Ognuno ha i suoi mostri

Chi l’ha detto che quelli simpatici devono essere per forza i buoni? Mio figlio minore non la pensa così. Giovanni, da quando ha cominciato a guardare i cartoni animati, ha sempre di gran lunga preferito i cattivi. Ne Il Re …Leggi tutto

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Andrea Polo

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Chi l’ha detto che quelli simpatici devono essere per forza i buoni? Mio figlio minore non la pensa così. Giovanni, da quando ha cominciato a guardare i cartoni animati, ha sempre di gran lunga preferito i cattivi. Ne Il Re Leone fa il tifo per lo zio Scar (che ha peraltro ucciso il padre del protagonista, quindi questa predilezione capite bene non mi lascia tranquillissimo!), se si vede la Bella e la Bestia il suo personaggio preferito è Gaston (che a differenza della Bestia ha arco e frecce, quindi assume subito lo status di idolo per il mio piccolino) e via dicendo. L’unica cosa buona, in tutto ciò, è che nessuno di questi personaggi lo ha mai spaventato, e in questo modo Giovanni è cresciuto fino ad oggi. Cresciuto forse un po’troppo agli occhi miei e di sua madre che, ciclicamente, ci sentiamo in colpa pensando di trattarlo in maniera diversa da quanto non accadde col fratello e, sia pur involontariamente ed inconsciamente, facendogli saltare alcuni passaggi della sua infanzia. Già, perché avere un fratello maggiore ha una serie di conseguenze, la prima delle quali il fatto che, se come accade a Giovanni e Marco piace stare assieme, sia il minore ad adattarsi ai cartoni che vede il maggiore e non viceversa.

Ecco quindi che Winnie The Pooh non ha mai fatto parte della vita di Giovanni, ma gli Avengers, che lui chiama rispettivamente Mechila (Capitan America), Signor Uk (L’Incredibile Hulk), AIOMEN (Iron Man) e Tol (Thor), sono fra i suoi primi compagni di schermo. Un bel giorno, spinto anche dalle osservazioni di mia moglie che continuava a lamentarsi del fatto che i bambini giocassero continuamente a fare combattimenti, decido di porre fine alla situazione e con un abile stratagemma riesco a sostituire il DVD di Kung Fu Panda con quello dei tre porcellini. Dopo un breve momento di protesta, i disegni e le canzoncine del classico Disney conquistano Giovanni che chiede di rivedere decine di volte i fratellini che corrono, scappano e alla fine vincono sul lupo.

Lui osserva il tutto, ride e, in alcuni momenti, addirittura balla. È fatta mi dico, il percorso verso un corretto e parco utilizzo dei cartoni animati è ri-avviato alla normalità, e già pregusto interminabili maratone di Barbapapà, Pimpa e Giulio Coniglio degni di una retrospettiva di Kurosawa in un qualunque cinema d’essai. Fino alla notte. Giovanni va a letto tranquillo, ma dopo qualche ora inizia il dramma; pianti, incubi, chiamate continue e alle 6, sfiancati dal continuo andirivieni e cercando di non far svegliare anche Marco, ci alziamo e lo portiamo in cucina.

Lui si aggrappa alla mamma e continua a singhiozzare: “Mamma, c’era il lupo dei porcellini che mi inseguiva”…. Al diavolo Ezechiele, da domani si torna al Signor Uk!

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