Calcio

Ottavio Bianchi: "Juve-Napoli, rischia Allegri. E su Sarri..."

Parla il tecnico dello scudetto partenopeo del 1986: "Sfida non decisiva. Higuain e Insigne non paragonabili con Maradona e Careca"

Ottavio Bianchi e Maradona

Giovanni Capuano

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Era sulla panchina del Napoli campione d’Italia che proprio a Torino aveva preso il volo, anche se si trattava solo di novembre e dell’incipit della stagione. Ottavio Bianchi, però, conosce bene l’atmosfera delle sfida tra Juventus e Napoli e oggi prova a fare le carte al confronto dello Stadium per coglierne in anticipo segreti e pieghe nascoste. Chi vince? Nessun pronostico. Ma la lettura è quella di un match in cui Sarri non entra con credenziali inferiori rispetto ad Allegri. Anche se tutti e due occupano un posto importante nella classifica dei tecnici italiani.

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Bianchi, decisiva o solo importante la sfida tra Juventus e Napoli?

“Importantissima, ma non si pare decisiva chiunque la vinca. Certo, se fosse il Napoli a prevalere avrebbe 6 punti di vantaggio considerando anche gli scontri diretti e quindi se c’è una cosa che si può dire è che questa è una partita molto più pericolosa per Allegri che per Sarri”

La Juve è più abituata a queste sfide: può esserci più pressione sul Napoli?

“Mi pare che l’atteggiamento del Napoli sia quello di chi ha la consapevolezza di andare a Torino alla pari e non da inferiore, cercando di fare la propria partita. I numeri dicono questo e anche il record di vittorie della Juventus alla fine non è bastato per il sorpasso”

Chi arriva meglio allo scontro diretto?

“La Juventus ha problemi di infortuni e condizione mentre il Napoli mi pare avere il vento alle spalle. Il dato dei guai fisici che non ci sono per i partenopei è significativo”

Nelle ultime partite hanno faticato entrambe però…

“Certo, perché l’avvicinarsi di una sfida come questa pesa. Però adesso è più semplice perché per un tecnico non c’è nulla da preparare a livello psicologico prima di una partita come questa. In campo, invece, sarà una partita a scacchi e la vincerà chi saprà seminare più trappole e avere pazienza perché funzionino”

La Juventus allo Stadium ha sempre affrontato con ferocia e quasi sempre vinto gli scontri diretti

“E’ nel Dna della Juventus ed è la sua grandezza da sempre, non solo da quando è tornata grande. Sono una società in cui si pensa sempre alla vittoria successiva e mai a quella appena conquistata mentre altri rischiano di perdersi un po’. Lo stadio nuovo, fatto solo per il calcio e molto vicino al campo, non ha fatto altro che esaltare questo aspetto caratteriale”

Quanto peseranno le assenze per Allegri?

“Molto perché sono tutte pedine importanti e sono curioso di vedere come le sostituirà”

Difesa a tre o a quattro senza Chiellini?

“Cambiare modulo di gioco può andare bene, ma se hai un sostituto all’altezza è meglio restare nel sistema che conosci meglio. Da questo punto di vista Sarri è avvantaggiato perché ha trovato un equilibrio invidiabile ed esaltato al meglio le potenzialità che il gruppo aveva e che non erano state espresse pienamente”

In tanti accostano Higuain e Insigne a Maradona e Careca: bestemmiano?

“Lasciateli stare, se volete bene al Napoli. Ognuno deve vivere il suo tempo e il suo momento e poi Maradona e Careca hanno fatto cose eccezionali. Il calcio di oggi è diverso e i personaggi differenti. Higuain e Insigne stanno facendo bene ma queste sono cose buone per i giornali”

Chi è la favorita per lo scudetto?

“E’ un campionato anomalo: due a lottare per il titolo, 3-4 per la Champions e 3 per non retrocedere con tutte le altre in mezzo”

Sarri l’ha sorpresa?

“No. Era maturo per arrivare a un certo livello ed è stato intelligente a mettere mano dove la squadra aveva bisogno di migliorare. C’è anche da dire che è entrato in un progetto e in un ciclo aperto perché altrimenti gli sarebbe stato impossibile salire subito fino alla vetta della classifica. Le vittorie non si improvvisano ed è sempre stato così, anche ai tempi del mio Napoli”

Allegri è uno dei migliori allenatori in giro per l’Europa?

“I miei maestri mi hanno sempre insegnato che Herrera ha inventato la figura dell’allenatore consentendoci di guadagnare bene, ma che in realtà senza un motore e un telaio all’altezza nemmeno Vettel potrebbe vincere sulla Ferrari. Quindi in una squadra di calcio quello che conta è soprattutto la qualità dei calciatori. In tanti di quelli che parlavano solo di se stessi poi hanno fatto buchi clamorosi quando si sono trovati in squadre normali”

Però è stato bravo ad aggiustare le cose quando andavano male…

“Ha dato l’impressione di aver lavorato bene perché non ha spazzato via quello che Conte gli ha lasciato. L’ha corretto un po’ per volta e anche questa è una qualità. Se fosse entrato con piglio diverso forse non avrebbe potuto imporre la propria personalità così”.

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