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Dragomira, la badante di Guzzanti (e di Paolo Mieli)

Parla Evelina Meghnagi, la rivelazione della serie Dov'è Mario, che segna il ritorno in tv di Corrado Guzzanti

Dragomira_Guzzanti-e-Evelina-Meghnagi

Antonella Piperno

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La deflagrante referenza da "badante di Paolo Mieli, assistito fino alla fine" con cui viene introdotta nella serie, sarebbe già bastata, da sola, a lanciare Dragomira, l’infermiera rumena "poetessa fuggita dal regime di Ceausescu" che in Dov’è Mario, mancato Mieli, si occupa del celebre intellettuale Corrado Guzzanti/Mario Bambea dopo l’incidente che gli ha scisso la personalità, affiancandogliene una da comico pecoreccio.

Evelina Meghnagi ha fatto il resto: con la sua maschera irresistibile, l’immobilità del volto, le  sue lugubri poesie rumene, il tenere magistralmente testa a Guzzanti sia  nella versione radicalchic, sia in quella del volgare, razzista e politically scorrect  Bizio Capoccetti, Evelina/Dragomira, che Guzzanti pronuncia con l’inevitabile "erre moscia" di certi intellettuali televisivi, è decisamente la rivelazione della serie.  

Nella vita reale Meghnagi di rumeno non ha proprio nulla. Mentre poetessa un po’ lo è, musicalmente parlando. E’ una tripolina cresciuta a Roma, dov’è arrivata nel ’67 con l'ondata di ebrei libici in fuga dal regime di Gheddafi e finora era nota soprattutto come interprete di world music, specializzata in canti sefarditi. Mentre su Sky Atlantic andava in scena la prima puntata di Dov’è Mario lei era a Padova per il concerto Seeds of peace, semi di pace, dove si è esibita insieme a un’artista musulmana e a un’altra cattolica. E quindi è volata a Cuba, per il coté musicale di un festival di poesia sudamericana.

Scusi, ma che c'azzecca lei con Guzzanti?

Fino a ieri niente, lo conoscevo solo da spettatrice. Però oltre che ufficialmente cantante, segretamente sono anche attrice. Nei miei trent'anni di carriera ho lavorato un po’ a teatro, diretta da Mauro Bolognini, Luca Ronconi, Maurizio Scaparro: nelle Memorie di Adriano Giorgio Albertazzi era la voce recitante, musiche e canti erano  miei. E poi ho all'attivo anche qualche incursione nel cinema, con Alessandro Benvenuti e con Nichita Michalkov, in Oci Ciornie.

A Dov’è Mario come è arrivata?

Con un normale provino, l'estate scorsa. Avevano formato tutto il cast, mancava solo la badante. Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato che volevo assolutamente quella parte. Il primo test con gli assistenti è andato bene, e poi sono piaciuta anche al regista e agli autori.

Quell'irresistibile accento rumeno da dove lo ha tirato fuori?

Sono andata a lezione da una docente di rumeno e poi ho frequentato un po' di colf, amiche della mia, che però è moldava.
Il mondo delle badanti lo aveva mai avvicinato prima di incarnarsi in una di loro?

Un'altra moldava ha assistito mia madre nei suoi ultimi due anni di vita. Sono spesso persone misteriose, si prestano a compiti umili lasciandosi alle spalle vite culturalmente fertili. Mia madre la trovava dura e di poche parole, un po' come la mia Dragomira. Poi si è aperta e ho scoperto che era stata preside di un liceo, mi chiedeva sempre di prestarle dei libri e ancora oggi siamo in contatto.

Sono un po' i concetti della moglie ultrasnob di Bambea che parlando di Dragomira alla sua cerchia di amici raffinati, spiega teatralmente che è la più adatta ad occuparsi di suo marito perché «ha sofferto molto nella vita, sa cosa vuol dire soffrire». Non sarà che anche lei appartiene al mondo degli intellettuali radicalchic, bersagli della satira di Guzzanti?

Macché. E’ solo un mondo che sfioro spesso, per il mio lavoro. Ma i miei veri amici, quelli che amo vedere, sono altri. Non frequento un universo specifico, nella mia cerchia c'è qualche musicista, ma anche gente che si occupa di tutt'altro.

Il rapporto con Guzzanti com'è stato?

E' subito scoppiata una grande complicità.  In una scena complicata, all'interno di un camerino ci siamo trovati a suggerirci le battute. Abbiamo girato insieme nove settimane, non aggiungo il mezzo perché la battuta sarebbe troppo facile, e ci siamo divertiti parecchio.

Si vede. Bambea a parte, qual è il personaggio di Guzzanti che l’ha più divertita?

Ho una predilezione perversa per padre Pizarro, il monsignore che parla in romanesco. Perversa perché gli faceva dire cose terribili, tipo «proporremo di togliere i punti della patente alle ragazze che abortiscono».

E della sua Dragomira cosa le piace?

Anche lei dice cose terribili. E rimette a posto Guzzanti comico quando si lascia andare a battutacce con il cliché dei rumeni ladri. Ma mi piace soprattutto che sia "doppia" anche Dragomira come l'intellettuale che si trasforma in comico da avanspettacolo. E' una badante e una poetessa ed è anche l'unica a conoscere il segreto della sdoppiamento di Bambea. Senza rivelarlo a nessuno, anzi prestandosi a fargli da spalla nel teatrino off dove tiene i suoi monologhi comici.

La fisicità imponente è un elemento decisivo del personaggio, lei come la vive?

All'anteprima ero preoccupata perché sullo schermo appaio più grassa di come sono: i costumisti sono stati impietosi, mi hanno vestito con gonnone dritte sotto il ginocchio, camici e magliettone informi. Un disastro. Nella vita ho provato centinaia di diete, adesso vorrei riprovarci. Non per diventare magra, ma per perdere quelli che sono davvero di troppo.

Dopo Dov’è Mario da che parte vuole andare?

Spero che ci sia ancora la tv.

Senta, ma Paolo Mieli non si è arrabbiato?

Prima di metterlo nel curriculum da badante di Dragomira gli autori hanno chiesto il suo consenso. Lui ha accettato. So che un altro, prima di lui, aveva posto il veto.


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