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Scienziati a caccia di corpi celesti con gli anelli: così cambia la nostra conoscenza del cosmo

Scienziati a caccia di corpi celesti con gli anelli: così cambia la nostra conoscenza del cosmo
Nasa, L. Maquet, LTE

Il telescopio spaziale Webb conferma: oltre a Saturno e ad altri pianeti conosciuti, queste formazioni si trovano anche vicino a un piccolo asteroide

Un mistero spaziale prezioso per la ricerca spaziale è stato svelato il telescopio James Webb (Jwst): gli astronomi hanno scoperto che il sistema di anelli di Chariklo, un minuscolo corpo del sistema solare, è più interessante di quanto si potesse pensare. Chariklo orbita intorno al Sole tra Saturno e Urano a una distanza pari a circa 17 volte quella tra la Terra e il Sole e, nonostante abbia un diametro di soli 250 chilometri, esso appartiene alla famiglia di asteroidi dei Centauri e possiede due anelli molto spessi, simili a quelli di Saturno.

Le peculiarità degli anelli del «nuovo Saturno»

Finora, l’umanità era a conoscenza del fatto che tali formazioni fossero presenti anche intorno a Urano, Nettuno e Giove. Tuttavia, l’asteroide Chariklo e il più piccolo Chirone dimostrano che anche i corpi di dimensioni estremamente ridotte possono sviluppare questa caratteristica.

Ora, grazie all’incredibile sensibilità radio-ottica del Jwst, gli scienziati sanno che gli anelli di Chariklo presentano caratteristiche ancora più insolite di quanto emerso dalla loro scoperta iniziale, avvenuta nel 2013 in forma di ipotesi. La squadra dei ricercatori attiva presso l’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia (Iaa-Csic) aveva iniziato a osservare Chariklo con il Jwst nell’ottobre 2022, utilizzando una tecnica nota come «occultazione stellare», che misura la diminuzione della luce di una stella quando un oggetto le passa davanti. La ricerca del team è stata pubblicata martedì 9 settembre sulla rivista Science Advances.

Poco prima, in un comunicato, il responsabile del gruppo di scienziati, il professor Pablo Santos-Sanz, aveva dichiarato: «Confrontando le osservazioni del Jwst con quelle ottenute durante altre occultazioni stellari nell’ultimo decennio, abbiamo riscontrato variazioni opposte nei due anelli, con quello interno che mostra un’opacità significativamente maggiore rispetto a quello esterno».

Come cambierebbe la nostra conoscenza del cosmo

Pare, dunque, che le variazioni osservate negli anelli dell’asteroide suggeriscano che esso sia soggetto a dinamiche fisiche più complesse di quanto ipotizzato in precedenza. Si tratta di un aspetto importante, poiché in passato si riteneva che i piccoli corpi celesti possedessero anelli relativamente stabili.

«I nostri risultati ci costringono a ripensare a come si formano gli anelli, come si evolvono e quali meccanismi ne mantengano la stabilità», aveva affermato Santos-Sanz, il quale aveva anche spiegato: «La capacità di rilevare questi cambiamenti apre una nuova finestra per comprendere l’evoluzione di questi sistemi e, forse, quella di altri sistemi con anelli nel sistema solare. Raggiungere questo obiettivo ha richiesto una conoscenza straordinariamente precisa dell’orbita di Chariklo e della traiettoria dello stesso Jwst attorno al punto di Lagrange L2, una regione dello spazio situata a circa 1,5 milioni di chilometri oltre la Terra, sul lato opposto rispetto al Sole».

L’asteroide viaggiava a una velocità di 2,5 chilometri al secondo rispetto al Jwst, cioè incredibilmente elevata per gli standard terrestri, ma relativamente bassa per oggetti che viaggiano nel sistema solare. Questa condizione è stata fondamentale per permettere l’osservazione degli anelli di Chariklo con un livello di dettaglio senza precedenti.

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