTAT PIL-ITALIA 2020

Stima preliminare del PIL_2020q4.pdf

Il 2020 ad esempio, come confermano i dati recentemente pubblicati dal Ministero dei Trasporti, è stato uno dei peggiori anni nella storia del mercato delle autovetture con un calo finale del 27,9% rispetto al 2019 con un totale di sole 1.381.496 nuove auto consegnate.

I dati

I mesi del lockdown totale - con la chiusura dei concessionari e il blocco degli spostamenti - sono stati in assoluto i peggiori, ma già a gennaio l'anno si era aperto sotto i pessimi auspici con un calo delle immatricolazioni del 5,9% nel primo mese del 2020 seguito da un -8,8% a febbraio.

A marzo, poi, la paralisi mondiale ha determinato un ribasso dell'85,4% seguito dalla debacle di aprile dove le immatricolazioni sono diminuite del 97,5% per poi riprendersi leggermente a maggio (-49,6%). La seconda metà dell'anno è stata tutta all'insegna della ripresa, con giugno che ha segnato un calo del 23,1%, luglio un -11% e agosto -0,4%. Il segno "più" si è visto solo a settembre (+9,5%) per merito degli incentivi pubblici. A ottobre, però, il mercato è tornato a calare perdendo lo 0,2%. Bilancio negativo a novembre (-8,2%) e dicembre (-14,95%).

Le prospettive del 2021

Gli operatori del settore sperano in una ripresa per il 2021 grazie ai nuovi incentivi governativi anche se i dati di gennaio confermano il trend negativo del 2020 con le immatricolazioni in calo del 14% rispetto al 2020 per sole 134.001 nuove auto immatricolate in tutto il paese lo scorso mese.

Auto elettriche, speranza del settore

Se la diminuzione è stata trasversale a tutto il mercato (diesel, benzina e gpl) a salvarsi e a far ben sperare per il futuro è il settore della auto ibride ed elettriche. Nel 2020 le vendite delle ibride full sono raddoppiate, passando dalle 110.024 del 2019 alle 223.321.

Crescita percentuale anche maggiore per le ibride ricaricabili: erano 6.540 nel 2019, sono diventate 27.408 nel 2020. Positivo anche il trend delle auto elettriche, passate da 10.577 a 32.538 esemplari.

Il rilancio del settore, pertanto, dovrà partire proprio dal mercato delle auto ecologiche visti i dati catastrofici che giungono da quelle ad alimentazione tradizionale.

La parabola discendente dei motori tradizionali

La vendita di veicoli a benzina è passata da 853.814 a 523.140 mentre quella di motori diesel è scivolata da 771.731 a 461.274. Male anche le gpl scese a 94.260 esemplari (erano 136.804 nel 2019).

Persino quelle alimentate a metano sono in caduta libera e sono passate dalle 38.622 del 2019 alle 31.613 del 2020.

Nessuno peggio di FCA

Nello specifico dei gruppi automobilistici il peggior crollo di vendite lo ha subito La FCA passata dalle 454.684 nuove immatricolazioni del 2019 alle 332.983 del 2020 (-26,77%). Flessione del 23,74% per il Gruppo Volkswagen e del 31,28% per il Gruppo PSA. Chiudono l'elenco del nefasto 2020 Il Gruppo Renault che ha ceduto il 29,67% e la Ford che ha perso il 26,93%.

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