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(Lockeed Martin)
Difesa e Aerospazio

I missili Atacms sono già nelle mani di Kiev ma non cambieranno l'esito della guerra

I missili a lungo raggio renderanno più difficile l'avanzata di Mosca ma di certo per la vittoria finale cambierà poco

Evitiamo l'ipocrisia e non illudiamo chi di armi se ne intende poco: neppure i missili Atacms che gli Usa hanno fatto arrivare dal marzo scorso in Ucraina e che le forze di Kiev hanno già usato per colpire i russi in Crimea, risolveranno la guerra. Anzi, rischiano di estendere il fronte andando a colpire obiettivi all'interno dei territori controllati da l'una e dall'altra parte. Vero è che tra sigle e nomi, con tutti questi sistemi d'arma si rischia di fare grande confusione, serve perciò un breve chiarimento. Washington ha mandato al governo Zelensky gli Mgm-140 “Army TACtical Missile System”, da qui la sigla Atacms, ovvero un missile tattico superficie-superficie – quindi non aviolanciabile - appartenente alla categoria di quelli balistici a corto raggio (famiglia degli Srbm, che per il trattato Usa-Russia ora scaduto non potevano superare la gittata di 500 km). In particolare, si tratta di armi entrate in servizio a partire dal 1991 con l'esercito statunitense, prodotte da Lockheed-Martin in varie versioni e varianti con gittate che variano da 140 a 300 km. Cioè Kiev oggi ha la versione con maggiore autonomia di quelli già inviati nell'autunno scorso che potevano arrivare a colpire non oltre i 160 km, poiché la Casa Bianca era preoccupata che attaccando i russi sul loro territorio il conflitto avrebbe visto un'escalation pericolosa, invitando Mosca ad autorizzare l'uso di ordigni più potenti, fino alle atomiche tattiche.

Per cambiare idea è evidente che le condizioni sono differenti da allora: Mosca avanza, le elezioni americane si avvicinano e l'intelligence Usa ha avuto più tempo per studiare le contromosse di Putin.

Tornando agli Atacms, si tratta di oggetti lunghi quattro metri, dal diametro di 61 cm, ali larghe 1,5 metri, che pesano 1.300 kg l'uno trasportando una submunizione M-74, cioè una delle cose più orrende create dalla mente umana, una carica che esplodendo scaglia il materiale di circa mille granate ad altissima velocità distruggendo tutto ciò che c'è intorno. E siccome l'effetto letale massimo si ha per un raggio di 15 metri su 150 metri d'errore massimo rispetto al centro del bersaglio (se il Gps è disturbato il missile utilizza la piattaforma inerziale non altrettanto precisa), è facile comprendere quali terribili effetti esso possa avere quanto a effetti collaterali. La spoletta è a tempo rispetto alla traiettoria e la testata possiede anche un limitato potere incendiario. Qualora siano della versione con gittata aumentata, gli Atacms hanno a bordo una carica bellica di peso ridotto (il resto del carico utile è dedicato al combustibile solido), ma che comunque è pari a circa 275 granate, oppure è armata con sub-munizioni ottimizzate per la distruzione di veicoli blindati (definite di tipo Bat), con un sensore acustico e uno all'infrarosso. Il primo distingue il rumore del carro da colpire, il secondo viene attratto dal calore emesso dal suo motore. La testata perfora la blindatura ed esplode all'interno del carro incenerendo mezzo ed equipaggio.

Gli Atacms nacquero per sostituire gli obsoleti missili Lance che furono in servizio dagli anni Settanta ai Novanta con la missione di colpire le postazioni missilistiche nemiche, gli aeroporti, le infrastrutture, i comandi eccetera. Con l'evoluzione delle armi e dei sistemi elettronici avvenuta negli anni Ottanta, nonché il cambiamento degli scenari geopolitici, i sistemi di guida si rivelarono obsoleti e l'efficacia dei Lance risultò in fretta insufficiente, così come la potenza della loro testata di guerra. Gli Atacms, oltre a essere più moderni, hanno la caratteristica di poter essere trasportati più velocemente e facilmente su veicoli lanciatori rapidi (definiti Mlrs). Questi sono capaci di trasportarne una coppia e di lanciarla su obiettivi diversi in circa venti secondi dall'attivazione, ma diventano automaticamente anche i bersagli dell'aviazione e dell'artiglieria russa. Il cuore degli Atacms è il sistema di guida e controllo (Gcs) che fornisce dati di posizione, rotta, puntamento, stato dell'arma eccetera, comunicando il tutto al centro di controllo che lo ha lanciato. Il motore è a propellente solido mentre il sistema di orientamento si basa appunto sul Gps oppure sulla piattaforma inerziale di cui i missili sono dotati, che seppure sia di nuovo tipo rappresenta un congegno di concezione del Dopoguerra. All'Ucraina al momento non sono stati consegnati Atacms in versione Block IV-A in dotazione alla Marina Usa e modificati per la penetrazione degli scafi, con testata di 180 kg e gittata di 300 km, ma neppure i nuovi Block IV-B con raggio d'azione di 500 km.

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Sergio Barlocchetti

Milanese, è ingegnere, pilota e giornalista. Da 30 anni nel settore aerospaziale, lo segue anche in veste di analista. Docente di materie tecniche presso la scuola di volo AeC Milano è autore di diversi libri.

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