L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano è un romanzo di cui si conoscono al momento soltanto poche pagine, nemmeno capitoli. La pubblicazione dell’atto di avviso di garanzia nei confronti del designatore Gianluca Rocchi, poi auto sospesosi dall’incarico, ha sollevato il velo su un’indagine che si evince partita oltre un anno prima del 25 aprile 2026. Non, dunque, la reazione alla presentazione della lettera esposto da parte dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, datata maggio 2025, ma precedente e innestata su atti o testimonianze che per ora rimangono coperte.
E’ utile, però, provare a seguire le tracce del lavoro del pubblico ministero Maurizio Ascione come bussola per orientarsi e cercare di capire cosa potrà accadere sia a livello penale che, nell’immediato, per la giustizia sportiva. Va ricordato che il sistema giudiziario sportivo è autonomo rispetto a quello ordinario e si muove secondo regole e tempistiche molto differenti, rapide e con una sostanziale inversione dell’onere della prova.
Tutti i protagonisti dell’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri
Ecco l’elenco dei personaggi che stanno entrando nelle pagine dell’inchiesta sul sistema arbitrale. Per tutti, fino a svelamento dei dettagli, esistono alcuni margini di interpretazione perché i nomi emergono e bisogna ricostruire il ruolo e anche l’attuale posizione all’interno del puzzle che va componendo il pm Ascione:
Gianluca Rocchi
Designatore della Serie A e Serie B nelle stagioni dal 2021 al momento dell’auto sospensione il 25 aprile 2026 a seguito della ricezione dell’avviso di garanzia con invito a comparire per interrogatorio. L’ipotesi di reato che lo riguarda è frode sportiva in concorso e si riferisce, per quanto contenuto nell’avviso, a tre capi di imputazione: l’interferenza in Sala Var in occasione della concessione di un calcio di rigore in Udinese-Parma (1 marzo 2025) e l’accordo per garantire all’Inter arbitri graditi nel finale della stagione 2025/2026: la designazione di Colombo per Bologna-Inter (20 aprile 2025) e quella di Doveri per la semifinale di ritorno della Coppa Italia contro il Milan (23 aprile 2025) così da non rendere possibile una sua chiamata per l’eventuale finale essendo Doveri, secondo il pm, un arbitro sgradito al club nerazzurro.
Questi due capi di imputazione si riferiscono a un incontro avuto da Rocchi durante la semifinale d’andata della Coppa Italia Milan-Inter disputata a San Siro il 2 aprile 2025. L’episodio è circostanziato in quella sede e in quel momento.
Andrea Gervasoni
Fino al 25 aprile 2026 supervisore del Var per la Serie A, uomo fidato di Rocchi nella commissione arbitrale. E’ indagato dalla Procura di Milano per l’ipotesi di reato di frode sportiva in concorso con altre persone. Nel suo caso il pm contesta una presunta interferenza in Sala Var nel corso della partita di Serie B Salernitana-Modena (8 marzo 2025): una “bussata” per far modificare al Var Nasca e all’aVar Paterna la decisione di non intervenire in occasione di un episodio da calcio di rigore non valutato correttamente in campo dall’arbitro Giua.
Daniele Paterna
Arbitro varista presente in Sala Var come Var principale in occasione di Udinese-Parma (1 marzo 2025), partita in cui secondo il pm Ascione Rocchi avrebbe interferito con l’attività arbitrale segnalando la necessità di mandare l’arbitro Maresca all’OFR (on field review) per la concessione di un penalty a favore dell’Udinese. E’ indagato per false informazioni fornite al pubblico ministero durante un colloquio avuto nei mesi scorsi, iniziato da semplice persona informata dei fatti e finito con l’iscrizione nel registro degli indagati. Negò l’interferenza di Rocchi.
Luigi Nasca
Arbitro e addetto al Var, presente nella Sala Var a Lissone in due occasioni che sono all’interno dell’inchiesta della Procura di Milano. Era Var l’8 marzo 2025 per Salernitana-Modena, partita in cui viene contestata a Gervasoni la presunta interferenza per far assegnare un calcio di rigore perso in campo, e c’era anche in occasione di Inter-Verona del 6 gennaio 2024. E’ il match finito nel mirino della Procura di Milano per l’esposto di un avvocato tifoso del Verona. La partita era stata al centro di furiose polemiche per un fallo non fischiato a Bastoni nell’azione del gol del 2-1 di Frattesi: Rocchi e l’AIA avevano pubblicamente ammesso l’errore.
Rodolfo Di Vuolo
Arbitro varista con all’attivo decine di presenze in Sala Var per partite di Serie A e Serie B. Secondo il quotidiano Repubblica è stato sentito nei mesi scorsi dalla Procura di Milano perché svolgeva le funzioni di aVar (assistente al Var) il 6 gennaio 2024 in occasione della partita Inter-Verona finita nelle indagini per le polemiche seguite il mancato annullamento della rete della vittoria dell’Inter, viziata da un fallo di Bastoni sul veronese Duda.
