Calcio

Juventus qualificata a Siviglia, ma per la Champions serve di più

Allegri festeggia il 3-1 in Spagna: primo posto nel girone possibile, però il gioco continua a mancare. Il nodo degli infortuni

SEVILLA VS. JUVENTUS

Giovanni Capuano

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Meglio di così non poteva andare: vittoria esterna, fine del tabù di Siviglia e qualificazione agli ottavi di finale conquistata con una gara d'anticipo. Anche il primo posto nel girone, che sarà confemato battendo in casa l'arrendevole Dinamo Zagabria, è a un passo e Allegri può festeggiare la notte in terra spagnola che gli consente di capitalizzare il primo obiettivo stagionale raggiunto. La Juve partiva per saltare agevolmente l'ostacolo del girone e ce l'ha fatta, anche se pesano i due pareggi casalinghi contro Lione e Siviglia.

I sorrisi, però, finiscono qui. Non sono pochi, però non possono nascondere il senso di mezza delusione provato vedendo i campioni d'Italia arrancare nella prima mezz'ora a Siviglia. Poi, con Buffon già trafitto da Pareja e l'incubo di una difficile risalita da tentare, Vazquez ha commesso una follia lasciando i suoi in inferiorità numerica e cambiando il senso tecnico della sfida. La rimonta è arrivata, i dubbi non se ne sono andati.

 

Juve mai convincente in Europa (e anche in campionato)

La verità è che questa prima Juve di stagione non riesce ancora a rubare gli occhi. In campionato ha strappato applausi soprattutto quella del primo tempo col Sassuolo, poi la differenza l'ha fatta l'immenso talento che Allegri ha a disposizione rispetto alle avversarie e che gli consente di vincere anche con il colpo di un singolo. Conte esagera quando lascia intendere che il sesto scudetto consecutivo è quasi scontato, però è vero che ai bianconeri non serve andare a mille per marcare la differenza.

In Europa le difficoltà si stanno riproponendo. I pareggi casalinghi nelle prime due gare del girone sono altrettanti campanelli d'allarme perché da febbraio, quando si farà sul serio, non ci si potrà permettere alcun passo falso. La sensazione è che manchi ancora strada per ritrovare la fluidità di gioco anche solo di un anno fa, quando contro il Bayern Monaco si vide una squadra capace per lunghi tratti di dominare. Serve di più e in fretta, perché è impensabile di veder esplodere tutto il talento in un colpo a marzo.

L'alibi degli infortuni e della mancata continuità

Pesano gli infortuni, che stanno complicando il lavoro di Allegri. Aver perso Dybala, che stava cucendo attorno a se stesso il ruolo tra le linee di centrocampo e attacco, è stato un duro colpo. L'assenza di Marchisio si è sentita più del dovuto, la difesa comincia a perdere qualche pezzo come era forse prevedibile vista l'età che avanza della BBC. E per fortuna (o lungimiranza) che il mercato ha portato in dote Benatia e che il processo di maturazione di Rugani prosegue.

Il tecnico, dunque, ha qualche alibi da sventolare. E' indubbio, però, che debba fare uno scatto anche lui. L'idea è abbandonare la difesa a tre per proporre soprattutto in Europa un modulo diverso. L'obbligo è trovare risposte in fretta da chi non sta rendendo al meglio a partire da Pjanic che continua a faticare. L'uomo che deve aiutare la Juve a giocare meglio e innanzitutto lui. Marzo è lontano ma non lontanissimo. Incrociando le dita per vedere chi chiude primo e chi secondo - con il rischio concreto di una beffa pur vincendo il girone - è il momento del lavoro intenso sulla qualità del prodotto.

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