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Calcio

Italiani in Serie A: se Conte parla come Prandelli

Prima del Mondiale il vecchio ct additava i 6 stranieri titolari nella Juve. Ora il nuovo, che li metteva in campo, vuole più spazio per i nostri talenti

Cesare Prandelli, 21 luglio 2014 a un mese dal disastro Mondiale: "Dovremmo fare come la Germania. Loro si sono chiesti qual è la squadra più importante? Non hanno risposto il Bayern o il Borussia Dortmund, ma la nazionale e tutti si sono messi al servizio. Nelle squadre italiane gioca il 38% di italiani. La stessa Juve ha sei titolari stranieri. Puntare sui settori giovanili, dicono. Ma se sono pieni di stranieri? Di cosa stiamo parlando?".

Antonio Conte (che di quella Juventus con sei titolari stranieri era l'allenatore) presentando la sfida contro la Croazia: "Lippi mi ha fatto notare che nel 2006 il 64% dei giocatori della Serie A erano italiani: adesso questa percentuale si è dimezzata. È un dato che deve far riflettere sulle difficoltà che ci sono a fare il ct e su quelle che stiamo avendo a livello europeo con i club e di Nazionale. Bisogna trovare un modo per aumentare il numero di italiani in campo, sarebbe una cosa importante".

Cosa è successo in mezzo? Che il primo allena il Galatasaray e il secondo ha firmato un contratto-monstre per fare il commissario tecnico dell'Italia. Se Conte viene pagato da top manager, come è giusto che sia, è anche perché la Figc e l'opinione pubblica si aspettano da lui un valore aggiunto e non la semplice analisi dei mali del calcio italiano. Per quelli basta leggere i giornali. Che costano un po' meno di 9,5 milioni (netti) in due anni per arrivare almeno secondi in un girone con Bulgaria, Croazia, Norvegia, Malta e Azerbajian.

Ma per Conte la Nazionale non doveva essere un premio?
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