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Calcio

Draxler, Juve beffata (ma quanti errori). Va al Wolfsburg

Svanisce l'obiettivo inseguito per tutta l'estate da Marotta: pagato 36 milioni e ne guadagnerà 5 all'anno

Niente Juventus, la beffa è servita. Draxler non sarà un giocatore bianconero nella prossima stagione malgrado l'inseguimento durato tutta l'estate da parte di Marotta e degli uomini mercato di Torino. Una delusione cocente, maturata allo scadere dell'ennesimo ultimatum della Juventus che era convinta di poter chiudere nella giornata di sabato e che ha atteso l'ora di pranzo della domenica. Draxler va al Wolfsburg che si era inserito con prepotenza nelle ultime giorcate, una volta incassato il maxi assegno da oltre 70 milioni dal Manchester City per De Bruyne. Costerà 36 milioni euro con un contratto quinquennale da 5 netti a stagione.

La Juve perde Draxler e deve cominciare la caccia al trequartista chiesto con forza da Allegri sin dall'inizio del mercato. Sul piatto resta qualche nome (Lamela, Witsel, Montolivo, Hernanes o altri) e poche ore, non più di 18, per riparare alla beffa che svela, forse, anche un errore di programmazione di una trattativa tenuta a lungo in standby e alla fine persa. Marotta per settimane ha cercato di acquistare Draxler con la formula del prestito e una grande percentuale di bonus, poco convinto sul recupero fisico del giocatore. Poi ha accontentato lo Schalke 04, ma a quel punto era entrato il Wolfsburg.

Il pessimismo era cresciuto con il passare delle ore, dopo che nella giornata di sabato 29 agosto la Juventus aveva soddisfatto interamente le richieste dello Schalke 04 per il talentuoso centrocampista offensivo. L'ultima offerta bianconera sembrava quella decisiva: 26 milioni di euro più 7,5 di bonus e un contratto da 3,5 netti per il giocatore. 

La retromarcia nelle ultime 48 ore e non solo da parte del club. Anche Draxler ha riflettuto sull'opportunità di accasarsi al Wolfsburg che, evidentemente, non ha mai avuto dubbi sul suo recupero e sui tanti infortuni della prima parte della carriera. Lo Schalke 04 ha spinto per la soluzione tedesca e il gioco è stato fatto. Che i dirigenti bianconeri non avessero mai avuto un grandissimo rapporto con quelli di Gelsenkirchen si era capito da tempo. La beffa non ha fatto altro che confermarlo.

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