Salute

Veronesi: "Entro 15 anni avremo il primo giorno senza cancro"

A "Roma Incontra" l'oncologo presenta il suo libro. Panorama.it lo ha intervistato in esclusiva: "La ricerca ha fatto passi da gigante, ma serve fare un ulteriore, grande sforzo. Il giorno che sconfiggeremo definitivamente il cancro è vicino, ed è più che un utopia", dice Veronesi.

Umberto Veronesi, credits Agrpress Marino Paoloni

"Oggi sappiamo che ci sarà un giorno in cui potremo dire che per un tumore non si muore più. Questo giorno potrebbe essere tra 15 anni. Non è un'utopia: è giusto essere prudenti, ma mi sento di poter dire che presto controlleremo tutte le cause del cancro". Parole di speranza che Panorama.it raccoglie in esclusiva da Umberto Veronesi, una vita dedicata alla ricerca sul cancro e attuale direttore scientifico dell'istituto europeo di oncologia. L'occasione è la presentazione del suo libro "Il primo giorno senza cancro", il racconto di una vita, in cui parla di come ha "normalizzato" il tumore. Lo fa all'Ara Pacis, a Roma, nell'ambito di "Roma Incontra", la kermesse ideata da Enrico e Iole Cisnetto.

"Questo libro è la mia storia. Sono entrato per la prima volta all'Istituto tumori di Milano quando ancora frequentavo il quarto anno di università: da allora ho avuto una folgorazione e ho voluto occuparmi di cancro e di come trovare un rimedio per tutte queste persone che soffrono" dice Veronesi. "La ricerca ha compiuto passi da gigante, soprattutto negli ultimi dieci anni, grazie anche a farmaci intelligenti capaci di agire sul dna. Dobbiamo proseguire su questa strada per arrivare un giorno a colpire e distruggere soltanto le cellule staminali tumorali".

Con Veronesi e Cisnetto, che fa da moderatore e padrone di casa, ci sono anche Alessandro Cecchi Paone e Vittorino Andreoli. Lo psichiatra elogia il libro perchè "serve anche per la mente e per l'aspetto psicologico della malattia". E aggiunge: "Oggi sappiamo che non bisogna togliere la malattia solo dal corpo, ma anche dalla mente e Veronesi riesce a umanizzare questo aspetto con una carezza, simbolo di comunicazione profonda tra medico e paziente, ancora troppo spesso dimenticata da molti luminari. A Veronesi va dato anche il merito di aver liberato dal concetto medioevale che è la mente che genera il tumore e che è una punizione divina. Ecco perchè questo libro si sarebbe potuto tranquillamente chiamare Speranza".

Veronesi parla della sua laicità, della sua battaglia per un'alimentazione sana, di un mondo senza fumo. Il discorso scivola sulla ricerca dei MiRna, i frammenti di genoma rilasciati nel sangue dal tumore. Questa via può diventare uno strumento di diagnosi  superprecoce per individuare con sempre maggior anticipo il tumore. Per  ora, questi marcatori sono stati individuati per il tumore del polmone, ma è  ragionevole pensare che li scopriremo anche per le altre forme.

"Quando avverrà, potremo davvero cominciare a fare il conto alla rovescia per immaginare un giorno senza cancro" conclude Veronesi a Panorama.it. "Ma serve ancora tanta prevenzione. In tutti questi anni, da zero a cento, mi hanno ascoltato venticinque, soprattutto per il fumo, contro il quale sono mancate vere e proprie campagne da parte degli stati che invece da fumo ci guadagnano. E poi la comunicazione. Quella fatta dalle donne che hanno avuto un tumore e ce l'hanno fatta, quella delle associazioni dei volontari, quella tra medico e paziente. Serve creare l'environment, ovvero il clima giusto in famiglia, sul posto di lavoro, con se stessi per accettare la malattia, capire a cosa si va incontro e dire: io ce la devo fare".

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