Cinema

I 10 film americani più belli del 2018

Commedie nere, fiabe anfibie, storie ai margini... Ecco il meglio del cinema a stelle e strisce

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Simona Santoni

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Commedie nere rock e biopic su band rock, fiabe anfibie e storie di sopravvivenza silenziosa. Ecco i dieci film americani migliori del 2018, secondo noi.

1) Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Una commedia provocatoria, cruda, divertente e un po' western, con Frances McDormand antieroina furiosa, madre in cerca di giustiza. La rabbia genera una valanga di rabbia, deflagrante. La sceneggiatura è dirompente, farcita di umorismo nero godereccio. Sam Rockwell è incontenibile, poliziotto razzista e omofobo da prendere a pugni. Due Oscar per gli attori. 

2) Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson

È l'ultimo film con Daniel Day-Lewis, ritiratosi dai set, sempre fulgente. Un'opera non facile ma magnetica, da lasciar decantare. Per palati che sanno godere di ritmi lenti e indagatori. Un intreccio di eleganza estetica, atmosfere sognanti, trame psicologiche complesse e oscure. Perché l'amore è oscuro. Mentre un diffuso sottofondo di piano o archi ipnotizza.

3) La forma dell'acqua - The shape of water di Guillermo del Toro

Il fantasy che ha vinto quattro Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, è una fiaba di atmosfere acquose color verde marcio, vintage e seducenti, in un'America anni '60 da Guerra fredda. Sally Hawkins è lo scricciolo di donna, muta ed esile, che si innamora di una creatura anfibia: l'amore vince sulla paura del diverso.

 

4) Lontano da qui di Sara Colangelo

Opera seconda della misconosciuta regista italoamericana, è la piccola grande sorpresa dell'anno.
Ci sono un bimbetto talentuoso e una maestra d'asilo insoddisfatta, donna emotivamente bloccata, soffocata dalla mediocrità (un'ottima Maggie Gyllenhaal). Il suo ritratto, ora empatico, ora inquietante, è un'osservazione complessa e sensibile.
E intanto si solleva una domanda: quale futuro per la bellezza nell'epoca degli smartphone e di Trump?

5) First man di Damien Chazelle

Non è lo Chazelle conquistatore viscerale ed estremo di Whiplash. Né quello allegro e scattante di La La Land. Sa essere ora compassato, ora delicatamente intimo. Ritrae Neil Armstrong tra il 1961 e il 1969 nel suo essere uomo, padre, marito, ingegnere, pilota della Nasa, primo essere umano sulla Luna. Ryan Gosling lo segue, misurato, con i sentimenti trattenuti che escono dai silenzi.

6) Dark night di Tim Sutton 

Quel film che non ti aspetti, di violenza evanescente, che pulsa e non si vede, ispirato al Massacro di Aurora, alla prima cinematografca de Il cavaliere oscuro - Il ritorno. In una sorta di acquario, galleggiano solitudini frammentate. Sei individui in un vuoto relazionale: ognuno di questi potrebbe essere il killer. Ipnotica la colonna sonora di Maica Armata.

7) Black Panther di Ryan Coogler

Protagonista un personaggio Marvel innovativo: un supereroe nero, che vive in Africa, lontano da metropoli affollate e contesti urbani. Come guardie speciali ha delle donne, le Dora Milaje, guidate da un'energica Danai Gurira. Le ambientazioni di colori e rituali esotici all'inizio spiazzano ma presto tirano dentro. Un film inaspettatamente coinvolgente.

8) Senza lasciare traccia di Debra Granik

Dopo Un gelido inverno, la regista indie lascia di nuovo il segno, con un'altra storia struggente di sopravvivenza silenziosa, ai margini. Un padre e una figlia (Ben Foster e Thomasin McKenzie) vivono ritirati dal mondo nelle foreste vicino Portland, nell'Oregon, volontariamente nascosti, invisibili. Finché non vengono scoperti.

9) Bohemian Rhapsody di Bryan Singer

Pur con i limiti di un racconto sui Queen che non può ovviamente raccontare tutto dei Queen (ed è filtrato dagli occhi di Brian May e Roger Taylor, chitarrista e batterista, che hanno seguito il progetto), il film su Freddie Mercury e Co. trova l'equibrio di ritmo, umorismo, drammaticità e hit che hanno fatto la storia del rock. Senza guizzi autoriali ma con un'armonicità pop che diverte. 

10) La diseducazione di Cameron Post di Desiree Akhavan

Chloë Grace Moretz sgrana i suoi occhioni incredula di fronte ai metodi usati nel centro religioso che dovrebbe "guarirla" dall'omosessualità. Nello sguardo della giovane attrice c'è tutto lo stupore di un'adolescenza che deve scoprirsi ma sa riconoscere bene cosa è giusto e cosa non lo è. Reprimere un amore lesbico, non lo è. Film spruzzato di fresca umanità, vincitore dell'ultimo Sundance. 


I film più belli degli anni passati:

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