F16
(Usaf)
Difesa e Aerospazio

F-16alla Turchia? Per gli Usa non è il momento

Usa: l’assenso turco per la Svezia nella Nato non basta, Washington temporeggia sui nuovi F-16 di Erdogan

I rapporti Usa-Turchia restano tesi. La settimana scorsa il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva inviato al parlamento turco i protocolli di ratifica per l’adesione della Svezia alla Nato. Pare però che ciò non sia stato sufficiente per sbloccare la vendita del valore di venti miliardi di dollari per 40 nuovi velivoli F-16 richiesta da Ankara, questo perché i quattro principali legislatori statunitensi che dovrebbero dare l’ok agli aerei da combattimento della serie “Block 70” verso la Turchia stanno esprimendo preoccupazioni su altre questioni non correlate all’ingresso di Stoccolma nell’Alleanza.

I presidenti e i componenti di alto grado delle commissioni per gli Affari esteri, sia del Senato sia della Camera, possono bloccare unilateralmente la vendita e, stando a quanto emerge dai media Usa, almeno due di loro non intendono firmare l’atto di assenso alla fornitura. Giovedì scorso il presidente della Commissione per le relazioni estere del Senato, il democratico Ben Cardin, aveva detto ai giornalisti di essere lieto di vedere la Turchia muoversi positivamente sulla candidatura della Svezia alla Nato, sottolineando: “E’ chiaro che dovevano farlo prima che potessimo prendere in considerazione la vendita di armi; ma ci sono altre questioni che valutiamo riguardo alla fornitura di F-16, come l’uso dei sistemi d’arma, le questioni relative ai diritti umani e le preoccupazioni che abbiamo sulla posizione della Turchia a proposito del conflitto arabo-israeliano. Quindi ci sono altri problemi che esamineremo nei prossimi giorni con la Casa Bianca.”

Di fatto il Dipartimento di Stato americano deve ancora notificare formalmente al Congresso la vendita degli F-16 alla Turchia, ma nel luglio scorso il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan aveva dichiarato che l’amministrazione Biden avrebbe portato avanti l’accordo soltanto dopo che Erdogan avesse accettato di allentare la sua posizione negativa sull’adesione svedese nell’alleanza Atlantica. L'ufficio del presidente della commissione per gli affari esteri della Camera, Mike McCaul, Repubblicano del Texas, non ha risposto ad una richiesta di commento da parte della stampa mentre un portavoce del deputato Gregory Meeks di New York, il massimo esponente democratico della Commissione per gli affari esteri della Camera, ha detto che il membro in carica “Attende con impazienza la ratifica da parte del parlamento turco dell’adesione della Svezia alla Nato, così come la cessazione degli attacchi contro i partner statunitensi nella regione, una maggiore cooperazione per contrastare i flussi finanziari illeciti russi e l’allentamento delle tensioni nell’Egeo e in Siria”.

Il riferimento è agli attacchi aerei turchi che hanno bombardato le infrastrutture civili nella Siria nord-orientale controllata dai curdi, tagliando l’acqua e l’elettricità in gran parte della regione. Tali attacchi, secondo l’amministrazione guidata dai curdi e sostenuta da circa 900 soldati statunitensi di stanza in Siria, avrebbero causato la morte di almeno 218 civili. La Turchia ha lanciato la sua ultima campagna contro la Siria nordorientale all’inizio di ottobre dopo che un gruppo legato al Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), affiliato all’amministrazione guidata dai curdi nel nordest della Sira, ha attaccato il Ministero degli Interni ad Ankara ferendo due ufficiali. Quanto ai caccia desiderati da Erdogan, la Turchia ne ha già utilizzati di identici ma di dotazione meno aggiornata proprio durante i suoi precedenti attacchi aerei nel nordest della Siria, schierando alcuni esemplari in Azerbaigian durante la guerra del 2020 con l’Armenia per la regione contesa del Nagorno-Karabakh. Gli scontri si conclusero con la vittoria dell’Azerbaigian e più di 100.000 armeni in fuga dall’area, un’operazione che l’Armenia ha descritto come pulizia etnica. Una delle maggiori preoccupazioni turche degli Usa sono poi le ripetute incursioni della Turchia nello spazio aereo della Grecia seppure questa sia anch’essa alleata della Nato, e la sua continua occupazione di Cipro settentrionale. La violazione dello spazio aereo di Atene è una costante negli ultimi cinque anni, tanto che la Forza aerea greca ha intrapreso un programma di ammodernamento dotandosi di velivoli Dassault Rafale presi usati da Parigi. Infine, preoccupata di quanto accade in Medioriente, nelle ultime ore la Giordania ha chiesto agli Stati Uniti di poter schierare i sistemi di difesa aerea Patriot per rafforzare la difesa dei suoi confini a causa delle crescenti tensioni regionali. Il generale di brigata Mustafa Hiyari, portavoce dell'esercito giordano, ha dichiarato alla televisione di Stato: “Abbiamo chiesto alla parte americana di aiutarci a rafforzare il nostro sistema di difesa con i sistemi missilistici di difesa aerea Patriot".

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