Trapattoni: "Mi piacerebbe allenare Mario Balotelli"
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Trapattoni: "Mi piacerebbe allenare Mario Balotelli"
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Trapattoni: "Mi piacerebbe allenare Mario Balotelli"

Il tecnico di Cusano Milanino presenta la sfida di San Siro e parla del suo futuro: "Mi hanno cercato tanti club, non ho ancora deciso ma tornerò presto ad allenare"

Il decano degli allenatori, tra i tecnici più conosciuti al mondo. In quattro lettere il Trap. Giovanni Trapattoni, ex allenatore di Milan e Juventus, ha da poco concluso la sua esperienza come ct dell'Irlanda. In attesa di iniziare una nuova avventura dopo il mondiale (vicino l'accordo con la Costa d'Avorio di Drogba e Yaya Tourè ma le offerte non mancano) i giorni senza panchina del tecnico di Cusano Milanino sono un continuo studio di squadre e moduli. La passione per il calcio e l'entusiasmo di mettersi nuovamente in gioco sono quelli di sempre. Lo abbiamo intervistato per parlare della sfida di San Siro scoprendo la voglia di poter allenare un giocatore come Mario Balotelli e la consapevolezza che il calcio italiano possa ancora dire la sua a livello internazionale, già a partire dal prossimo mondiale. 

Milan Juventus era stata sfida scudetto fino a pochi anni fa, come vede il momento delle due squadre?

La forza delle squadre dipende dal potenziale: alcune formazioni restano forti se negli anni riescono a trovare soluzioni alternative rinnovandosi. Oggi tra Milan e Juventus c'è un divario non solo tecnico ma anche di testa. Il Milan può fare risultato ma deve fare una grande partita, può sfruttare anche il fatto che la squadra di Conte ha giocato in Europa League. Normale che i bianconeri partano da favoriti, ma secondo me il risultato non è così scontato. 

Anche lei è d'accordo sul fatto che Antonio Conte sia uno dei migliori allenatori italiani?

Si, è stato molto attento nella sua crescita, ha fatto belle esperienze in passato. E' stato molto abile a studiare non solo la formazione dei giocatori ma anche il cambio dei moduli, sa rinnovarsi. Saper partire da un 3-5-2 fino a un 4-2-4 e un 4-3-3 e capire le caratteristiche dei giocatori permette di sfruttarli al meglio valorizzando il capitale della società, dote indispensabile per essere un grandissimo tecnico. 

Come valuta la scelta del Milan di esonerare Allegri e chiamare una scommessa come Seedorf?

Non sono in società e non ho neanche il termometro di quale sia il momento del Milan dall'interno. Hanno ritenuto giusto sollevare Allegri e affidare la squadra ad un ex grande campione che conosce molto bene il calcio internazionale e la struttura Milan. Vogliono rinnovare in vista del futuro, cercando di salvare la stagione ma soprattutto stimolando la reazione del gruppo e iniziando a lavorare per mettere le basi in vista dei prossimi anni. A volte cambiare fa bene, quando nella mia carriera sono stato sostituito ci sono stati casi in cui sono stato il primo ad ammettere che serviva. A volte quando non si vedono più reazioni nel gruppo è importante cambiare. 

C'è un giocatore delle due squadre che le piacerebbe allenare più di altri?

Sicuramente Mario Balotelli, ho avuto Cassano e so come si gestiscono i giocatori dal carattere fumantino. Sarebbe una sfida mettere in quadro un giocatore come lui, poi magari non ci riuscirei ma a volte l'evoluzione dei calciatori dipende dai momenti in cui incontrano un determinato tecnico. 

Si è parlato tanto in queste settimane dell'inadeguatezza del calcio italiano. Lei che ha allenato tanto all'estero è d'accordo?

Il passato ha visto tanti momenti in cui si è discusso sul calcio italiano non all'altezza degli altri campionati. Ma sono evoluzioni e cicli, nazioni che restano fuori dai mercati, altre che entrano. Noi abbiamo dominato per tanto tempo. Per motivi economici i centri di potere cambiano e anche il calcio perde forza. Non ritengo però che il calcio italiano sia così scedente, siamo meno spettacolari di altri tornei come Bundesliga e Premier ma a livello internazionale ci facciamo sempre valere. Le nostre squadre hanno grande equilibrio tattico, ai mondiali in Brasile saremo tra le squadre più forti. 

Dopo l'esperienza con l'Irlanda si è parlato di questa esperienza come ct della Costa d'Avorio, è tutto vero?

Ho avuto diversi contatti, in Africa non solo la Costa d'Avorio ma anche Algeria e Marocco. La Costa d'Avorio è una possibilità nata in questi mesi, non c'è ancora nulla di definito ma ci sono diverse scelte. Ero stato contattato anche dal Galatasaray e e dal Trabzonspor. Lippi sta facendo bene in Cina, io non me la sono sentita. Ogni paese che vai è una grande esperienza, io ho ancora l'entusiasmo di sapere che posso dare ancora tanto e tornerò presto ad allenare. 

Come ha passato il Trap questi mesi lontani dal campo?

Seguo il calcio, moltissimo. C'è sempre un motivo di riflessione per vedere il calcio, non perdo gare italiane e internazionali. Infatti ora ti lascio che inizia una partita di Bundesliga...

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