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Garlasco, le undici morti (molto sospette) legate all’omicidio di Chiara

Garlasco, le undici morti (molto sospette) legate all’omicidio di Chiara

Undici decessi mai del tutto chiariti, tutti legati da un filo invisibile al delitto di Garlasco. Cosa sappiamo davvero

Tante, troppe le strane morti legate a Garlasco negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi. Undici persone. Tutte morte in circostanze opache, tutte legate, in modi diversi, al delitto di Chiara Poggi e all’orbita di Andrea Sempio. Può essere una coincidenza. Può essere la distorsione ottica che produce ogni caso mediatico, quando si finisce per cercare connessioni ovunque. E tuttavia, ogni numero e ogni dettaglio in un caso così complesso meritano la massima attenzione.

I decessi più conosciuti a livello mediatico

Giovanni Ferri aveva 88 anni quando venne trovato morto il 23 novembre 2010. Era in pensione, faceva il meccanico. Il suo corpo fu rinvenuto in uno spazio ristrettissimo, con la gola e i polsi tagliati. L’arma non c’era. La moglie ha sempre escluso il suicidio. Gli inquirenti, invece, conclusero esattamente quello: si era tolto la vita. Un elemento, però, non poteva passare inosservato: Ferri era il vicino di casa di Andrea Sempio.

Due anni dopo, nel 2012, morì Corrado Cavallini, medico di base a Garlasco, scoperto senza vita nella sua abitazione di Vigevano. Cavallini era il medico di famiglia sia dei Sempio sia di Giovanni Ferri. Aveva assistito la moglie del meccanico dopo la misteriosa morte di quest’ultimo. Per gli investigatori, rappresentava il trait d’union tra il caso Ferri e l’omicidio di Chiara Poggi.

Il caso che fece più rumore è quello di Michele Bertani, amico d’infanzia di Sempio, trovato impiccato nel 2016. La conduttrice Federica Panicucci, nella puntata di Mattino Cinque dello scorso 15 aprile, ha richiamato l’attenzione su un dettaglio tecnico: il nodo del cappio sarebbe estremamente difficile da realizzare da soli. Poco prima di morire, Bertani aveva pubblicato frasi enigmatiche sui social. Una su tutte: «la verità sta nelle cose che nessuno sa». Da qui, i sospetti (giustificati) sulle dinamiche della morte.

Le altre strane morti collegate a Garlasco

Diego Portinari aveva 27 anni quando fu trovato morto in casa nel 2008. Era lui ad aver scoperto, in un canale vicino a Garlasco, un sacco con indumenti ritenuti in un primo tempo sporchi di sangue. Il ritrovamento del corpo risaliva a tre giorni prima della scoperta: nessuno se n’era accorto.

Sasha Pinna, amico di Marco Poggi e di Sempio, morì nel 2014 nella dependance di casa sua. Si parlò di suicidio, ma circolarono voci su presunti inseguimenti nei giorni precedenti. Alfonso Generale, figlio di un ristoratore locale, fu trovato morto in giardino nel 2008 con contusioni al volto e sangue: archiviato come malore. Bruno Gioncada, agricoltore, morì nel 2007 per inalazione di gas di scarico. Insieme a lui, fu trovata morta Teresa Siciliano. Il geometra Flaviano Casiraghi, 24 anni, morì nel 2008 per un colpo di pistola. Romeo Braj si tolse la vita nel 2013 a 37 anni. E infine Enrico Ramaioli, 25enne rinvenuto senza vita. sotto una torre dell’acquedotto con farmaci in tasca.

Nessuna di queste morti è stata formalmente collegata all’omicidio di Chiara Poggi. Le indagini, caso per caso, hanno prodotto conclusioni che vanno dal suicidio al malore. È comunque giusto notare come questi undici decessi, distribuiti in un arco di nove anni, gravitino tutti attorno alle stesse persone e allo stesso paese. Potrebbe essere un caso. Oppure no.

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