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(Ansa)
Tecnologia

Fioccano le multe dell'Antitrust per le big tech. Ma poi nessuno le paga

L'Antitrust Ue ha deciso una multa record da 1,8 miliardi di euro ad Apple per violazioni alle regole sulla concorrenza con i servizi di streaming musicale. Ma non è l'unica. Per vari motivi anche Google, Amazon, Meta e Microsoft sono state sanzionate. Poi però le vertenze si arenano in tribunale.

Quella comminata ad Apple il 4 marzo 2024 è solo l’ultima delle maxi multe che i giganti dell’hi-tech stanno ricevendo dai vari enti regolatori nazionali ed europei. Ammende che i governi chiedono a gran voce per sanare i bilanci dei propri paesi che, però, poi nessuno paga. Proprio così.

Alcuni esempi rendono meglio l’idea della situazione. Apple, che è appena passata agli onori della cronaca per ricevuto un «ticket» record da 1,8 miliardi di euro dall’antitrust Ue per violazioni alle regole sulla concorrenza con i servizi di streaming musicale, sta combattendo da anni in tribunali vari per una multa dell’antitrust francese da 1,1 miliardi di euro. A cui va aggiunto l’ordine di pagare 13 miliardi di euro di tasse all’Irlanda. Il problema è costante, globale. Amazon sta ancora facendo ricorso contro una multa di 746 milioni di euro del 2021. Ma non c’è solo Apple con la sua recente sanzione da 1,8 miliardi sul bamco degli imputati. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, Google ha in ballo una «contravvenzione» da 2,42 miliardi di euro che dovrebbe essere confermata dalla massima corte europea. La Commissione UE aveva multato l’azienda nel 2017 per aver utilizzato il proprio servizio di comparazione dei prezzi per ottenere un vantaggio sleale sui rivali europei più piccoli.

Bad news anche per Microsoft. A gennaio l’antitrust Ue ha dichiarato che l’investimento di oltre 10 miliardi di dollari di Microsoft in OpenAI, produttore di ChatGPT, potrebbe essere soggetto alle norme UE sulle concentrazioni. Qualche caso «virtuoso» c’è. Ma non è per bontà che le multe sono state pagate, piuttosto per mettere a tacere voci negative che creano bad reputation. Nel 2019, Facebook ha pagato una multa record di 5 miliardi di dollari alla Federal Trade Commission (FTC) per lo scandalo Cambridge Analytica. E il gigante dell’e-commerce Alibaba ha comunicato agli investitori che nel 2021 ha immediatamente pagato una multa record di quasi 3 miliardi di dollari alle autorità di regolamentazione cinesi (che non scherzano affatto).

Gli attivisti sostengono che queste aziende sono troppo ricche perché le sanzioni finanziarie abbiano un grande impatto. E c’è un dato che indispettisce più di altri: l’anno scorso, le aziende Big Tech (Alphabet, Amazon, Apple, Meta e Microsoft) hanno ricevuto circa 3,04 miliardi di dollari in multe per aver violato le leggi su entrambe le sponde dell’Atlantico. Basterebbe il loro fatturato dei primi sette giorni del 2024 per saldarle tutte.

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Guido Castellano