L'Italia non sarà testa di serie a Russia 2018: perché il Galles ci ha superato
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L'Italia non sarà testa di serie a Russia 2018: perché il Galles ci ha superato
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L'Italia non sarà testa di serie a Russia 2018: perché il Galles ci ha superato

La sconfitta contro il Portogallo ci condanna a un sorteggio duro. Colpa del ranking Fifa e delle sue regole

Più dello scivolone contro il Portogallo poté l'errore clamoroso di Nainggolan che ha spalancato a Bale la strada per regalare al Galles una vittoria storica. Senza il 'suicidio' sportivo del belga, infatti, anche la sconfitta della squadra di Conte nell'ultimo impegno della stagione non avrebbe probabilmente provocato danni. Invece siamo di nuovo caduti sul più bello e il combinato dei nostri risultati con quelli di Galles e Croazia ci condanna a un sorteggio da brividi nei gironi che devono portare al Mondiale di Russia nel 2018. Non saremo teste di serie tra le europee e, dunque, pescheremo una tra le seguenti nazionali: Germania, Spagna, Belgio, Olanda, Inghilterra, Portogallo, Romania, Galles e Croazia. Il tutto con un regolamento che qualifica solo la prima classificata spedendo le seconde ai rischiosi playoff. Non un bel viatico, così come non lo fu la nostra retrocessione in extremis prima di Brasile 2014 che ci costò un raggruppamento con Inghilterra e Uruguay; che poi si sia stati eliminati dalla Costa Rica è un altro discorso.

Conte: "Non è colpa mia". Ha ragione o torto?

Conte non l'ha presa bene e al termine della sfida di Ginevra, nella quale ci serviva a tutti i costi una vittoria per restare tra le prime nove, ha scaricato la colpa sulla gestione precedente. Ha ragione ma solo in parte e va sottolineato come la grande rimonta del Galles, a occhio la squadra che è più difficile giustificare come presenza davanti agli azzurri, è maturata tutta negli ultimi mesi. Per intenderci, a marzo Bale e compagni erano ancora al numero 37 della lista mondiale mentre noi stavamo molto più in alto. Poi si è rovesciato tutto grazie a un meccanismo che tiene in considerazione i risultati degli ultimi quattro anni, ma privilegia molto quelli più recenti. Può bastare giocare meno, ma in gare ufficiali e contro avversari forti, per fare un balzo avanti significativo. E' quello che è successo ai gallesi e che ci ha beffato per la seconda volta consecutiva.

Come funziona il ranking Fifa?

Per capire cosa è successo bisogna partire dai fondamentali. La Fifa ha ideato un sistema di classificazione che tiene conto dei punteggi degli ultimi quattro anni di tutte le gare internazionali, amichevoli e in competizione. Il loro peso va riducendosi con il passare del tempo e solo quelle degli ultimi dodici mesi sono calcolati nella loro pienezza. Come? Attraverso un meccanismo numerico che viene sintetizzato nella formula M x I x T x C = P. Dove M sta per il punteggio della singola gara (3 punti per la vittoria, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta), I per l'importanza del match (le amichevoli valgono 1, le qualficazioni 2,5 e le gare di un Mondiale 4), T per l'importanza dell'avversario e C per la sua conferedazione d'appartenenza. Il valore 'T' si ottiene sottraendo la posizione del ranking a 200, mentre 'C' è un moltiplicatore fisso che premia le gare contro sudamericane (1,00) ed europee (0,99) rispetto alle altre perchè considerate più difficili.

Ma il Galles nell'ultimo quadriennio non si è mai qualificata a nulla...

Vero, però il peso delle stagioni precedenti agli ultimi dodici mesi è ponderato dal punto di vista aritmetico in modo da risultare via via sempre meno importante. Per capire meglio si tenga in considerazione che la media dei risultati dell'ultimo anno viene presa nella sua interezza, mentre scende al 50% nel penultimo anno, al 30% nel terzultimo e al 20% nel quartultimo. La somma finale è il numerino che determina la posizione nella classifica stilata dalla Fifa e aggiornata con cadenza quasi mensile. E' vero, dunque, che il Galles non ha tradizione storica nemmeno recente, ma sta facendo benissimo nel girone di qualificazione ad Euro 2016 dove è primo in solitudine, mentre nel 2011 - al momento del sorteggio per le qualificazione a Brasile 2014 - partiva addirittura dalla 112° posizione e pur avendo fallito l'approdo al Mondiale, ha ottenuto qualche buon risultato contro nazionali di categoria nettamente superiore: pareggio in Belgio e vittorie contro Scozia. Il balzo avanti decisivo i gallesi lo hanno compiuto tra settembre e ottobre 2011 con i successi su Montenegro, Svizzera e Bulgaria: +45 posizioni in un colpo solo.

Perché, battendo il Belgio, il Galles ci ha superato?

Ecco cosa è accaduto nell'ultima settimana. Il Galles ha fatto bingo battendo il Belgio (che era secondo nel ranking Fifa) in una gara ufficiale di qualificazione all'Europeo del 2016: 1.470 punti con un saldo positivo di 226 rispetto a quelli 'declassati' perché risalenti al giugno 2014. Come si è arrivati alla cifra di 1.470? Moltiplicando i valori 'M' (3) 'I' (2,5) 'T' (198) e 'C' (0,99). A giugno l'Italia ha disputato due partite raccogliendo in tutto 450 punti con un saldo negativo di 100 sul 2014. La sconfitta contro il Portogallo è valsa uno zero assoluto e il pareggio con la Croazia ha fatto il resto. Anche la Crozia con i suoi 463 punti (saldo positivo di 31 sul 2014) ha chiuso meglio. Dunque il Galles, che nella classifica pubblicata a inizio mese era dietro di noi (929 contro 1.101 punti) si è trovato davanti: 1.155 contro 1.001. La Croazia è salita, invece, da 992 a 1.023. Se avessimo battuto il Portogallo avremmo iscritto nella casella altri punti arrivando a 1.058: dietro i gallesi, ma davanti ai croati.

La progressione del Galles è una sorpresa?

No, perché la nazionale che ha in Bale il suo uomo guida ha giocato pochissimo da settembre a oggi ma ottenendo ottimi risultati: 4 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta. In particolare ha battuto il Belgio e ci ha pareggiato fuori casa. Ha giocato meno rispetto a noi, ma solo gare ufficiali che hanno un moltiplicatore più alto delle amichevoli. Aveva chiuso il 2014 in 34° posizione, è sceso fino al 37° a marzo ma poi, dal successo in Israele in poi, ha innestato la quinta marcia: 22° ad aprile, 21° a maggio e giugno e ora il nuovo balzo in avanti. Nello stesso periodo l'Italia ha disputato 10 gare con un bilancio non negativo (solo una sconfitta), ma anche con troppi pareggi concentrati in particolare negli ultimi sei mesi quando è stata capace di battere solo l'Albania in amichevole collezionando altre 4 'X' e la battuta d'arresto con il Portogallo. Può essere che nei prossimi mesi i valori si riequilibrino, ma la fotografia del ranking è esatta se si osserva la parabola della stagione. Anche il post-Mondiale della Croazia è stato migliore del nostro: 6 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta tra amichevoli e impegni ufficiali. Stesso discorso per la Romania, che già ci precedeva: 5 vittorie, 2 parezzi e zero sconfitte.

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