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Salute

Un anno di test delle cellule tumorali nel sangue

A dodici mesi dall'introduzione in Italia, ne parliamo con il professor Rigatti, chirurgo di fama internazionale

A circa un anno dall’introduzione in Italia di del test delle cellule tumorali circolanti nel sangue facciamo il punto con il professor Patrizio Rigatti, uno dei massimi esperti italiani in urologia e chirurgo di grande fama in forza all’Istituto Auxologico Italiano e alla Fondazione Istituto Giglio di Cefalù.

Il test è molto utile, fra le altre cose, per diagnosticare la probabilità di avere metastasi e quindi per pazienti che hanno subito un’operazione di tumore e vogliano conoscere il rischio di recidive.

Come è noto le metastasi possono formarsi perché le cellule del tumore primitivo penetrano nel sistema sanguigno e possono quindi proliferare in altri organi o sistemi prima che possano essere viste con gli esami tradizionali.

Professor Rigatti, ci spiega a cosa serve questo test?
Il test delle cellule tumorali circolanti è indicato nei casi di ripresa di malattia. Infatti è molto utile per sapere se la terapia effettuata sta avendo efficacia. Non solo ma la sua utilità sta anche nella sua capacità di diagnosticare precocemente una metastasi successiva all’insorgenza di un tumore. Queste cellule possono circolare ben prima che gli esami tradizionali ci possano far scoprire la presenza di una metastasi.

Come lo usate in urologia?
Facciamo il caso del tumore alla prostata. Dopo averlo trattato con una terapia radicale può accadere che i valori del Psa (il valore dell’antigene prostata-specifico che serve da indicatore dello stato di salute della prostata) mutino in un modo che desti sospetti. Allora, oltre gli esami classici da utilizzare, il test alle cellule tumorali circolanti se positivo ci permette di concludere che c’è in atto una ripresa di malattia (metastasi).

Altri esempi?
Il test è nato per il tumore della mammella, successivamente i test sono stati estesi alla prostata dai genetisti dell’Ieo (Istituto Europeo di Oncologia di Milano).

Di questo test comunque possono attualmente beneficiare pazienti che hanno tumore al colon, seno e prostata. Si spera che possano essere disponibili nel prossimo futuro anche per altri tipi di tumore.

Ci spiega il meccanismo di questo test?
Il test misura la presenza e la quantità di cellule tumorali nel sangue. Se il test è positivo significa che le cellule tumorali sono migrate da un certo organo e circolano nell’organismo.

Non sempre può essere positivo e questo può dipendere dalle caratteristiche delle linee cellulari che caratterizzano il tumore. E’ comunque molto utile e facile da eseguire.

Che differenza c’è con il test Psa?
Test come il Psa misurano la concentrazione di certe glicoproteine e forniscono solo una probabilità che vi sia un tumore.

Nel caso del PSA vi possono essere falsi positivi, invece nel caso del test delle cellule circolanti i risultati dicono se ci sono o non ci sono cellule tumorali a partenza dalla prostata.

Dove è disponibile questo test?
In alcuni centri del nord e anche al sud, per esempio qui al San Raffaele Giglio di Cefalù, dove mi trovo adesso.

La genetica come ci viene in aiuto oggi?
Moltissimo. E’ noto che circa il 40 per cento dei pazienti con tumore alla prostata può avere geni alterati che possono dare origine al tumore. Oggi è possibile per ogni paziente fare una cartella di rischio genetico ovviamente fatta sui genitori e parenti stretti che quantifica la probabilità di tumore. Questo è fatto sulla base della presenza di geni come i Bcar1 e Bcar2 ed altri.

Si può eseguire all’Ospedale Auxologico di Milano e la Regione Lombardia lo fa gratis per coloro i quali hanno una linea cellulare familiare alterata (è quindi a rischio). Altrimenti costa intorno ai mille euro.

Un’ultima curiosità: lei ha effettuato circa 50mila interventi e nel corso della sua carriera il modo di operare è cambiato molto grazie all’introduzione dei robot in sala operatoria. Chi è oggi il bravo chirurgo?

Guardi, oggi come un tempo conta ancora la mano e l’esperienza. E’ un po’ come per gli artigiani, esistono quelli che sanno usare le proprie mani più efficacemente di altri.

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